festa del cinema di roma 2015

1. ALLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA GIRA UN'ARIA DA SUBURRA. E MONDA, AL PARI DEI DIRETTORI DI PRIMA, VEDI MULLER, RISCHIA DI ESSERE IMPALLINATO DAL FUOCO PIU' O MENO AMICO 2. EPPURE MONDA NON HA SBAGLIATO A TOGLIERE QUELL'INUTILE RED CARPET, NON HA SBAGLIATO A NON ACCETTARE TANTI FILM E DOCUMENTARI DEI SOLITI AMICI DEGLI AMICI, CHE GLI IMPORTA? VIVE A NEW YORK, A NON METTERE NESSUN FILM DELLA SOLITA ELISABETTA SGARBI

vittorio palazzi trivelli e isabelle adrianivittorio palazzi trivelli e isabelle adriani

Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia

 

Testo di Marco Giusti per Dagospia

 

Festa di Roma. Diciamo che al Festival ora Festa gira un'aria da Suburra. Scatenati i Bettiniani e i Veltroniani, scordavo è uscito il libro di Walter, "Ciao", ‎e Monda, esattamente come i direttori di prima, vedi Muller, rischia di essere impallinato dal fuoco piu' o meno amico. "Sei stato tu?". "No, e' stata Roma".

veronica olivierveronica olivier

 

Da parte sua, dobbiamo ammetterlo, Monda non ha sbagliato a togliere quell'inutile Red Carpet, non ha sbagliato a non accettare tanti film e documentari dei soliti amici degli amici, che gli importa? vive a New York, a non mettere nessun film della Elisabetta Sgarbi, scordavo il libro "Ciao" di Walter è Rizzoli, e similia.

 

valeria marinivaleria marini

Certo, poteva anche aprire a qualche restauro piu' raro, anche se quello di "Odissea nuda" di Franco Rossi visto ieri sera, era veramente rarissimo, poteva fare qualche omaggio ai maestri del genere scomparsi, penso a Mario Caiano e ad Alberto De Martino. Gioca un po' sui nomi da cinefilia piu' facile, ma l'incontro Wes Anderson Donna Tartt era notevole e domani aspettiamo il film su David Foster Wallace.

 

samantha capitoni samantha capitoni

E il documentario di Kent Jones "Hitchcock Truffaut" visto stamane, dove si recupera l'audio della celebre intervista e si fa commentare il tutto da registi come Martin Scorsese, James Gray, Desplechen, Paul Scrader, Peter Bogdanovich, e' una meraviglia che andrebbe fatto vedere nelle scuole non solo di cinema obbligatoriamente.

 

rita rusicrita rusic

Si discute, finalmente, di messa in scena, di cinema puro, di inquadrature, si sezionano film come "Psycho" e "Vertigo", che Scorsese ricorda invedibile negli anni 70, e noi ricordiamo bene la cosa. Si spiega che i film non vivono solo nel box office delle prime tre settimane, ma nella discussione critica successiva.

renzo piano nicoletta braschirenzo piano nicoletta braschi

 

Si spiega che il cinema, il traveling, sono questioni morali, come ai bei tempi. Finalmente. Grande film. E grande operazione che fa impallidire i documentarietti di casa nostra sui vecchi che ricordano i bei tempi di Cinecitta'. Anche se, va detto, quello di Luca Rea (lo so, e' un amico) sulle tv private, "Liberi tutti", prodotto da Lorenzo Mieli per Discovery e Sky, e' l'unico vero e approfondito studio sull'argomento, con materiali rarissimi e tutte interviste originali ai campioni del tempo.

piera detassispiera detassis

 

Qualcosa che non si vede raramente nel nostro panorama da festival, dove il documentario sul cinema e sulla tv viene un po' visto come uno spazio minore. Non lo e' piu'. Da tempo. Magari Monda ci poteva togliere qualche concessione agli amici di Repubblica, e puo' non piacerci l'idea del film della vita di quello e di quell'altro genio del cinema, questa sì una chiave totalmente veltroniana, ciao!.

 

Ma gia' portare buoni documentari e qualche buon film, come "The Walk", "Legend", "Room" a Roma, unito al trionfo a sorpresa del film di Mainetti, "Lo chiamavano Jeeg Robot", della scelta di sfanculare qualche solito noto e all'attacco del Corriere, beh sembra spesso la Festa delle Idee di Repubblica, alla fine dimostrano che qualcosa di buono si e' fatto è si sta facendo in questi giorni. E che il problema rimane, come ogni anno, la confusione del pd romano su cosa fare di questo festival. Altrimenti potevano lasciare il puzzone. Ciao, anzi Ciaone.

dario franceschini con la moglie michela di biasedario franceschini con la moglie michela di biase

 

2. LA STRONCATUTA DEL CORRIERE: DOV’E’ LA FESTA?

Paolo Mereghetti per il “Corriere della Sera”

gabriele paolini con la mamma bice bochicchiogabriele paolini con la mamma bice bochicchio

 

Cos’è successo quest’anno al festival di Roma? La nuova direzione, affidata ad Antonio Monda, ha scelto di rompere con un passato piuttosto discusso. Ha abolito i premi, ha tolto gli steccati delle sezioni e ha rispolverato il suo nome originale: non più «festival» ma «festa».

 

Ma con i verdetti delle giurie e le divisioni nei percorsi, quello che manca è soprattutto l’atmosfera di festa che avrebbe dovuto identificarla. La separazione più netta con la sezione parallela di Alice ha tolto all’Auditorium le rumorose ma allegre scolaresche che riempivano i matinée, il pubblico sembra meno numeroso e meno dinamico (con un’età media decisamente più alta) e le resse che animavano il red carpet oggi sono un ricordo lontano.

ilenia pastorelliilenia pastorelli

 

patrizia pellegrinopatrizia pellegrino

Monda ha voluto sposare una linea di «rigore» — film senza star e mondanità — ma proprio la sua esperienza newyorkese avrebbe dovuto insegnargli che le cose non sono più scindibili: se mancano i volti noti (che non servono solo a esaltare i fan ma anche a difendere le opere) i film perdono forza attrattiva. E quella che doveva essere una settimana di allegro divertimento rischia di rivelarsi controproducente. Soprattutto per quella parte di cinema che, alle terme di Diocleziano, sta cercando di mostrare ai compratori di tutto il mondo che il cinema italiano non è morto e neppure svenuto.

 

paolo sorrentino (2)paolo sorrentino (2)

Scendendo più nello specifico dei film, mi sembra che le cose più interessanti siano quelle che avevano già avuto l’onore di passarelle internazionali (Toronto, New York, Londra) e di cui il Corriere aveva già parlato….

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