mondadori eco sgarbi

FUORI DA MONDAZZOLI! - IN POLEMICA CON IL COLOSSO NATO DALLA FUSIONE TRA RIZZOLI E MONDADORI, ASSE TRA ELISABETTA SGARBI ED ECO PER FONDARE UN ALTRO MARCHIO EDITORIALE - COELHO E HOUELLEBECQ TRA I POSSIBILI AUTORI

ELISABETTA SGARBIELISABETTA SGARBI

Gianluca Veneziani per “Libero Quotidiano”

 

A ogni fusione a freddo corrisponde una scissione a caldo. E forse è destino delle grandi concentrazioni di artisti (che siano scuole letterarie o case editrici) creare automaticamente dei fuoriusciti, una sorta di Salon des Refusés del libro, dove gli scrittori che non si adeguano si autoesiliano, fino a pensare di cambiare proprietà e, in un certo senso, anche patria.
 

Così la nascita lo scorso ottobre del colosso «Mondazzoli», gigante editoriale figlio delle nozze tra Rcs Libri e Mondadori grazie a un' operazione da 127,5 milioni di euro, fa registrare i primi dinieghi da chi non ci sta a far da testimone passivo del battesimo più importante della storia dell' editoria italiana.

 

umberto ecoumberto eco

Dopo l' addio di Antonio Franchini, storico editor Mondadori (scopritore, tra gli altri, di Paolo Giordano, Roberto Saviano e Alessandro Piperno) passato alla Giunti, e il no di Roberto Calasso, che ha scelto di non cedere all' accordo Mondazzoli, acquisendo la proprietà di Adelphi di cui era presidente, un altro nome eccellente si starebbe per aggiungere ai transfughi dalla casa che oggi fa capo a Segrate.

 

Si tratta di Elisabetta Sgarbi, direttrice editoriale Bompiani che, stando a quanto anticipa Il Giorno riprendendo uno scoop della rivista francese ActuaLitté, sarebbe intenzionata a fondare, insieme a Stefano Eco, (figlio di Umberto e capo ufficio stampa Bompiani), una nuova casa editrice, finanziata da Jean Claude Fasquelle, direttore generale delle edizioni francesi Grasset&Fasquelle.
 

elisabetta sgarbielisabetta sgarbi

La Sgarbi, che già prima della fusione avrebbe provato a rilevare la Bompiani senza riuscirci, all' indomani dell' affare Mondazzoli si era mostrata molto critica, dicendosi - in un' intervista pubblicata su il libraio.it - «preoccupata come lo ero all' inizio della trattativa» per «un' operazione che non ha precedenti nella realtà editoriale italiana».

 

A dettare le perplessità della Sgarbi, oltre al rischio di un cambio di linea editoriale e alla possibilità di tagli al personale («Arriveremo di là già molto alleggeriti… Comunque, spero di no. Il personale attuale serve», aveva sottolineato), c' era anche la probabile prospettiva di un ridimensionamento della propria autonomia e libertà operativa soggetta ai nuovi vertici del colosso Mondazzoli.

 

Michel Houellebecq Michel Houellebecq

Uno scenario forse non proprio allettante per la Sgarbi, impegnatissima oltreché sul fronte editoriale, anche nell' organizzazione di iniziative culturali (è direttrice dal 2000 della rassegna La Milanesiana) e in qualità di regista, nelle cui vesti ha appena consegnato alle sale la sua ultima fatica, il bel film Colpa di comunismo (storia di tre badanti rumene, che cercano di sbarcare il lunario in Italia, già in concorso al Torino Film Festival).
 

A ciò si aggiungono l' insofferenza di molti autori Bompiani, peraltro amici della Sgarbi, che mal sopportano la nascita del nuovo colosso, al punto da aver sottoscritto, lo scorso febbraio, un documento comune contro l' imminente operazione editoriale.

Michel Houellebecq Michel Houellebecq

 

Nel testo, firmato da Umberto Eco, Antonio Scurati, Sandro Veronesi, Edoardo Nesi, Susanna Tamaro, Andrea De Carlo (tutti autori Bompiani), oltreché da Pietrangelo Buttafuoco, Raffaele La Capria, Dacia Maraini, Paolo Giordano e altri, per un totale di 48 scrittori, si manifestava il timore per «un colosso che dominerebbe il mercato del libro per il 40 per cento» e «avrebbe enorme potere contrattuale nei confronti degli autori, dominerebbe le librerie, ucciderebbe a poco a poco le piccole case editrici e renderebbe ridicolmente prevedibili quelle competizioni che si chiamano premi letterari».
 

PAULO COELHO PAULO COELHO

Sulla base di questa presa di posizione, gli autori Bompiani su nominati sarebbero ben predisposti a lasciare l' attuale casa editrice per la nuova fondata dalla Sgarbi. Un esodo di massa di nomi italiani cui si aggiungerebbero verosimilmente due fuoriclasse della letteratura mondiale: lo scrittore più letto al mondo Paulo Coelho e Michel Houellebecq, autore di quel Sottomissione (Bompiani, 2015), oggi ritenuto testo profetico, dopo i drammatici fatti di Parigi.

 

Alla testa della schiera di transfughi si porrebbe proprio Umberto Eco, i cui libri sono pubblicati in Francia - toh, guarda caso - proprio da Grasset. La sfida a quel punto, trainata da questi pesi massimi della letteratura, diventerebbe anche tutta commerciale.
 

nicola lagioia elisabetta sgarbinicola lagioia elisabetta sgarbi

La nuova casa editrice punterebbe infatti a rosicchiare quote di mercato importanti oggi detenute dalla Mondazzoli, che col suo 40% domina il panorama letterario, seguita a distanza da Gems (Gruppo editoriale Mauri Spagnol) con poco più del 10% e da Giunti, ferma al 5,5%.

 

In tal modo, la sortita della Sgarbi aiuterebbe a rendere il «campionato» delle case editrici più avvincente, senza più un dominatore certo, che si avvale dei «top player» sul mercato; e forse anche meno scontata l'assegnazione dei premi letterari, che tanto premeva ai 48 del manifesto anti-fusione.
 

La nascita di questo nuovo soggetto farebbe però in un certo senso anche il favore di Mondazzoli, perché scongiurerebbe definitivamente il rischio di monopolio, su cui si esprimerà a breve l' Antitrust. E stai a vedere alla fine che questo giallo avvincente, thriller editoriale e meta-letterario, abbia un lieto fine per entrambi i contendenti.

Umberto Eco Umberto Eco elisabetta sgarbielisabetta sgarbiMichel HouellebecqMichel HouellebecqELISABETTA SGARBIELISABETTA SGARBI

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…