gli ultimi saranno ultimi bruno cortellesi gassmann

IL CINEMA DEI GIUSTI - ''GLI ULTIMI SARANNO ULTIMI'' DI MAX BRUNO È UN FILM COME NON SE NE VEDONO PIÙ: UNA COMMEDIA CHE CERCA DI LEGGERE LA REALTÀ POLITICA DI OGGI, CON CORTELLESI-GASSMANN-BENTIVOGLIO E UN CASTING STREPITOSO DI ATTORI TEATRALI

Marco Giusti per Dagospia

 

gli ultimi saranno ultimi  8gli ultimi saranno ultimi 8

Gli ultimi saranno gli ultimi di Max Bruno

 

Ma non c’era la crisi in Italia? Gente che perdeva il posto, che non arrivava a fine mese, che usciva fuori di testa? No? Non ci ricordiamo più della crisi? Beh, almeno il nuovo film di Max Bruno, Gli ultimi saranno gli ultimi, che ha scritto assieme a Paola Cortellesi e a Furio Andreotti, fra i vari pregi, ha quello di ricordarci chiaramente che in Italia esiste ancora una crisi.

 

E che le donne, anzi le operaie incinte possono perdere il lavoro, che esistono paesi dove si convive con antenne dannose che portano alla malattia, che gli ultimi non saranno i primi, come ci dice la Chiesa Cattolica, ma rimarranno purtroppo gli ultimi. Perché così vanno le cose. In quel di Nemi, dove sono tutti laziali, Luciana ha un marito che fa poco e niente, Stefano, Alessandro Gassman, ma ha un lavoro in una fabbrica di parrucche.

gli ultimi saranno ultimi  7gli ultimi saranno ultimi 7

 

Un lavoro non stabile che perderà quando si ritroverà incinta, perché il padrone, Francesco Acquaroli, non se la sente di rinnovarle il contratto. Contemporaneamente, nel paese, arriva un carabiniere veneto, Antonio, interpretato da Fabrizio Bentivoglio, con tanto di vecchia madre, Ariella Reggio, che stringe amicizia con una parrucchiera, Irma Carolina Di Monte, dal sesso non chiarissimo.

gli ultimi saranno ultimi  5gli ultimi saranno ultimi 5

 

Sappiamo, dalle scene iniziali del film, che Antonio e Luciana, si troveranno alla fine ognuno con una pistola in mano pronti a sparare. E il cinema insegna che se si mette una pistola in un film, prima o poi qualcuno sparerà. Il perché lo scopriremo vedendo tutto il film, che parte come una commedia e finisce nel mélo, anche politico.

 

gli ultimi saranno ultimi  4gli ultimi saranno ultimi 4

Va detto però che Max Bruno riempie ogni situazione o quasi di annotazioni politiche sulla crisi e su come si dovrebbe reagire ai soprusi quando si è ultimi come se si fosse in un vecchio film di Luigi Comencini. E riempie questa storia, nata da una pièce teatrale che vedeva la Cortellesi sola in scena interpretare tutti i personaggi, di una serie di figure e figurine che popolano il paese con grande vitalità grazie a un lavoro di casting assolutamente strepitoso scoprendo talenti che non conoscevamo nei teatri d’Italia. E costruendo teatralmente con loro ogni scena.

 

gli ultimi saranno ultimi  3gli ultimi saranno ultimi 3

Così abbiamo, oltre alla strepitosa parrucchiera sudamericana Manuela e alla mamma del carabiniere, le buffe amiche di Luciana e i loro mariti un po’ burini. Abbiamo la dirigenza della fabbrica, il signor Finardi, interpretato da Diego Ribon, l’operaia Matilde, cioè Lara Balbo.

 

Accanto a questi volti molto realistici, ma non noti, si muovono perfettamente non solo i tre più famosi protagonisti, Cortellesi-Gassman-Bentivoglio, ma anche Stefano Fresi come guardiano, la sempre divertente Ilaria Spada come ragazza un po’ facile che di professione fa, come da copione, “la collezionista” (de che lo capite da soli) e un gigante del teatro come Paolo Graziosi.

gli ultimi saranno ultimi  2gli ultimi saranno ultimi 2

 

Max Bruno, se non riesce sempre a amalgamare la commedia con la drammaticità della vicenda, riesce però a amalgamare benissimo il suo cast dentro questo contesto di crisi e ne viene fuori uno spaccato d’Italia di grande potenza, soprattutto nella prima parte.

 

E unisce a questo, oltre al grande primo piano del sedere di Ilaria Spada e a qualche buffa battuta sulla Lazio e sulla Samp, vista come “la Lazio di Genova” (concordo), continue battute e situazioni anticlericali che ci fanno particolarmente piacere e ci riportano al cinema risiano anni ’50.

gli ultimi saranno ultimi  1gli ultimi saranno ultimi 1

 

Al punto che la vecchia mamma di Antonio sente la messa alzando la tavoletta del cesso per buffi contatti di antenne. Non è un film perfetto, ma per Max Bruno è un notevole ritorno alla commedia di pancia sulla situazione italiana, con belle battute e una recitazione di grande livello da parte di tutto il cast.

 

Non solo. All’interno della nostra commedia è qualcosa che ormai raramente si tenta, cioè il film politico sulla realtà che viviamo, e in questo è decisamente più forte di Viva l’Italia. In sala dal 12 novembre.

gli ultimi saranno ultimi  9gli ultimi saranno ultimi 9gli ultimi saranno ultimi  6gli ultimi saranno ultimi 6

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…