
"I COMPAGNI DI CLASSE DI MIA FIGLIA SCRIVEVANO: 'MEGLIO DISSANGUATA E VEDERLA SOFFRIRE'; 'BRUCIAMOLA'" - PARLA LA MAMMA DI UNA 13ENNE MODENESE, VITTIMA DI CYBERBULLISMO, CHE HA RIVELATO AI GENITORI LE CHAT AGGHIACCIANTI CHE LE SCRIVEVANO I SUOI COETANEI: "LA PRENDEVANO DI MIRA PERCHÉ LA CONSIDERAVANO 'DIVERSA'. DOPO QUESTI ATTI DI BULLISMO HA INIZIATO UN PERCORSO CON LA PSICOLOGA ED È VENUTA FUORI UNA DISFORIA DI GENERE. MIA FIGLIA SI SENTE MASCHIO. CON NOI HA FATTO COMING OUT, CON GLI AMICI E I COMPAGNI DI CLASSE NON ANCORA. SI È LIBERATA DI UN GRANDE PESO E…"
Estratto dell'articcolo di Andrea Pasqualetto per il "Corriere della Sera"
C’è la storia tragica di Andrea, il ragazzo dai pantaloni rosa che si tolse la vita a 15 anni per via dei bulli omofobi; c’è quella del tiktoker Davide che si faceva chiamare Alexandra e giovedì scorso si è sparato un colpo in testa mentre qualche hater sputava insulti sui social. […]
E c’è la vicenda di questa tredicenne modenese vittima di cyberbullismo che ha trovato la forza di rivelare ai suoi genitori il buco nero nel quale era precipitata dopo aver letto un’agghiacciante chat dei suoi compagni e compagne di classe che l’avevano presa di mira: «Meglio dissanguata e vederla soffrire», «Bruciamola», «Sei talmente codarda che ora scrivi anche in privato», «Fai schifo». A parlare della vicenda, […] la mamma.
Ce la racconta, signora?
«Tutto inizia l’anno scorso, in gennaio, quando mia figlia faceva la seconda media. Con mio marito ci siamo accorti che era diventata più silenziosa. Si era allontanata dalle amiche e stava molto in casa. Poi, un po’ per volta, si è aperta e si è confidata facendoci vedere gli screenshot di una chat di un social network, Helopal, dove tutti pubblicano commenti in forma anonima con dei nickname. Erano parole pesantissime. Ci ha anche detto che sapeva chi c’era dietro. La ragazzina più coinvolta era una sua cara amica, la compagna di classe con la quale legava di più».
[…] E lei signora cos’ha fatto?
«Ho chiamato la madre della ragazzina, che tra l’altro conosco, e le ho spiegato la situazione. Devo dire che è stata molto gentile perché ne ha parlato subito con la figlia. Poi mio marito è andato a fare denuncia alla polizia postale e si sono mossi anche loro. Con grande tatto. Sono andati a scuola a parlare ai ragazzi di questa terza spiegando le ripercussioni che possono avere certe parole. Mia figlia non partecipava più alle attività scolastiche, qualche volta non andava nemmeno a scuola. I professori mi avevano detto che durante l’intervallo se ne stava seduta da sola...».
Per quale motivo sua figlia era considerata una diversa?
«Perché si veste in modo totalmente diverso dalle compagne, perché ascolta musica diversa, non la pop italiana ma rock, metal, David Bowie. Ha un’anima decisamente artistica».
C’entra qualcosa l’identità di genere?
«Dopo questi atti di bullismo ha iniziato un percorso con la psicologa ed è venuta fuori una disforia di genere. Mia figlia si sente maschio. Con noi ha fatto coming out, con gli amici e i compagni di classe non ancora».
Andrea Spezzacatena, Davide Garufi, il bullismo è costellato di tragedie.
«Già ma a differenza di Andrea mia figlia ne ha parlato e questo ha fatto tutta la differenza perché si è liberata di un grande peso e adesso è molto più forte. Possiamo dire che il peggio è passato.
L’anno prossimo cambierà scuola e sarà tutta un’altra esperienza. Per il momento rimane lì e cerca una convivenza, si è riavvicinata all’amica. È più tranquilla».[…]
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