CONTE COMMISSARIATO – L'ASSEMBLEA DEI SENATORI M5S ASSESTA UN ALTRO SCHIAFFONE A PEPPINIELLO APPULO, INVOCANDO A MAGGIORANZA UN BIS DI SERGIO MATTARELLA E CHIEDENDO CHE IL LEADER AZZOPPATO VENGA “AFFIANCATO” NELLE TRATTATIVE PER IL COLLE DAI CAPIGRUPPO - L’EX PREMIER NON CONTROLLA I GRUPPI, A MAGGIORANZA SCHIERATI CON LUIGINO DI MAIO: LORO NON SI FIDANO E VOGLIONO “MONITORARLO” (CIOÈ AFFOSSARLO)
Dall'assemblea dei senatori M5S emergono due dati clamorosi: tutti vogliono il Mattarella bis (quindi giammai Draghi) e poi chiedono che "Conte sia affiancato" nelle trattative per il Colle
— simone canettieri (@simocanettieri) January 3, 2022
Giuseppe Alberto Falci per il “Corriere della Sera”
È ancora caos a venti giorni dalla prima votazione per eleggere il nuovo capo dello Stato. Le trattative per arrivare a una soluzione condivisa non decollano. I partiti continuano a muoversi in ordine sparso. E così un'altra giornata si conclude con un nulla di fatto.
Il climax si raggiunge quando a sera si riunisce l'assemblea dei senatori del Movimento Cinque Stelle che via Zoom, a larga maggioranza, invoca il bis di Sergio Mattarella, ritenendo che ci sia ancora spazio per un'operazione di moral suasion nei confronti dell'attuale inquilino del Colle.
Fantapolitica? Le truppe del Movimento ci credono perché, confida uno di loro alla fine dell'incontro, «in una situazione emergenziale come quella odierna non si deve modificare lo status quo , è auspicabile la stabilità politica del Paese che si può realizzare solo con Mario Draghi a Palazzo Chigi e Sergio Mattarella al Quirinale».
Per di più, i senatori pentastellati chiedono che i capigruppo di Camera e Senato «partecipino alla scelta del presidente della Repubblica in ogni fase decisionale». Tradotto, Davide Crippa e Maria Domenica Castellone dovranno affiancare Giuseppe Conte, leader del Movimento Cinque Stelle, quando si siederà al tavolo delle trattative.
Ed è anche questo un segnale che si inserisce nel grande caos di giornata. Perché, dichiara un senatore del Movimento, «noi vogliamo monitorare come si muove il nostro leader Conte in sede di trattative». Non a caso qualche maligno, dopo l'assemblea dei senatori M5S, arriva a sussurrare che si tratta di «commissariamento».
Intanto si sfidano a distanza Lega e Partito democratico. Matteo Salvini si muove su un doppio binario. Da una parte si mostra leale con Silvio Berlusconi, «lo sente ogni giorno», e giura di sostenerlo. Dall'altro, non solo puntella l'esecutivo chiedendo un tavolo urgente per l'emergenza bollette «per arrivare a un piano nazionale di sicurezza energetica».
Di più: prova riprendersi la scena rilanciando per la seconda volta, lo aveva già fatto il 16 dicembre, un tavolo con tutti i leader, per individuare il successore di Sergio Mattarella. Spiegano da via Bellerio: «Matteo è riservatamente al lavoro per riunire tutti i leader e organizzare un incontro. Obiettivo: raggiungere un'ampia sintesi che allarghi i confini del centrodestra. È la sua priorità assoluta e vuole essere lui il kingmaker ».
Non è dato sapere se abbia già fatto un giro di telefonate, o se comunque abbia sondato gli altri capi partito via WhatsApp. Fatto sta che la mossa non viene digerita dal Partito democratico. Il Nazareno reagisce e fonti interne veicolano un messaggio di questo tenore: «Finché il centrodestra ha una posizione ufficiale attorno a Berlusconi, il dibattito resta congelato».
«Ci vuole serietà, dobbiamo eleggere il capo dello Stato, non un rappresentante di classe» ironizzano i democrats . Allo stesso tempo da quelle parti si fa comunque notare che la posizione del Pd non è mutata: «Siamo disponibili a parlare». Non a caso sempre in quei minuti Irene Tinagli, vicesegretaria vicaria del Pd, si oppone all'ipotesi di una candidatura del Cavaliere: «Non credo che Berlusconi sia una figura adeguata perché è un leader di partito».
E sempre dalla galassia Pd la capogruppo in Senato, Simona Malpezzi, consegna questo ragionamento ai microfoni del Tg1 : «Per il Quirinale abbiamo sempre detto che prima di parlare di nomi dobbiamo trovare un metodo condiviso. È necessario individuare quindi tutti insieme un profilo alto per arrivare ad un nome non divisivo». Piccata la risposta della Lega: «Mentre Letta mette veti e perde tempo, la Lega lavora per fare veloce e perché tutti siano coinvolti, nessuno escluso, per una scelta così importante per tutti gli italiani».