VICTOR, VICTORIA (NON PER I PM): AL PROCESSO ENI/NIGERIA, ''VICTOR'' IL TESTIMONE CHIAMATO DALL'ACCUSA NON SI PRESENTA, E I GIUDICI DISPONGONO CHE VENGA ASCOLTATO IL 29 GENNAIO. MA DI PERSONA, NON IN VIDEOCONFERENZA: SE NON DOVESSE PRESENTARSI, DECADRÀ - SI TRATTA DI UN MEMBRO DELL'INTELLIGENCE NIGERIANA CON CUI ERA ED È IN CONTATTO L'ACCUSATORE ED EX MANAGER ENI VINCENZO ARMANNA. UN TIPO OVVIAMENTE ''PARTICOLARE''…

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  1. ENI, IL TESTE 007 NON SI PRESENTA I PM: UN NUOVO ACCUSATORE

Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera

 

vincenzo armanna

Tempi supplementari nella saga del teste Victor Nawfar, 007 nigeriano evocato dall' imputato (ex Eni) Vincenzo Armanna a riscontro delle sue accuse ai vertici Eni nel processo per le tangenti in Nigeria.

 

Un anno fa Victor disse di non conoscere Armanna, che allora sostenne non fosse il «Victor» giusto. Il quale il 20 novembre si palesò via mail ai pm come Isaac Eke spacciatosi però con Armanna come Victor, e si disse pronto a deporre ma solo con volto e identità tenuti segreti, al punto che il pm De Pasquale ne oscurò la foto sul passaporto.

 

«Forse un eccesso di mia fiducia nel teste», dice ieri dopo aver «constatato con sorpresa» su Internet un servizio tv nigeriano sulla pensione del là stranoto Eke: «Ma non si può prescindere dal teste identificato, ad onta delle dissertazioni delle difese Eni sul "teste mascherato" con eco sulla stampa...» (termine invece usato il 20 novembre dal presidente Tremolada).

 

Armanna riferisce di aver parlato fino a venerdì (su un telefono di cui offre il numero) con Victor, che avrebbe detto di non poter venire per un imprecisato «inconveniente». Quando sembra che il Tribunale si orienti a finirla qui già oggi, il pm si dice allora costretto a chiedere oggi (e non, come preferirebbe, a gennaio) il travaso da altro filone in extremis di una prova indispensabile: l' interrogatorio di un nuovo dichiarante. Che però resta sospeso, perché i giudici ricitano «Victor»: stavolta con rogatoria, in aula, senza teleconferenza. Ma il 29 gennaio.

 

  1. ENI: NIGERIA; PROCURA,CONVOCARE 'NUOVO VICTOR' CON ROGATORIA

FABIO DE PASQUALE

 (ANSA) - Il cosiddetto 'nuovo Victor', e cioè Eke Isaac Chnononyerem, presunto esponente dei servizi di intelligence nigeriani e nel 2011 capo della sicurezza dell'ex presidente Goodluck Jonathan, come già era stato preannunciato ha 'dato buca': citato come teste dalla Procura, che lo ha sollecitato invano pure via e-mail, non si è presentato in aula al processo milanese per corruzione internazionale sul caso Eni/Shell-Nigeria a carico, tra gli altri, dell'ad del gruppo italiano Claudio Descalzi, il suo predecessore Paolo Scaroni e le stesse due compagnie petrolifere.

 

Per questo stamani il procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e il pm Sergio Spadaro hanno chiesto al collego della settima sezione penale di convocare il testimone, ex ufficiale dello stato nigeriano ora in pensione e ritenuto dall'accusa di notevole "importanza", attraverso una rogatoria internazionale e di effettuare il suo esame in video conferenza davanti alle autorità giudiziarie del paese africano.

 

A tale richiesta si sono associate la difesa di Vincenzo Armanna, l'ex manager di Eni con cui il teste 'scomparso' (e pure da lui convocato) sarebbe stato in contatto telefonico fino a venerdì e al quale avrebbe comunicato la sua impossibilità a venire a rendere l'esame per generici "impegni", e Lucio Lucia, il legale che rappresenta il governo nigeriano. Richiesta che ha invece incassato l'opposizione degli avvocati degli imputati.

 

paola severino foto di bacco (2)

L'avvocato Paola Severino, difensore di Descalzi, esprimendo la sua perplessità circa l'identità e la trasparenza del "personaggio", invocando anche un'ordinanza con cui i giudici avevano dato la possibilità ad Armanna di citare i suoi testimoni entro e non oltre domani, ha chiesto di dichiararlo decaduto e in subordine di convocarlo in aula a Milano e non con un'audizione protetta e in videoconferenza. A tale istanza si sono associate tutte le difese.

 

 

  1. ENI: NIGERIA;ACCOLTA A METÀ ISTANZA PM, VICTOR TESTE IN AULA

 (ANSA) - Convocare via rogatoria internazionale in aula a Milano per il prossimo 29 gennaio Eke Isaac Chnononyerem, il presunto esponente dei servizi di intelligence nigeriani e nel 2011 capo della sicurezza dell'ex presidente Goodluck Jonathan noto oramai come il cosiddetto 'nuovo Victor'. Lo ha deciso il Tribunale di Milano nel processo per corruzione internazionale sul caso Eni/Shell-Nigeria a carico, tra gli altri, dell'amministratore delegato del gruppo italiano Claudio Descalzi, del suo predecessore Paolo Scaroni e delle stesse due compagnie petrolifere.

CLAUDIO DESCALZI

 

La settima sezione penale in sostanza ha accolto a metà la richiesta della Procura che voleva pure che l'esame del teste, ritenuto di notevole "importanza" ai fini dell'accusa, avvenisse in video conferenza davanti alle autorità giudiziarie del paese africano. Esame che in questa forma non è stato ammesso "perché il teste - ha chiarito il presidente Marco Tremolada - ha manifestato la volontà di voler venire".

 

Paolo Scaroni

Volontà espressa in una lettera inviata tempo fa al procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e al pm Sergio Spadaro alla quale però non ha dato seguito in quanto, già convocato per oggi, Eke Isaac Chnononyerem non si è presentato al processo. E se non lo farà per la prossima udienza decadrà. Il collegio in sostanza ha accolto in pieno la richiesta subordinata alla decadenza del testimone avanzata dall'avvocato Paola Severino, il difensore di Descalzi che stamane ha per altro espresso esprimendo la sua perplessità circa l'identità e la trasparenza del "personaggio".

 

Da quanto annunciato in udienza oggi pomeriggio, già domani i pm si attiveranno per convocare via rogatoria internazionale, passando attraverso il ministero della giustizia, il 'nuovo Victor' per il 29 gennaio, giorno in cui verrà poi dichiarata chiusa l'istruttoria dibattimentale. E se il presunto esponente dei servizi di intelligence nigeriani, come è sua facoltà, non si dovesse presentare sul banco dei testimoni, decadrà.

 

Goodluck Jonathan

Se il collegio avesse accolto anche l'altra richiesta della Procura e cioè quella dell'esame in video conferenza e davanti alle autorità giudiziarie del paese africano, si sarebbe evitata la decadenza perché in caso di rifiuto a rendere l'esame, sarebbe stato predisposto l'accompagnamento coattivo. A fine gennaio, dopo la chiusura dell'istruttoria dibattimentale, ci sarà spazio per la richiesta di prove aggiuntive. Si tratterà di produzione di documenti di accusa e difese, tra cui, alcune carte della Procura e estrapolate dall'indagine in corso sul cosiddetto 'falso complotto'.