CACCIA ALL'ASSASSINO - DIETRO LE VITTIME DEL MUSEO DI BRUXELLES SI SOSPETTA CHE SI NASCONDA UNA RETE ANTISEMITA - E INTANTO CRESCE IL RAZZISMO E SALE DEL 73% L'ESODO DEGLI EBREI DALL’EUROPA

1. CACCIA ALL'ASSASSINO DEL MUSEO L'OMBRA DI UNA RETE ANTISEMITA
Francesco De Remigis per ‘Il Giornale'

Parlare di attentato è azzar¬dato, ma la procura non tralascia alcuna pista. Le vittime intanto sono salite a quat¬tro. Dopo l'uccisione della cop¬pia di turisti israeliani e di una donna francese, ieri è morto il 25enne belga che lavorava alla reception del museo.Era stato fe¬rito gravemente ed era l'unico su¬perstite dei colpi sparati da una sola persona con un kalshnikov.

«Un uomo ben addestrato», se¬condo la procura, che ieri ha dif¬fuso tre video dell'attacco, chie¬dendo ai cittadini di collaborare, perfino ai turisti; visto che l'area che ospita il museo ebraico ne ri¬ceve parecchi ogni fine settima¬na. Berretto scuro e due borse, l'uomo è entrato senza troppi problemi nella struttura, priva di una sorveglianza particolare, da¬to che in Belgio non si verificano episodi di simile violenza nei luo¬ghi simbolo dell'ebraismo dagli Anni Ottanta.

Anche per questo le autorità ieri hanno alzato l'al¬lerta al massimo livello, il 4, defi¬nendo la situazione «molto gra¬ve ». Camionette della polizia e uomini in divisa in molte aree della città e non più solo nel quar¬tiere turistico Sablon, dove si contano decine di mazzi di fiori agli angoli delle strade, sul porto¬ne del museo, e dove i merca¬tini dell'anti¬quariato affig-gono cartelli di solidarietà alle famiglie delle vittime e alla comunità ebraica. Quasi conte-stualmente all' attentato di Bruxelles, sabato se¬ra, due giovani fratelli ebrei di 19 e 21 anni sono stati malmenati all'uscita di una sinagoga a Créteil, nella regione di Parigi: «Indossavamo una kippà e ci hanno aggredito alle spalle con un tirapugni», hanno racconta¬to a BfmTv.

L'antiterrorismo bel¬ga, intanto, in collaborazione con quella francese - che ha raf¬forzato la sicurezza nei pressi del¬le sinagoghe di tutto il Paese¬cer¬ca di capire se l'uomo che ha agi¬to a Bruxelles possa essere colle¬gato a una rete antisemita che aveva programmato di operare lo stesso giorno. Anche se i due episodi non sembrano collegati, «tutte le ipotesi rimangono aper¬te »,ha spiegato il vice-procurato¬re Ine Van Wymersch.

Una delle piste è quella dei jihadisti partiti e probabilmente tornati dalla Si¬ria: dal Belgio, per combattere Assad, circa 200; 700 quelli parti¬ti dalla Francia. Manca però la ri-vendicazione, e la polizia belga non ha più in mano neppure un sospettato: la persona fermata dopo l'attacco di sabato pome¬riggio sarebbe un testimone in¬volontario, salito su un'auto par¬ch¬eggiata a poca distanza dall'in¬gresso e allontanatosi dopo gli spari: interrogato e rilasciato in meno di 24 ore. Il governo invece non ha dubbi. Trattasi di attacco antisemita.

2. LO SPETTRO DEL RAZZISMO FA FUGGIRE GLI EBREI: L'ESODO CRESCE DEL 73%
Fiamma Nirenstein per ‘Il Giornale'

Ascoltando il discorso di benvenuto di Shimon Peres al papa, e la sua no¬bile lode del desiderio di pace del popolo ebraico e di quello dei cristiani e la condanna del razzismo che ha ispirato l'assas¬sino di Bruxelles, e il papa che condanna l'antisemitismo, si staglia ancora più oscuro il suo fantasma nel mondo e in Eu¬ropa, la patria della mattan¬za della sho¬ah.

Si è molti¬plicato, è cam¬biato come un orribile ca¬maleonte, dal¬l'¬attacco di Ro¬ma nel 1982 in cui fu ucciso il piccolo Stefano Tache, alla strage di bambini di Tolosa perpetrata nel 2012 dal Mohammed Merah.

Adesso, non conosciamo l'identità dell'assassino antise¬mita di sabato. Sappiamo che dal Belgio l'immigrazione in Israele nel 2013 era già aumen¬tata del 46%, dall'Olanda del 57, che nei primi tre mesi del 2014 dalla Francia sono emigra¬ti 1.407 ebrei, portando la per-centuale in più del 2012 al 73%.

E la Francia è la più grande co¬munità, la più forte e organizza¬ta: 550mila francesi sono ebrei, eppure non sanno più come fer¬mare questo antisemitismo che li rincorre per le strade se in¬dossano una kippà o se le don¬ne portano una stella di David al collo. Quasi il 30% degli ebrei europei vuole lasciare il Vec¬chio Continente, ancora in fu¬ga, ancora espulsi.

Nei giorni scorsi un'indagine organizzata dall'Anti Diffama¬tion League ha dimostrato che un miliardo di esseri umani so¬no «profondamente affetti» dal¬l'antisemitismo. Fa sorridere che il paese meno malato sia il Laos, nemmeno l'1%, mentre a Gaza e nell'Autorità Palestine¬se il 93% di quelli che ritengono che gli ebrei siano una razza di mostri. Nel mezzo, l'Europa. Molti hanno ovviamente mes¬so in relazione le elezioni di ieri e la crescita dei partiti xenofobi con l'attacco antisemita, ed è vero che sia in Ungheria che in Grecia, e poi in parte in Francia e in Inghilterra,i partiti che attri¬buiscono ¬all'immigrazione tut¬ti i problemi economici e socia¬li, spesso uniscono l'Islam e l'Ebraismo nel loro odio fobico per chi ritengono diverso.

Ma non è solo questo. Chi vuole guardare in faccia l'attuale anti¬semitismo deve sapere che es¬so è spesso negato e travestito da «legittima critica» allo stato d'Israele: le scuole europee contano ormai numerosi sulla storia della Shoah, le celebra¬zioni della Memoria commuo¬von¬o e riuniscono tutta la comu¬nità europea... ma un odio sotti¬le e distruttivo si diffonde nel¬l'aria ogni volte che in Europa si parla di Israele, a sinistra come a destra.

Secondo lo storico Manfred Gerstenfeld, secondo uno stu¬dio dell'Università di Bielefeld del 2011, più del 40% dei cittadi¬ni europei dai 16 anni in su pen¬sa che «Israele conduce una guerra di sterminio contro i pa¬lestinesi ». Secondo il calcolo di Gerstenfeld, 150 milioni di eu¬ropei adulti, se si applica la defi¬nizione dell'Unione Europea di antisemita (sparita dal sito della Fundamental Rights Agency dell'Ue a dicembre), possono essere definiti tali. Ma l'odio odierno per gli ebrei è per¬corso da capo a fondo dall'odio anti-israeliano, con la fantasia classica che gli ebrei non siano normali esseri umani ma abbia¬no caratteristiche orribili.

Dal giornale svedese Aftonbladet che scrisse che i soldati israelia¬ni uccidono giovani palestinesi per rubargli gli organi, a Roger Waters dei Pink Floyd per cui «gli israeliani pensano che tutti si trovino su questa terra per ser¬virli», alle organizzazioni che ogni anno, in molte università europee e americane, organiz¬zano» settimane contro l'apar-theid » come se in Israele esistes¬se; le accuse di crimini contro l'umanità,il «muro» come mez¬zo di discriminazione e non di difesa (ha fatto calare del 98% il terrorismo), David Ward depu¬tato inglese che dichiara che «Israele non avrebbe mai dovu¬to essere creato», Catherine Ashton che paragona l'eccidio dei bambini di Tolosa con la tra¬gedia mai cercata dell'uccisio¬ne di bambini a Gaza... gli esem¬pi dell'israelofobia, l'antisemi¬tismo di oggi, sono infiniti, e cer¬to l'islamismo in Europa ne è motore. Le varie Ngo, le associa¬zioni per i diritti umani negano il loro antisemitismo.
Ma l'enfasi sull'antisemiti¬smo classico neonazista e neo¬fascista dona alla parte liberale d'Europa la possibilità di evita¬re il problema che invece deve fronteggiare perché oggi l'anti¬semitismo è israelofobia.

 

GIANNI MINOLI FIAMMA NIRENSTEIN WALTER VELTRONI AMBASCIATORE NOAR GILAN FIAMMA NIRENSTEIN Peres e Francesco ascoltano il discorso di Netanyahu la strage al museo di bruxelles ebrei in lutto a bruxelles il killer del museo ebraico di bruxelles il killer del museo ebraico di bruxelles

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”