matteo renzi campo dall orto dallorto

FATTA LA LEGGE, TROVATA LA RAI - IL TETTO AI SUPER-STIPENDI PUBBLICI È STATO AGGIRATO DA VIALE MAZZINI EMETTENDO UN'OBBLIGAZIONE: COSÌ LA MAGGIONI PUÒ CONTINUARE A INCASSARE 366MILA EURO, CAMPO DALL'ORTO 650MILA. SENZA ALCUN LEGAME CON I RISULTATI: SE LA RAI VA A ROTOLI, LUI PRENDE LO STESSO

 

 

1. NELLA "NUOVA" RAI SALTA OGNI TETTO: ECCO I SUPERSTIPENDI

Stefano Feltri e Carlo Tecce per ''il Fatto Quotidiano''

 

La Rai di Matteo Renzi è tutta nuova, ma con alcuni sapori classici.

MAGGIONI CAMPO DALL'ORTOMAGGIONI CAMPO DALL'ORTO

Per esempio lo stipendio del direttore generale, Antonio Campo Dall' Orto: 650 mila euro. Niente bonus per risultati, nessun legame tra retribuzione e obiettivi dell' azienda. Ma 650 mila euro garantiti ogni anno per tre anni, oggi come direttore generale, presto come amministratore delegato con pieni poteri. Un bel miglioramento per Campo dall' Orto, oltre mezzo milione in più di quanto percepiva come consigliere di Poste Italiane, poltrona di ripiego in attesa che la sua provata fede renziana gli fruttasse un posto più adatto alle sue competenze televisive.

 

RAI RENZI MAGGIONI CAMPO DALLORTORAI RENZI MAGGIONI CAMPO DALLORTO

La presidente Monica Maggioni ha una struttura della retribuzione diversa. Ha scelto di non ricevere un compenso specifico da presidente del consiglio di amministrazione, ma di mantenere quello che aveva come direttore di Rai News 2 4, intorno ai 300.000 euro. In aggiunta avrebbe potuto chiedere un emolumento da presidente, invece la Maggioni ha chiesto di essere equiparata a un normale consigliere di amministrazione, 66.000 euro. Nell' insieme, si arriva comunque a circa 366.000 mila euro. Che è quanto guadagnava, prima di lei, nel 2014 Anna Maria Tarantola, che però a quel reddito cumulava la pensione da ex vicedirettore della Banca d' Italia. E che a inizio mandato prendeva ancora di più, 448 mila euro.

 

Gli stipendi dei vertici Rai sono sempre un argomento delicato, la loro storia racconta molto della cultura aziendale e del rapporto con la politica.

 

CAMPO DALLORTO MAGGIONI PRANZO PARIOLI IL FATTOCAMPO DALLORTO MAGGIONI PRANZO PARIOLI IL FATTO

Prendiamo il caso del direttore generale: sono tanti o sono pochi i 650.000 euro per Campo Dall' Orto? Sono meno della metà degli altri capi azienda pubblici (Eni, Enel, Finmeccanica) e circa gli stessi che guadagnava Luigi Gubitosi all' inizio del suo mandato nello stesso ruolo, quando si è insediato nel 2011. A giugno 2015, però, il Cda della Rai, su proposta di Gubitosi, aveva deliberato che a tutta l' azienda si applicasse il tetto fissato dalla legge per la Pubblica amministrazione: 240 mila euro. Anche per Gubitosi e Tarantola, all' epoca già in scadenza di mandato. E per tutte le tante figure apicali che negli anni si sono accumulate qua e là per l' azienda, strapagate anche quando cambiano incarico.

RENZI CON ANTONIO CAMPO DALL ORTO ALLA LEOPOLDARENZI CON ANTONIO CAMPO DALL ORTO ALLA LEOPOLDA

 

Gubitosi ha poi rinunciato all' assunzione a tempo indeterminato. Anche in Rai vigeva la pratica tutta italiana del doppio contratto al capo azienda: uno da amministratore delegato, a termine, e uno a tempo indeterminato da direttore generale. Così da assicurare o una consistente liquidazione, sei soci non sono contenti, o un comodo parcheggio dentro l' azienda. Gubitosi ha rinunciato al tempo indeterminato e, quando è scaduto il mandato, è uscito dall' azienda. Prima di andarsene, è anche riuscito ad allontanare altre figure apicali ormai prive di mansioni ma non di stipendio.

RENZI CAMPO DALLORTORENZI CAMPO DALLORTO

 

Resta solo l' ex direttore generale Lorenza Lei, che a suo tempo arrivò a guadagnare intorno ai 750 mila euro all' anno: c' è pronta una lettera di licenziamento, ma ancora non le è stata consegnata.

 

Che fine ha fatto quello slancio di austerità? Il 20 maggio 2015, due giorni dopo che Gubitosi aveva convocato i dirigenti per tagliare i loro stipendi a 240 mila euro, l' agenzia Reuters comunica che la Rai ha avviato il collocamento di un bond da 350 milioni. Addio tetto: è la falla (voluta) nella legge sugli stipendi pubblici, l' azienda che emette un bond sui mercati quotati viene trattata come Enel, Finmeccanica, Eni, aziende a controllo pubblico ma le cui azioni sono negoziate in Borsa, con molti azionisti privati nel capitale.

Lorenza Lei Lorenza Lei

 

E che quindi, è il ragionamento, devono essere libere di cercare i migliori top manager, pagando la tariffa di mercato, sempre superiore a 240 mila euro. La Rai è tutta in mano al Tesoro e, si vede bene in questi giorni, sotto il diretto controllo della politica. Il mercato non c' entra nulla nella scelta dei vertici. Ma basta un bond e salta ogni tetto.

 

A suo tempo anche i renziani si erano indignati: Michele Anzaldi, deputato Pd e membro della Commissione di vigilanza Rai, il 6 maggio scorso diceva: "Con l' emissione di bond, la Rai potrebbe aggirare il tetto e tornare a stabilire compensi superiori al limite di 240 mila euro. A tutte le amministrazioni e aziende pubbliche vengono chiesti sacrifici, sarebbe paradossale se alla Rai quegli stessi sacrifici entrassero dalla porta e uscissero dalla finestra. Il tetto deve rimanere anche a Viale Mazzini". Chissà se ora darà battaglia anche allo stipendio dei due renzianissimi nuovi vertici.

 

Dalla Rai fanno notare due cose: che il bond non è stato emesso per far saltare i limiti ai compensi, bensì per ristrutturare l' oneroso debito della Rai.

 

annamaria tarantolaannamaria tarantola

Un' operazione decisa molti mesi prima dell' entrata in vigore dei limiti alle retribuzioni, grazie al rating concesso dall' agenzia Moody's l'azienda della tv pubblica paga ora un interesse molto basso, l' 1,5 per cento e deve osservare anche gli stessi obblighi di trasparenza delle società quotate (più o meno, perché non c' è traccia di una relazione sulle politiche di remunerazione, con gli stipendi spiegati nel dettaglio). Seconda osservazione da Viale Mazzini: i due top manager guadagnano comunque molto meno di loro omologhi di altre società a controllo pubblico prive di tetto.

 

CDA RAI GUBITOSI MAGGIONI CONSIGLIO AMMINISTRAZIONE VIALE MAZZINI BORIONI CDA RAI GUBITOSI MAGGIONI CONSIGLIO AMMINISTRAZIONE VIALE MAZZINI BORIONI

Vero, ma si può osservare, incassano comunque molto di più di quanto avrebbero avuto se le ultime direttive di Gubitosi fossero rimaste in vigore.

 

L' austerità Rai è così, facile da annunciare, difficile da realizzare. I membri del nuovo consiglio di amministrazione hanno perso quasi tutti i benefit dei loro predecessori. Non hanno più l' auto con autista, niente carta di credito aziendale, niente assistente, niente segretaria, niente stanza sin gola. Prendono un compenso fisso di 66 mila euro all' anno e hanno una stanza ogni due.

 

Ma hanno notato, con un certo disappunto, che il risparmio sulle stanze è minimo: l' unico risultato è che alcuni dirigenti si sono spostati in stanze più ampie. E anche quello sulle auto è relativo: la flotta di sette berline e quattro autisti viene comunque mantenuta, in Viale Mazzini, per avere un passaggio però bisogna prima farne richiesta, con gli autisti che si lamentano: "Fateci lavorare".

Luigi GubitosiLuigi Gubitosi

 

Con il paradosso che i membri del cda non hanno l' auto aziendale ma alcuni dirigenti sì, come per esempio l' amministratore delegato di Rai Way, la controllata che gestisce le torri di trasmissione ed è quotata in Borsa. Stefano Ciccotti per l' incarico non riceve alcun gettone (è già pagato dalla Rai), ha però diritto a una Bmw X3.

 

 

2. AGGIRARE I VINCOLI È POSSIBILE

Da ''il Fatto Quotidiano''

 

L' articolo 13 della legge n. 89/2014 ha stabilito "il limite massimo ai compensi degli amministratori con deleghe e alle retribuzioni dei dipendenti delle società controllate dalle pubbliche amministrazioni all' importo di 240.000 euro annui", si legge anche nel bilancio della Rai.

francesco caio susanna camussofrancesco caio susanna camusso

 

Ma fin dalle prime versioni di quella norma, che risale al governo Monti (fine 2011), sono sempre state escluse le aziende quotate in Borsa ma anche quelle che emettono titoli di debito quotati negli appositi merca. Per queste si era previsto di imporre attraverso l' assemblea degli azionisti, un taglio agli stipendi dei manager che non potevano superare il 75 per cento di quello dei predecessori.

 

Ma in Finmeccanica l' ad Mauro Moretti ha ottenuto lo stesso emolumento del predecessore Alessandro Pansa, 2,2 milioni all' anno tra fisso e variabile. All' Eni Claudio Descalzi ha portato a casa nel 2014, 3,3 milioni. All' Enel Francesco Starace 2,2 milioni. Anche gli organi costituzionali non sono toccati. Alessandro Criscuolo, presidente della Corte costituzionale, guadagna 423 mila euro all' anno, i giudici 360 mila.

mauro moretti al meeting cl di riminimauro moretti al meeting cl di rimini

 

Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco continua a incassare 450 mila euro l' anno, il direttore generale Salvatore Rossi 400 mila. Nessun problema per il numero uno delle Poste Francesco Caio (1,2 milioni) e per i nuovi vertici di Cassa Depositi e Prestiti, anche se per ora i loro stipendi sono top secret. Il presidente Claudio Costamagna può puntare alla stessa retribuzione del predecessore Franco Bassanini (275 mila euro annui), mentre l' amministratore delegato Fabio Gallia può chiedere quanto il predecessore Giovanni Gorno Tempini (823 mila).

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…