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COTTARELLI E MANGIATO! – IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO INCARICATO SALE AL COLLE E SCENDE SUBITO. NIENTE LISTA DEI MINISTRI, SI PENSA A UTILIZZARE L’ULTIMA FINESTRA UTILE PER ANDARE ALLE ELEZIONI. DOMANI NUOVO INCONTRO CON MATTARELLA – VOTO A LUGLIO? PER IL PD “SI PUÒ FARE”. TONINELLI: “DOBBIAMO VOTARE IL PRIMA POSSIBILE”
1 – Governo, Cottarelli lascia il Quirinale. Domani nuovo incontro
Nicola Barone e Alessia Tripodi per www.ilsole24ore.com
Nuovo colpo di scena al Quirinale. Il presidente del Consiglio incaricato Carlo Cottarelli ha lasciato il Colle per fare rientro alla Camera. Il premier incaricato ha riferito al capo dello Stato sulla situazione e tornerà al Quirinale domani mattina.
Lo ha annunciato il portavoce del Quirinale Giovanni Grasso, dopo che Cottarelli aveva lasciato il palazzo del Quirinale da un’uscita secondaria e i corazzieri di guardia si erano allontanati dalla porta di accesso alla sala delle consultazioni.
sergio mattarella carlo cottarelli
Il presidente del Consiglio incaricato sembrava pronto a presentare la lista dei ministri per un esecutivo "snello", ma forse si sta invece pensando a utilizzare l’ultima finestra utile per il voto
Le manifestazioni in programma
Intanto, mentre la Polizia Postale vigila sugli attacchi in rete al presidente della Repubblica, i due fronti "pro e contro" Mattarella si preparano a scendere in piazza. M5s e Lega chiamano alla mobilitazione, con Di Maio che insiste sulla messa in stato di accusa del Capo dello Stato e annuncia una manifestazione per il 2 giugno, mentre il 1° giugno sarà il Pd a scendere in piazza a difesa del Colle e della Costituzione.
Salvini: spread? Chiedete a Mattarella
matteo salvini a pomeriggio 5 da barbara d urso
«La condizione per un alleanza con Forza Italia è cambiare le regole europee, non posso allearmi con chi mi dice che l'Europa va bene così», ha detto stamattina il leader della Lega Matteo Salvini, intervistato a Radio Anch'io.
Commentando lo sfondamento dello spread oltre quota 300, il numero uno del Carroccio ha liquidato la questione. «Chiedete a Mattarella. Fosse per me ci sarebbe un governo in carica, hanno scelto altrimenti per rassicurare i mercati, non mi sembra ci stiano riuscendo...».
Di Maio si difende, «il problema non siamo noi»
A Salvini fa eco il capo politico dei Cinque Stelle, che in un post scrive: «Lo spread oggi è schizzato oltre i 300 punti: non accadeva da 4 anni. Il problema non eravamo noi, non era la nostra squadra di ministri, ma l'incertezza che oggi regna sovrana. Se il Governo del Cambiamento fosse partito, oggi avremmo un governo politico».
Sulla manifestazione del 2 giugno un avvertimento, «sarà un momento pacifico e democratico, chi vuole usare questo giorno per scopi violenti è lontano dalla nostra idea di Paese».
Martina propone astensione sulla fiducia
Intanto guarda al voto l'ex segretario del Pd Matteo Renzi, sottolineando che «le elezioni sono una grandissima occasione, da un lato gli sfascisti istituzionali dall'altro un fronte ampio guidato dal Pd ma che non sia solo il Pd». E annuncia: «Sarò come tutti in campo a dare una mano. Se gioco mediano stavolta nessun problema. Ma è una sfida pazzesca». Maurizio Martina propone al gruppo Pd di «astenersi sul voto di fiducia» al governo Cottarelli per «rispettare il carattere di neutralità politica» del nascente esecutivo che i dem sostengono «con piena convinzione».
Grillo: Mattarella ha intortato? È la politica
«L'establishment è riuscito a bloccarci? Ok, fa parte del gioco!». Sul blog delle stelle è Beppe Grillo a spiegare di non esser «affetti dalla sindrome dell'adolescente ribelle che spera che alla fine il padre gli dia ragione». «Mattarella ha intortato le cose oppure ha fatto lo sgambetto alla democrazia?
Lo vedremo, ma quel che è sicuro è il cuore della contesa: c'è chi vuol vivere inginocchiato alle ragioni della finanza e chi no». «Non serve capirne la storia o denunciarne le intenzioni - aggiunge - perché le loro posizioni sono scoperte finalmente mentre le nostre lo sono sempre state».
2 – Governo: cresce l’ipotesi del voto a luglio
Annalisa Grandi per www.corriere.it
ANDREA MARCUCCI GRAZIANO DELRIO
Cresce l’ipotesi di un ritorno alle urne già a luglio. Dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle da più parti si levano le voci a favore di un ritorno al voto il prima possibile.
Marcucci: «Si vada subito al voto»
Il presidente del gruppo del Partito Democratico al Senato Andrea Marcucci fa sapere: «Voto prima a luglio? Si può fare. Evidentemente ci dev’essere lo scioglimento delle Camere subito dopo la fiducia. Basta un decreto legge del Governo. Ha senso il voto prima possibile» fa sapere.
ORFINI MARCUCCI MARTINA DELRIO
«Quello di Cottarelli - spiega ancora - lo chiamerei più un `governo elettorale´ perché ci deve portare subito al voto. Noi spingiamo per l’immediato scioglimento delle Camere perché noi sì siamo per il voto, sono gli altri che non vogliono andare a votare».
Marcucci ha parlato della «nascita di un governo fantasma, che non esiste, senza fiducia, senza identita’ perche’ privo di temi e soluzioni. E’ stato fatto fuori un possibile governo con una maggioranza per mettere dentro un governo che la maggioranza non ce l’ha: un fatto che non ha precedenti nella storia della Repubblica Italiana».
GIULIA GRILLO TONINELLI LUIGI DI MAIO
Di Maio: «Si voti il prima possibile»
«Al voto il prima possibile - sostiene anche Danilo Toninelli, capogruppo M5s al Senato - Dobbiamo tornare al voto, dobbiamo farlo il prima possibile. E dobbiamo finalmente, dopo quello che è accaduto, segnare il riscatto di milioni e milioni di italiani». E Luigi Di Maio dice: « «Per me va bene se si vota il prima possibile».