
SPALLETTI, VISTO CHE ORSOLINI? IL BOLOGNA HA UN PIEDE IN FINALE DI COPPA ITALIA - I ROSSOBLU' RIFILANO 3 PERE ALL'EMPOLI NELL'ANDATA DELLA SEMIFINALE - DOPPIETTA DI DALLINGA E GOL DI ORSOLINI, CHE DOPO LA RETE BUSSA SULL'OBIETTIVO DELLA TELECAMERA E MANDA UN MESSAGGIO AL C.T. LUCIANO SPALLETTI (CHE NON L'HA CONVOCATO PER I QUARTI DI FINALE DELLA NATIONS LEAGUE CONTRO LA GERMANIA): "AO, MENO MALE CHE SO' FORTISSIMO!" - VIDEO
That man again! Orsolini gives Bologna the lead! ?#EmpoliBologna 0-1 pic.twitter.com/pt1pVLhHYQ
— Lega Serie A (@SerieA_EN) April 1, 2025
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Momento d'oro per il Bologna e anche per Riccardo Orsolini, trascinatore in campionato (dove i rossoblù sono al momento quarti ini classifica) e a segno nel 3-0 rifilato all'Empoli nell'andata della semifinale di Coppa Italia andata in scena al 'Castellani'.
BOLOGNA, ORSOLINI SCATENATO: LA FRASE URLATA DOPO IL 3-0 DI EMPOLI
È stato proprio l'esterno, prima della doppietta di Dallinga, ad aprire le danze al 23' con un gol celebrato alla sua maniera, andando a 'bussare' sull'obiettivo di una telecamera posizionata dietro la porta dell'Empoli. Forse un messaggio a Luciano Spalletti, ct dell'Italia che non l'ha convocato per i quarti di finale della Nations League poi persi contro la Germania, ma che Orsolini spera di convincere in vista dei prossimi impegni nelle qualificazioni ai Mondiali del 2026.
E intanto sui social è diventata virale la frase urlata dallo scatenato 'Orso' a fine match, catturata dalle riprese televisive: "Ao, meno male che so fortissimo!" le parole gridate dalla stella rossoblù sorridendo.
EMPOLI - BOLOGNA 0-3
Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport
La Champions dopo sessant’anni, la finale di coppa Italia dopo cinquantuno (ormai è fatta) e tutto nel giro di pochi, indimenticabili mesi e due allenatori, Thiago Motta e il suo “dopo”, Italiano.
Ricordo ancora le titubanze di Vincenzo l’estate scorsa. L’avventura di Firenze s’era appena conclusa, nonostante tre finali in due soli anni: una parte della tifoseria e la critica locale non lo amavano, non più, avrà pesato anche la delusione per le tre sconfitte nelle sfide decisive. E lui, Vincenzo, l’orgoglioso Vincenzo, siciliano definitivo, non aveva visto riconosciuto il valore del suo lavoro e aveva detto addio, la sua amarezza si respirava.
Dal Bologna era stato sondato in autunno e poi trascurato per un po’: Saputo e Fenucci aspettavano ancora la risposta di Motta che s’era peraltro promesso alla Juve.
Quando Sartori s’è ripresentato, il Bologna, per Vincenzo, era più un rischio che un’opportunità: pesavano il confronto con Thiago, la storica qualificazione e le partenze di Calafiori, Zirkzee, Saelemaekers, oltre agli infortuni di Ferguson e Aebischer.
Vabbeh, adesso basta però. Adesso libero il tifoso che c’è in me, il figlio dell’Andrea Costa, il giovane radiocronista di Radio Bologna International alla fine degli Anni Settanta, l’amico fraterno di Franco Colomba e Giuliano Fiorini, protagonisti di stagioni romantiche.
Il tifoso è orgoglioso. A Empoli ho rivisto la squadra dei nuovi sogni, una squadra-squadra, il prodotto della sorprendente passione di Saputo, dell’esperienza di Fenucci, della competenza di Sartori, delle capacità e della bravura di Italiano. Una squadra equilibrata, completa, qualità e fisico, coraggio e disponibiità, cultura del lavoro e cambi, tanti cambi di livello. Ieri in panchina c’erano Holm e Moro, Casale e El Azzouzi, Pobega e Aebischer, Lykogiannis e Cambiaghi, Lollo De Silvestri e Benji Dominguez, Fabbian e Pedrola, e mancava l’infortunato Santi Castro. Praticamente un’altra ottima squadra.
La fiducia nel gioco è la cifra di un Bologna che prende sul serio la chiave fantastica del momento per accostarsi al sentimento dei tifosi con un'empatia invidiabile.
empoli bologna
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riccardo orsolini
riccardo orsolini