
I DAZI DI TRUMP CI AMMOSCIANO IL PIL – TRA GLI EFFETTI DELLA GUERRA COMMERCIALE SCATENATA DAL TYCOON C’È UN CROLLO DELLE PREVISIONI DI CRESCITA PER L’ITALIA: IL +1,2% STIMATO FIN QUI DA TESORO NON È PIÙ CREDIBILE: I PIÙ OTTIMISTI DICONO CHE QUEST'ANNO CRESCEREMO DELLO 0,9%, MA C’È CHI PRONOSTICA UN PIL DIMEZZATO ALLO 0,6% – SALE IL COSTO DEL DEBITO PUBBLICO: I BUONI DEL TESORO DECENNALI SONO GIÀ RISALITI FINO A TOCCARE IL 4% – L’AMICO DONALD INGUAIA GIORGIA MELONI ANCHE NEI SONDAGGI: I CONSENSI DI FRATELLI D'ITALIA SONO IN CALO...
Estratto dell’articolo di Alessandro Barbera per “La Stampa”
Lo scontro in Parlamento si sta consumando su come verrà scritto: l'opposizione dice che il governo presenterà un documento privo di dettagli su come affrontare la tempesta Trump.
La questione rilevante del nuovo Documento di finanza pubblica (si dovrebbe chiamare così in ossequio alle nuove regole europee) è un'altra: il crollo delle previsioni di crescita. Fonti del Tesoro dicono che una decisione non è stata presa, e però il +1,2 per cento immaginato fin qui non regge più.
[...]Più delle tariffe in sé, il danno peggiore della Casa Bianca all'economia mondiale è nell'incertezza che le uscite umorali di Trump creano sulle aspettative dei mercati.
giancarlo giorgetti giorgia meloni foto lapresse.
Più aumenta la confusione, più sale la prudenza di chi consuma e investe. I più ottimisti dicono che quest'anno cresceremo dello 0,9 per cento, chi ha rifatto i conti nell'ultima settimana pronostica un Pil dimezzato allo 0,6.
Per Giorgia Meloni sarà un passaggio politico delicato in uno scenario che ha i tratti di un incubo a occhi aperti. In ossequio alla special relationship con il presidente e al tentativo di mediare a nome dell'Unione, la premier ha evitato fin qui di attaccare scelte che stanno già danneggiando il made in Italy. Come testimoniano i sondaggi e il calo dei consensi di Fratelli d'Italia, colui che per Meloni avrebbe dovuto essere un'opportunità si sta rivelando un problema.
C'è di più: l'incauta politica economica di Trump - che nel medio termine spera di recuperare quote di manifattura sul suolo americano - sta aumentando i timori di una ripresa dell'inflazione e spingendo le banche centrali alla prudenza. Lunedì mattina il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta, da sempre un sostenitore di un taglio rapido dei tassi, ha fatto capire che lo scenario è già cambiato, e non solo per lui: la pensano così la gran parte dei venti governatori della zona euro.
Fino a poche settimane fa ai piani di Francoforte erano programmati due, se non tre, riduzioni ulteriori dei tassi entro la fine del 2025. Ora è tutto in discussione, e il taglio previsto per questo mese è finito nel cassetto. Non c'è giorno nel quale Meloni non debba affrontare messaggi preoccupati del mondo delle imprese. L'ipotesi di rinvio del voto in Veneto, Toscana, Marche, Campania e Puglia e l'accorpamento alle amministrative del 2026 serve anche a prendere tempo nella speranza che la tempesta passi. [...]
GIORGIA MELONI DONALD TRUMP - IMMAGINE CREATA CON GROK
Lo scenario per Meloni è aggravato da altri due fattori: la decisione dell'Unione di derogare al patto di Stabilità per aumentare le spese militari e quella immediatamente successiva della Germania di rivedere la regola sul debito. Se da un lato l'aumento della spesa pubblica tedesca può dare un po' di ossigeno alla crescita - anche quella italiana - dall'altra gli investitori sono stati costretti a dare un prezzo al maggior rischio indotto dalle previsioni di aumento del debito tedesco.
Se aumenta il costo per finanziare il debito tedesco, sale quello di tutti gli altri Paesi dell'area della moneta unica. I Buoni del tesoro decennali sono già risaliti fino a toccare il quattro per cento, e il Tesoro stima un aumento strutturale della spesa per interessi di almeno tre miliardi di euro l'anno. Stessa sorte è toccata ai titolo francesi e spagnoli.
giovanni donzelli giorgia meloni (4)
GIORGIA MELONI IN STILE STUDIO GHIBLI