UNICREDIT BALLA DA SOLA: UBI BANCA “APRE” ALLA TRATTATIVA CON LA TASSARA DI ZALESKI - BLACKBERRY PUNTA SUI MESSAGGI PER IL RILANCIO

1-UBI RAFFORZA IL PATRIMONIO E APRE AL NEGOZIATO TASSARA
Da "Corriere della Sera"

(f.ch. ) Niente «pregiudizi» da parte di Ubi Banca nella trattativa con la Carlo Tassara di Romain Zaleski sulla rinegoziazione del debito. A differenza di Unicredit, che ha dettato condizioni precise per concedere l'ennesima moratoria al finanziere franco-polacco, «siamo seduti al tavolo senza pregiudiziali e in posizione pragmatica» ha detto il consigliere delegato Victor Massiah in occasione della pubblicazione delle semestrale, che ha mostrato utili dimezzati (ma sopra le attese) a 26,5 milioni di euro, grazie ai maggiori ricavi provenienti dall'attività di trading e al calo dei costi.

Il banchiere ha sottolineato che la situazione di Ubi «è meno severa» di quella di altre banche, sia a livello di esposizione sia a livello di garanzie. Il gruppo ha crediti limitati a 147 milioni circa e, soprattutto, ha già fatto accantonamenti. La posizione è iscritta tra i crediti ristrutturati dal 2009 e classificata a incaglio dal 31 dicembre 2012. «La differenza tra gli accantonamenti fatti e il valore delle sottostanti garanzie è tale da non portarci a fare ulteriori accantonamenti», ha detto Massiah.

Quanto alle voci di incontri tra le banche e la Tassara, «ci sarà probabilmente un incontro anche la prossima settimana», ma non è detto che si potrà arrivare a una soluzione in tempi brevi. Dal punto di vista patrimoniale il gruppo ha requisiti in linea con Basilea 3. A fine giugno il Core Tier 1 è al 12,1% e, stimato con le regole di Basilea 3, si attesterebbe a oltre il 10 per cento. La solidità patrimoniale si colloca «ai massimi livelli internazionali» sia per quanto riguarda il core tier 1 che il livello di leva finanziaria.


2-L'ASSEMBLEA DI CATULLO DÀ IL VIA LIBERA PER LA TRATTATIVA IN ESCLUSIVA CON SAVE
(fr. bas.) L'unico azionista contrario è stato la Camera di Commercio di Brescia (3,0%), mentre tutti gli altri soci della Catullo, la società che gestisce gli aeroporti di Verona e Brescia, hanno dato il via libera alla trattativa in esclusiva con Save (scali di Venezia e Treviso) fino al 30 settembre. L'esito della trattativa sarà poi sottoposto a una nuova assemblea.

Save ha messo sul tavolo 25 milioni di euro per rilevare il 35% e l'offerta strategica di sviluppare gli scali di Verona e Brescia per concorrere a creare un nuovo «sistema» aeroportuale - in Italia sono riconosciuti come tali solo quelli di Milano e di Roma - che andrebbe a soddisfare le esigenze di un territorio ricco e produttivo come quello del Nordest.

Ed è stato proprio questo aspetto a convincere i soci, spiega la Catullo in una nota: il fatto «che tra tutti gli operatori di settore incontrati per discutere possibilità di accordi, Save è stata quella che ha dimostrato interesse a valutare il progetto di sistema multi-aeroporto». Nei giorni scorsi ha manifestato un interesse per un'alleanza anche Sacbo, la società che gestisce l'aeroporto di Bergamo, che ha inviato una lettera d'intenti, rinviando però a dopo il prossimo consiglio di amministrazione di metà settembre un'eventuale offerta.


3-BLACKBERRY PUNTA SUI MESSAGGI PER IL RILANCIO
(f.mas.) Piuttosto che una vendita in blocco, meglio valorizzare i singoli pezzi pregiati, a cominciare dai messaggi, da sempre il segno distintivo di BlackBerry. Nei giorni scorsi il colosso canadese aveva annunciato l'avvio di valutazioni su «alternative strategiche» tra le quali «possibili joint venture, partnership o alleanze strategiche, la vendita del gruppo o altre possibili transazioni per il suo rilancio e uscire dalla grave crisi legata alla concorrenza degli smartphone e all'insuccesso degli ultimi modelli, schiacciati tra i prodotti Samsung e quelli di Apple.

Una delle strade da seguire, secondo il Wall Street Journal, è proprio quella dei messaggi: il gruppo starebbe valutando di scorporare il servizio BlackBerry Messenger - l'applicazione di messaggistica istantanea e video-chiamate - così da consentire l'offerta di quei servizi in maniera indipendente anche su altre piattaforme e non solo nel sistema chiuso dei BlackBerry.

C'è già il nome della nuova società: appunto Bbm, dall'acronimo attualmente utilizzato sui cellulari per l'accesso ai servizi. A maggio l'amministratore delegato Thorsten Heins aveva annunciato che in estate i servizi di BlackBerry Messenger sarebbero stati disponibili anche per smartphone di altre aziende, per competere con applicazioni come WhatsApp e WeTalk, funzionanti su più modelli.

 

IL FINANZIERE ROMAIN ZALESKIBazoli Zaleski IL MIO BLACKBERRY E PIU GRANDE DEL TUOblackberry logo

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