
PERCHÉ LE DUE CARTE DI CREDITO DI ANDREA PROSPERO ERANO VUOTE? IL 19ENNE, CHE SI È TOLTO LA VITA MENTRE ERA IN CHAT CON DUE COETANEI, FACEVA PARTE DI UN GRUPPO CHE ORGANIZZAVA PICCOLE TRUFFE SULLA VENDITA DI STRUMENTI HI TECH - NELLA STANZA DEL SUICIDIO SONO STATE TROVATE 60 SIM CARD, MA NESSUNO RIESCE A CAPIRE COME ABBIA USATO I SOLDI CHE DA OLTRE UN ANNO GUADAGNAVA – I MESSAGGI NELLA CHAT DEI RAGAZZI CHE NON HANNO CHIAMATO I SOCCORSI SAPENDO CHE ANDREA AVEVA INGERITO LE PILLOLE: “CHIAMIAMO UN’AMBULANZA PER QUEL FESSO? NO, POI TI TROVANO” - I 170 EURO SPESI PER MORIRE E...
1. ANDREA PROSPERO E LE CARTE DI CREDITO VUOTE: COME HA SPESO I SOLDI GUADAGNATI CON LE TRUFFE?
Estratto dell’articolo di Fulvio Fiano per il "Corriere della Sera"
Le due carte di credito che sono state trovate nella stanza del suo suicidio erano vuote, così come le pagine dei suoi quaderni di appunti universitari. Ma se questo secondo dato è una conferma delle difficoltà con cui Andrea Prospero viveva la nuova veste di studente di informatica fuori sede, la mancanza di liquidità sulle tessere bancarie apre scenari […] Un capitolo al momento distinto da quello sul suicidio del 19enne ma che potrebbe fornire elementi per capirne le ulteriori, eventuali, ragioni.
Un approfondimento, questo, chiesto anche dagli avvocati della famiglia, e che partirà intanto dall’esame dei telefoni e dei pc sequestrati. Sia quelli della vittima, che stava usando per chattare mentre ingeriva le sostanze che l’hanno ucciso, sia quelli di Emiliano Volpe, il 18enne finito ai domiciliari a Roma accusato di averlo istigato a togliersi la vita, sia quelli di Iacopo Ricciardi, l’altro neo maggiorenne indagato a Napoli per detenzione e spaccio.
[…] In casa […] gli sono stati trovati 14 mila euro. «Ho ricevuto da Volpe le pasticche di ossicodone che ho inviato a Prospero», ha detto agli agenti a caldo. Un modo forse per scaricarsi di responsabilità sull’episodio specifico ma che non esaurisce il profilo che si sta provando a ricostruire.
Una delle domande su cui ruota questa parte di indagine non è tanto su come Prospero sia entrato nella chat in cui si trafficavano droga, farmaci, schede telefoniche, ma come sia stato coinvolto in piccole truffe sulla vendita di strumenti tecnologi (cosa che spiegherebbe anche le 60 sim card che aveva con sé). Era stato reclutato da qualcuno, selezionato come manovalanza nella catena di un’organizzazione che sembrerebbe più vasta (a giudicare dal numero di utenti della chat)? E i soldi che così guadagnava da oltre un anno — anche mentre era ancora a casa dei suoi a Lanciano — come li ha utilizzati?
Dal libretto di risparmio condiviso con la sorella non sono stati fatti prelievi, da Paypal non risulta nessun movimento sospetto. Le carte di credito, trovate assieme a una cinquantina di sim card (usate forse per rendersi irrintracciabile in questi affari) erano, come detto, vuote. Eppure Prospero era in ritardo sul pagamento della stanza che aveva preso in affitto per due mesi.
Qualcuno doveva farlo per lui? Una delle possibilità è che venisse pagato in Bitcoin, il che aprirebbe altri scenari sul gruppo. A novembre, con l’acquisto del pc sul quale è stato trovato riverso, la sua frequentazione si era fatta più assidua, ma già a settembre aveva manifestato a Volpe la sua idea di togliersi la vita. E per realizzare il suo piano si era rivolto anche a ChatGpt.
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2. ANDREA PROSPERO E I 170 EURO SPESI PER MORIRE: «CHIAMIAMO AMBULANZA A QUEL FESSO?». «NO, POI TI TROVANO»
Estratto dell’articolo di Alessandro D’Amato per www.open.online
Si chiamano Emiliano Volpe e Iacopo Riccardi i due indagati per la morte di Andrea Prospero a Perugia. Volpe è il 18enne finito agli arresti domiciliari. Riccardi è il ragazzo di Afragola indagato per detenzione e spaccio. Ma intanto gli investigatori lavorano sulle due carte di credito trovate nella stanza dell’universitario di Lanciano. E sui 170 euro che Prospero ha pagato per avere l’ossicodone. Le sette pastiglie arrivate il 24 gennaio. Nello stesso locker inpost di Perugia dove il giorno prima Andrea era andato a ritirare lo Xanax. Insieme a un’altra ricetta. Tutto inviato da “Chef” (il nickname su Telegram).
[…] gli investigatori cercano di individuare gli altri nickname utilizzati nelle chat di Telegram. Uno di questi, scrive Repubblica, è Thomas Burberry, il terzo ragazzo entrato nella chat con “Valemno” ( Emiliano) e “Criss” (Andrea) proprio negli istanti in cui il diciannovenne di Lanciano ingeriva le pillole di ossicodone e xanax. Nei suoi confronti potrebbe arrivare l’accusa di omissione di soccorso.
È a Thomas Burberry che alle 12.58 del 24 gennaio, Valemno scrive: «Entra in chat, parla con un morto».
Ed è lui che, un’ora e mezza dopo, quando Emiliano Volpe, non avendo più risposta da Andrea, si allarma e scrive: «È morto davvero. Chiamiamo ambulanza a quel fesso?», risponde: «Col tuo cell? Se è vero e lo trovano con il cell e tutto…». Andrea ed Emiliano si conoscevano da due anni. Ma non si erano mai visti di persona. Prospero era stato assoldato per inviare mail spam per tentativi di phishing e per vendite-truffa di materiale informatico su Subito.it.
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