COSA RESTA DI QUESTA CAMPAGNA ELETTORALE? CHI SI È FATTO PRENDERE IN BRACCIO SUI PALCHI ALLA BERLINGUER; CHI PATETICAMENTE HA RECITATO LA PARODIA DEL “5 MAGGIO”; CHI SI È MESSO PANTALONCINI CORTI E UNA MAGLIETTA GIALLO CANARINO PER MEGLIO ESIBIRSI IN PALESTRA


Filippo Ceccarelli per "La Repubblica"

Ma poi? Ma poi, tra buffonate e malinconia, fanatismi e idiozie, nasi turati e cupio dissolvi , chiunque abbia vinto - e stavolta in Italia non sarà un problema capirlo - dovrà in ogni caso tener conto di aver vinto in un paese che sembrava davvero «corso, guasto, arso e depredato», per dirla con Machiavelli, principe dei gufi di tutti i tempi, ma anche fondatore della moderna politica.

Una paese visto in Europa come un laboratorio avanzato di esperimenti sociali per lo più perniciosi, l'altroieri il fascismo e ieri il berlusconismo, magari domani un grillismo d'esportazione; e comunque un paese paralizzato nelle sue più che durevoli magagne, dal che, secondo Ceronetti, «l'irriformabilità italiana ormai calco statuario».

Ecco, da oggi tutto è destinato a cambiare. Eppure, anche al netto dei risultati, gli ultimi due mesi rischiano di riviversi lo stesso come un sogno conturbante, troppe visioni per non riconoscerne la natura incubatica, sputi digitali, banane anti-razziste addentate davanti alle telecamere, e scherzi radiofonici, il finto Vendola, il finto Papa, i professoroni, la Pascale che si tocca la pancia nel negozio per bambini, il cappelletto e l'impermeabile nero di Casaleggio, i selfie di Vespa, i comizi con i cani di Berlusconi, la cantina extralusso di Daccò, la tribuna d'onore sgomenta dinanzi alle gesta di «Genny ‘a carogna», la tintura per capelli acquistata a spese del contribuente dal consigliere regionale calvo...
«La peggiore campagna elettorale della storia della Repubblica» l'ha definita Occhetto, redivivo. Impossibile fare graduatorie.

Ma certo ai mali consueti il turbo-tripolarismo pareva essersi aggiunto il sentimento di malanni supplementari, per esempio quella comune, brutale e adesso anche ripartita semplificazione del discorso pubblico, «noi» e «loro», «buoni» e «cattivi», pillole, caramelle, tormentoni e paure da fissare nell'inconscio collettivo; tutti e tre i leader che parlavano alla «pancia» dell'elettorato; tutti e tre che garantivano la rivoluzione; tutti e tre che denunciano misteriose forze nell'ombra, i poteri forti, i banchieri malvagi, i mandarini sabotatori, quattro colpi di Stato...

La vittoria, certo, rende innocenti; e la sconfitta equivale a una colpa. La «svolta buona» di Renzi è passata; la «rabbia buona» di Grillo è invece apparsa cattiva. Berlusconi resta immobile, in camice bianco, come nell'istantanea presa con il teleobiettivo dietro le mura della «Sacra Famiglia» di Cesano Boscone. Si raffreddano le profezie di Lele Mora: «I vecchietti li farà divertire cantando, portando musicisti. E per renderli felici farà i trenini alla carnevalesca» - là dove la tentazione era di trovar riparo dietro l'astruso pensiero di Baudrillard: «Il carnevale dell'immagine è anche l'auto-cannibalizzazione tramite l'immagine».

Un terzetto di tribuni ad alto impatto comunicativo, quale è emerso dall'interminabile clip
preelettorale. Chi si è fatto prendere in braccio sui palchi forzando l'ecclesiologia berlingueriana; chi pateticamente ha recitato la parodia del «5 maggio »; chi si è messo pantaloncini corti e una maglietta giallo canarino per meglio esibirsi in palestra mentre si esercitava con gli estensori: « Move on to make the world better ». Come se l'istrionismo nazionale si fosse ormai definitivamente intrecciato con le virtù del comando. Due mesi di illusioni ottiche, miraggi, fantasmi. Franco Cordero: «La storia d'Italia è in larga misura teatro, dove l'immaginario eclissa i fatti. L'atto politico par exellence consiste nell'iniettare immagini nei cervelli».

E allora per forza tornava il ricordo dell' Economist dopo le ultime politiche, Grillo e Berlusconi e la strillo di copertina: « Send in the clowns », dentro i pagliacci. Presagio fra i presagi, a Modena, durante uno spettacolo elettorale con i circensi l'ex ministro Giovanardi, in fase di sempre più accentuata folklorizzazione, si è lasciato abbracciare da un clown ed è rovinato in terra.

Si capirà meglio ciò che è accaduto. Cadrà nell'irrilevanza ciò che tanto ha impressionato. Il leghista Buonanno che sventola una spigola in aula e si soffia il naso con la bandiera europea; Alfano che stringe i pugni sui poster e Luxuria che lo trova molto simile al pupazzo di «Profondo rosso»; Fassino che fa il dito medio agli ultrà; Casaleggio che mette in vendita un e-book che raccoglie gli insulti rivoltigli, non a caso s'intitola « Insultatemi » e un grazioso cartone animato lo pubblicizza con tanto di musichette e rumori, tòctòc, bòingbòing.

Si perdoni l'altezza del richiamo leopardiano: «Gli italiani ridono della vita: ne ridono assai più, e con più verità e persuasione intima di disprezzo e freddezza che non fa niun'altra nazione». Fatto sta che Renzi ha trovato 20 euro per strada; Berlusconi si è fatto murare ad Arcore una riproduzione della Bocca della Verità; il manager dell'Expo, Rognoni, che confidava: «Questi fanno la patrimoniale entro Natale».

Si vince, si perde, ma la commedia è sempre in agguato. così Scajola inseguiva Chiara; la Boschi su Vanity fair «come una dama del Pollaiolo»; la Daddario si prende a capelli con Barbara Montereale; il candidato governatore del Pd in Abruzzo evoca gli Ufo; il deputato grillino Fraccaro, sfiorato da Civati durante un talk-show, si spolvera la manica; e Primo Greganti si giustifica: «Volevo solo creare posti di lavoro per i giovani».

A venti giorni dal voto un signore ha depositato il marchio Dudù, valido per alimenti dietetici, pappe per neonati, erbicidi, occhi e denti artificiali. L'Europa ci guarda. Il vincitore dovrà comunque vedersela con un paese molto più enigmatico e sfuggente di quanto i risultati lo rappresentano. Ma intanto qualcosa è successo, e per una volta si può perfino accogliere con ottimismo il nero giudizio di Cioran: «Come ogni altra cosa umana la politica non si compie che sulle proprie rovine».

 

RENZI E BERLUSCONI BATMAN E ROBIN RENZI BERLUSCONI MONTEZEMOLO AL TEATRO REGIO DI PARMA Beppe Grillo sul palco di piazza del popolo CASALEGGIO E GRILLO f afd a a f f d a ea selfie berlusconi e vespa SELFIE A PORTA A PORTA GRILLO VESPA

Ultimi Dagoreport

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI DIPLOMATICA SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… 

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..)