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CONTROCULTURE, ADDIO - IL CONFORMISMO DI ESSERE ANTI-CONFORMISTI HA UCCISO I MOVIMENTI DI ROTTURA - LO SPIRITO ANTI-BORGHESE DEI FUTURISTI L’ANARCHIA DEI PUNK, LA STREET: UNA VOLTA “L’EVERSIONE” SERVIVA A SCONVOLGERE, OGGI È SOLO UN ORNAMENTO TRASGRESSIVO

Aldo PalazzeschiAldo Palazzeschi

Guido Mazzoni per “la Repubblica”

 

Uno dei paradossi apparenti dell’arte contemporanea è il favore istituzionale di cui da qualche tempo beneficia una pratica nata contro le istituzioni, una pratica che in origine era controculturale come la street art. I suoi esponenti più visibili, come Banksy o JR, hanno cominciato con opere e azioni illegali che, nel giro di pochi anni, sono state assorbite dal mercato dell’arte, dai musei e dal gusto mainstream. In realtà quello che sta accadendo alla street art è la ripetizione di un fenomeno di lunga durata che attraversa l’estetica moderna.

 

Le controculture degli ultimi cinquant’anni sono l’equivalente giovanile di massa di ciò che la bohème e le avanguardie storiche erano state, su un piano ristretto ed elitario, fra la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Nate con l’intenzione esplicita o implicita di aggredire le forme e i comportamenti borghesi, hanno perso efficacia politica per la stessa ragione per la quale hanno perso efficacia le avanguardie: perché l’avversario contro il quale si erano costruite, la classe media, si è trasformato.

mostra futurismo guggenheim crali mostra futurismo guggenheim crali

 

Nel 1910 Aldo Palazzeschi, futurista, pubblica la prima versione di una delle sue poesie più famose, E lasciatemi divertire! (il titolo verrà poi modificato in Lasciatemi divertire).

Palazzeschi usa il genere letterario del contrasto per mettere su carta il dialogo fra un poeta che si diverte a emettere suoni senza senso («tri tri tri, fru fru fru») e una seconda voce che lo rimprovera, e che ha i tratti del benpensante, del borghese.

 

E lasciatemi divertire! è anche la riscrittura ironico-scherzosa degli scontri verbali e fisici che ebbero luogo in molti degli spettacoli organizzati dai Futuristi partire dal 1909 nelle città italiane per diffondere le opere del movimento e di provocare gli spettatori, che spesso reagivano.

 

mostra futurismo guggenheim boccioni mostra futurismo guggenheim boccioni

A un certo momento, nella seconda metà del Ventesimo secolo, i borghesi hanno smesso di reagire: hanno invece cominciato ad assorbire oggetti, stili e comportamenti nati dalle avanguardie storiche e dalle controculture, a integrarli nella propria vita, a conciliarli con i propri valori. Emblematica, l’evoluzione della moda.

 

Poche trasformazioni del vestiario sono paragonabili, per rapidità e profondità, alla metamorfosi che ha avuto luogo fra la seconda metà degli anni Sessanta e gli anni Settanta — forse solo quella che ha avuto luogo, in Europa continentale, a cavallo della Rivoluzione francese. Molti dei giovani scesi in piazza nel marzo 1968 in Italia o nei primi scontri del maggio 1968 a Parigi, e magari fotografati con i sampietrini in mano, portano abiti adulti e borghesi (i maschi hanno la giacca, a volte la cravatta; le femmine sono vestite da jeune fille rangée).

 

philip roth NEL SESSANTOTTO philip roth NEL SESSANTOTTO

Nel giro di pochi mesi la moda studentesca e non studentesca, di sinistra ma anche di destra, si trasforma: assorbe stilemi messi in circolo dalle controculture giovanili, normalizza i capelli lunghi (Pasolini ne parla nell’articolo con cui dà inizio alla sua collaborazione col Corriere della Sera nel 1973), accetta la minigonna, accetta che l’età media del corpo così come la moda lo vede scivoli verso l’adolescenza e in poco tempo priva queste trasformazioni di un significato politico preciso.

 

ospiti dell ashram nel sessantottoospiti dell ashram nel sessantotto

Quando a metà degli anni Settanta compaiono in Gran Bretagna i primi segni punk, gli orecchini maschili, le spille da balia, i capelli dipinti e a cresta o i tatuaggi sembrano inconciliabili con l’idea di normalità; due decenni dopo gli stessi stilemi (con le spille da balia diventate piercing) perdono il loro senso originario e diventano ornamenti che attraversano le classi anagrafiche e le classi sociali. In forma massiccia li troviamo addosso a Balotelli o a Nainggolan; in forma diluita (l’orecchino maschile, il tatuaggio) fanno parte della vita quotidiana.

 

proeteste studentesche del \'68proeteste studentesche del \'68

Possono significare trasgressione e espressione di sé, ma lo significano in un’epoca nella quale tutti esprimono se stessi e tutti, per qualche ora ogni giorno, o per qualche giorno la settimana, possono trasgredire. Se oggi il tradizionale abito borghese è ancora il dress code in certi luoghi di lavoro, fuori dal lavoro o sotto i vestiti è considerato normale che le stesse persone cui vengono imposte giacca, cravatta e tailleur si coprano di segni che discendono da mode in origine antiborghesi.

 

proteste studentesche del \'68proteste studentesche del \'68

Le controculture continuano a esistere, producono le loro novità e i loro segni, ma l’avversario di un tempo è cambiato. Gruppo sociale egemone del mondo occidentale, la classe media ha subito una trasformazione senza precedenti: ha perso l’elemento disciplinato, severo, rigido, moralistico che la contraddistingueva e ha introiettato in parte gli atteggiamenti che le avanguardie intellettuali cresciute fra il secondo Ottocento e il primo Novecento, fra la bohème e il Manifesto del surrealismo, hanno usato contro l’etica della normalità borghese, e che le controculture giovanili del secondo Novecento hanno riproposto su scala più larga: il sesso e la droga come forme di esperienza, il rifiuto delle regole, la parresia, il sogno, l’infantilismo, l’irresponsabilità, il dandysmo, il piacere della negazione, il piacere della distruzione.

 

punkpunk

La nuova borghesia ha assorbito l’anticonformismo degli artisti, lo ha posto accanto ai propri impegni di lavoro, magari concentrandolo in quel segmento di tempo magico che il capitalismo del secondo Novecento ha reso disponibile alle masse, cioè nel fine settimana, e lo ha usato per rendere quegli impegni più colorati e sopportabili.

 

Pensati per sconvolgere un borghese che non esiste più, i gesti dei bohémien e delle controculture sono stati accolti e depotenziati; «nell’epoca in cui le masse vogliono sembrare anticonformiste», scriveva Warhol «l’anticonformismo dev’essere prodotto per le masse». Come interpretare questo fenomeno?

 

Karen Knorr and Olivier Richon, Untitled from the series Punks, 1967 -1977   Karen Knorr and Olivier Richon, Untitled from the series Punks, 1967 -1977

A una prima lettura sembra un fallimento politico: ciò che era stato concepito per sconvolgere si riduce a ornamento trasgressivo di vite che, nelle loro strutture profonde, non trasgrediscono alcun divieto politico reale. Ma un’interpretazione simile potrebbe essere rovesciata: si potrebbe dire che la mutazione antropologica delle classe medie, il loro ammorbidimento progressivo sono anche, fra le altre cose, una vittoria controculturale.

 

Lasciando emergere il represso, rendendolo visibile al cospetto della normalità, la bohème favorisce lo sgretolamento del Super-io borghese e contribuisce a generare un modo di essere più sciolto che, pur non essendo rivoluzionario nel senso tradizionale del termine, può essere visto come un fine in sé.

lettori punk a new yorklettori punk a new york

 

È infatti è proprio diluendosi in un comportamento generalizzato e di massa che le controculture hanno effetto, agiscono, modificano: l’ipotetica presa di potere è visibilmente fallita, sostituita però da una forma diffusa di micropotere, da un’influenza sul modo in cui le masse occidentali articolano il proprio rapporto col corpo, col sesso, con l’espressione di sé. C’è però una terza lettura possibile, meno ottimistica.

 

copertina punk rock blitzkriegcopertina punk rock blitzkrieg

Se vista in una prospettiva storica più ampia, la dialettica fra controculture e mainstream non è altro che la ripetizione di una dinamica eterna dei campi culturali: inizialmente periferici e sospetti, i nuovi entranti acquistano prestigio, si normalizzano, entrano nelle istituzioni, in un ciclo perpetuo che rinnova le forme e le mode, ma che si ripete meccanicamente, e che alla fine significa solo se stesso.

 

È quello che scopre Proust nel finale della Recherche: i Verdurin, un tempo considerati dei volgari arricchiti, sono diventati i nuovi arbitri dell’eleganza; i segni che una generazione e un gruppo sociale ha creduto eterni sono destinati a trasformarsi, e le giovani generazioni accolgono i nuovi valori come un dato di fatto, come una norma che c’è sempre stata.

il bagno del localeil bagno del locale

 

Vecchi punk al Nice N Sleazy Festival Vecchi punk al Nice N Sleazy Festival Punk birmano fotografato da Sandra Hoyn Punk birmano fotografato da Sandra Hoyn Passeggera punk negli anni Settanta Passeggera punk negli anni Settanta PUNKPUNKPUNKPUNKnegli anni Settanta si poteva ancora fumare in metro negli anni Settanta si poteva ancora fumare in metro Punk birmano fa segno di pace Punk birmano fa segno di pace Punk per il weekend a Morecambe Punk per il weekend a Morecambe

 

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