milena gabanelli giovanna d'arco

GABA-GABA, TOGA-TOGA! - NON PERDETEVI “REPORT” STASERA: PER LA PRIMA VOLTA FA LE PULCI AI MAGISTRATI, DAI PICCOLI TRIBUNALI FINO A CASSAZIONE E CSM - VIDEO: LA CARDIOLOGA REINTEGRATA DAL GIUDICE NONOSTANTE FOSSE IN TV NEL GIORNO DI MALATTIA

1. VIDEO - LICENZIATA PERCHÉ CANTA IN TV NEL GIORNO DI MALATTIA DAL LAVORO, IL GIUDICE LA REINTEGRA

 

 

 

2. SENTENZE E CORRENTI IL «VIDEO PROCESSO» ALLE INEFFICIENZE DELLA MAGISTRATURA

Dino Martirano per il “Corriere della Sera

 

MILENA GABANELLIMILENA GABANELLI

Dopo tante trasmissioni sulla corruzione e sullo Stato divorato da un ceto politico-burocratico talvolta famelico che teme solo la polizia giudiziaria, stavolta Report di Milena Gabanelli (stasera in prima serata su Raitre) punta le telecamere su chi conduce inchieste e processi. La puntata curata da Claudia Di Pasquale, «La giusta causa», mette, per così dire, sul banco degli imputati giudici e pubblici ministeri, consiglieri di Cassazione e presidenti di sezione della Suprema Corte, laici e togati del Consiglio superiore della magistratura.

 

Per la prima volta, la trasmissione d’inchiesta ammiraglia della Rai si avventura su un terreno minato cosparso di sentenze paradossali e contraddittorie, di dati sconfortanti sull’efficienza degli uffici giudiziari, di consuetudini correntizie che a Palazzo dei Marescialli scandiscono le progressioni di carriera ai vertici di procure e tribunali.

 

MILENA GABANELLIMILENA GABANELLI

Come banco di prova per misurare equità e tempestività del sistema giustizia, Report sceglie un terreno facile, comprensibile a tutti: cioè le «sentenze paradossali» che in tema di licenziamenti hanno fin qui stabilito tutto e il contrario di tutto. La carrellata offre il dipendente siciliano di Auchan reintegrato dalla Cassazione nonostante lavorasse in nero durante un periodo di malattia; la cardiologa milanese reintegrata dai giudici supremi anche se in malattia (per coliche addominali recidivanti) partecipare come soprano alla puntata dei «Fatti vostri»;

 

Consiglio Superiore della MagistraturaConsiglio Superiore della Magistratura

il conduttore Rai reintegrato al suo posto nonostante avesse tentato di assumere sua moglie in trasmissione; il dirigente scolastico del Trevigiano reintegrato dopo essersi messo in tasca 197 mila euro di fondi pubblici. Sull’altro piatto della bilancia, i licenziamenti confermati dal giudice del lavoro, Report propone il dipendente di un centro commerciale che ci ha rimesso il posto perché in malattia aveva sostituito un amico per pochi minuti; l’operaio di Fincantieri mandato a casa per essersi appropriato di un dischetto metallico da 16 euro mentre 5 ladri di merendine sono stati reintegrati in un supermarket ligure.

 

MAGISTRATI ERMELLINOMAGISTRATI ERMELLINO

Sui licenziamenti — al netto del Jobs act che limita le tutele ex articolo 18 solo a 9 milioni di vecchi assunti — la Cassazione può sentenziare tutto e il contrario di tutto. «E un fatto fisiologico — spiega a Report Giorgio Santacroce, primo presidente della Cassazione — perché tanto più aumentano i ricorsi tanto più aumentano le possibilità di contrasto».

 

MAGISTRATI MAGISTRATI

E se l’Italia è campione di ricorsi in Cassazione (100 mila l’anno, contro i 100 della Gran Bretagna), bisognerebbe capire bene come vengono organizzati gli uffici giudiziari. Su questa domanda Report entra nel cuore del Csm, l’organo di autogoverno della magistratura, che tutto dispone su carriere, trasferimenti e disciplinare. Così i consiglieri in carica interpellati (Zanettin, Balduzzi, Morgini, Fracassi, Balducci, Pontecorvo, San Giorgio) sono costretti a giocare in difesa.

 

 Mentre il vice presidente Giovanni Legnini, che ha lasciato il segno proprio con un intervento sul Corriere della Sera sulle ricadute economiche delle decisioni del giudice, la mette così: «Il giudice ha bisogno di una formazione continua interdisciplinare... ha bisogno di specializzazione, di coltivare cultura dell’organizzazione...». Ma qui si entra in un ambito che forse merita altre puntate. Non solo di Report .

 

 

3. LE ANTICIPAZIONI DI “REPORT” STASERA

Da www.corriere.it

 

NAPOLITANO MANCINO E GIORGIO SANTACROCE NAPOLITANO MANCINO E GIORGIO SANTACROCE

Mirella Spinu, cardiologa di professione e cantante lirica per passione, partecipa anni fa a una puntata del programma “I fatti vostri” dove si esibisce cantando un’aria di Puccini. Quel giorno però la dottoressa era in malattia per delle coliche addominali recidivanti, dovute a un intervento, che le impedivano di lavorare ma non di cantare in Tv. La casa di cura, per cui lavorava allora, non sapeva però nulla della sua partecipazione canora e la licenzia. La Cassazione invece la fa reintegrare, perché la guarigione non era stata ritardata e “il carattere amatoriale” della sua esibizione era “espressione dei diritti della persona”.

 

Sempre legato alla Rai è il caso del giornalista Sandro Testi, che guadagna oltre 19mila euro al mese, ma da più di 10 anni si ritrova a non fare nulla. Nel 2002 infatti la Rai lo nomina condirettore di Rai International, ma lui presto contesta che l’incarico è privo di contenuto, e così fa causa all’azienda per demansionamento. Alla fine solo pochi giorni fa, la Corte di Cassazione gli riconosce un risarcimento di 170 mila euro per i danni causati dalla “protratta inattività”.

giovanni legninigiovanni legnini

 

La Rai intanto prova a licenziarlo, perché per anni Testi è andato a lavorare anche la domenica, pur non avendo un incarico, maturando oltre 500 mancati riposi. I giudici però lo reintegrano perché considerano il suo licenziamento discriminatorio. La legge sarà pure uguale per tutti, ma quando si tratta di applicarla i giudici di primo grado possono pensarla in un modo, quelli di secondo grado in un altro, e la Cassazione può ribaltare il verdetto iniziale. E quest’altalena di verdetti può durare anche dieci anni.

giovanni legnini jpeggiovanni legnini jpeg

 

Anche perché a rallentare la giustizia ci si mettono anche i vuoti di organico degli uffici giudiziari e le lentezze del Consiglio superiore della magistratura, che lascia gli uffici direttivi vacanti per mesi. Per quale motivo? E quali sono i criteri per nominare i procuratori capo, i presidenti dei tribunali, i procuratori generali presso le corti d’appello? L’inchiesta di Report proverà a spiegarlo.

 

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