METTI UN SUPERMANAGER AL MUSEO - BANDO INTERNAZIONALE PER LA GUIDA DI 20 STRUTTURE IN ITALIA (TRA CUI LA GALLERIA BORGHESE E LA GNAM A ROMA) - FRANCESCHINI: “SPROVINCIALIZZIAMOCI” - A FEBBRAIO TURN OVER ANCHE PER MOLTI DIRIGENTI - IL CASO MACGREGOR

1. GALLERIA BORGHESE, GNAM E BARBERINI: NEI SUPERMUSEI L’ERA DEI MANAGER

Sara Grattoggi per “la Repubblica - Roma

 

Apollo 
Dafne 
Apollo Dafne

Per i tre “supermusei” della città e le Soprintendenze di Roma e del Lazio scatta l’ora del cambio al vertice. La Galleria Borghese, la Galleria nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea e le Gallerie nazionali d’Arte Antica sono fra i 20 musei autonomi d’Italia per cui verrà selezionato un nuovo direttore attraverso il bando di selezione pubblica internazionale da ieri sul sito del ministero ai Beni culturali, e oggi pubblicato anche sull’Economist.

 

Un concorso aperto a figure dalla “comprovata qualificazione professionale in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali”, chiamate a gestire i “supermusei” dotati di autonomia contabile, amministrativa e gestionale e a curarne in particolare la valorizzazione (che con la riforma si separa dalla tutela, ambito delle Soprintendenze).

 

I “superdirettori” resteranno in carica 4 anni e avranno uno stipendio corrispondente a quello di direttori di I e II fascia della Pa, cioè 145 mila euro lordi l’anno per i musei considerati uffici di livello dirigenziale generale (come la Galleria Borghese e la Gnam) a cui si aggiunge una eventuale “retribuzione di risultato” (fino a un massimo di 40 mila euro), e 78 mila euro lordi l’anno, più eventuale retribuzione di risultato per un massimo di 15 mila, per gli altri, come la Galleria di Arte Antica.

dario franceschinidario franceschini

 

La scadenza per la presentazione delle domande è il 15 febbraio. E «a partire dal 1 giugno» ha annunciato il ministro ai Beni culturali, Dario Franceschini, i direttori, selezionati con l’aiuto di una commissione di 5 esperti da nominare, prenderanno servizio. Fra gli attuali direttori di questi “musei speciali”, c’è chi è intenzionato a candidarsi per la “propria” galleria, come Anna Coliva, alla guida della Borghese («se non ci sono clausole ostative, presenterò domanda»).

 

E c’è chi, invece, rinuncerà, come l’attuale direttrice della Gnam, Maria Vittoria Marini Clarelli: «Se il museo dovrà sostenersi per lo più con risorse proprie la gestione diventerà difficile. E mi riconosco più nel ruolo che avranno le Soprintendenze, per cui forse parteciperò all’interpello, che in quello ora manageriale del direttore di museo».

 

GNAM galleria nazionale arte modernaGNAM galleria nazionale arte moderna

Escluso dai “supermusei” il Colosseo che, con il Museo nazionale romano e l’area archeologica centrale, continuerà a dipendere dalla Soprintendenza speciale di Roma. Ma, anche per questa (come per le altre Soprintendenze già da oggi), presto scatterà un interpello per un direttore di prima fascia. A cui dovrebbe partecipare anche l’attuale Soprintendente, Mariarosaria Barbera. Ma non è escluso che il prossimo dirigente possa essere esterno al Ministero, almeno in questo caso.

 

Per le altre Soprintendenze (l’Archeologica del Lazio e quella alle Belle arti e al Paesaggio, visto che quella dell’Etruria Meridionale è stata soppressa), così come per il segretario regionale e per il direttore del Polo museale del Lazio (competente su 45 siti della Regione, da Castel Sant’Angelo a Villa Adriana) già oggi scatterà l’interpello interno: ci saranno 10 giorni per presentare domanda e già dal 1 febbraio i nuovi titolari dovrebbero essere in carica.

 

2. MACGREGOR E GLI ALTRI: CURATORI SENZA FRONTIERE

Stefano Bucci per il “Corriere della Sera

 

GNAM galleria nazionale arte moderna GNAM galleria nazionale arte moderna

Il cuore di Berlino, che entro il 2019, si trasformerà nell’Humboldt Forum, un unico, grande centro per l’arte, la cultura, la scienza e la letteratura, avrà certo bisogno di un direttore di peso. Così mentre il direttore del British Museum Neil MacGregor (nato a Glasgow nel 1946, direttore del British Museum dal 2002, autore di una bellissima Storia del mondo in 100 oggetti , pubblicata in Italia da Adelphi) portava a spasso per il «suo» museo la cancelliera tedesca Angela Merkel e il primo ministro inglese David Cameron i rumors (soprattutto dalla Germania) che lo volevano come «il più desiderabile candidato» alla direzione dell’Humboldt Forum sono diventati vox populi . 
 

opere esposte a palazzo barberiniopere esposte a palazzo barberini

Per ora niente di ufficiale, ma il caso di MacGregor è emblematico di quella internazionalizzazione che potrebbe toccare ai musei italiani dopo il bando del ministro Franceschini, un’internazionalizzazione che da tempo sta comunque già toccando altre parti del mondo: tanto per restare in Gran Bretagna il tedesco Martin Roth è direttore del Victoria and Albert Museum, il belga Chris Dercon della Tate Modern, lo svizzero Hans-Ulrich Obrist della Serpentine Gallery (con l’inglese Julia Peyton-Jones), il giovane americano Nicholas Cullinan (nato nel 1977 nel Connecticut ma cresciuto nello Yorkshire) della National Portrait Gallery, nomina recentissima che diventerà effettiva in primavera. 
 

opere esposte a palazzo barberini (3)opere esposte a palazzo barberini (3)

D’altra parte se lo «straniero» Neil MacGregor dovesse davvero diventare il primo direttore dell’Humboldt Forum non ci sarebbe da sorprendersi più di tanto considerato che il progetto (un’operazione da 450 milioni di euro) è firmato da un terzetto di studi che comprende un altro «straniero», un italiano per l’appunto, il veneto Franco Stella.

 

Palazzo Barberini Palazzo Barberini

Proprio all’architettura (ma anche alla musica e all’arte contemporanea) sembra in qualche modo essersi ispirato Franceschini, un mondo dove nessuno si stupisce se, per restare ancora una volta a Berlino, il Neue Museum (quello del busto di Nefertiti) sia stato disegnato da un inglese, David Chipperfield o se, per parlare invece dell’Italia, il Maxxi di Roma sia stato prima progettato dall’anglo-irachena Zaha Hadid per essere oggi diretto dal critico e curatore Hou Hanru, cinese diviso tra San Francisco e Parigi. 
 

Si tratta dunque solo di un passaggio effettivamente necessario per «sprovincializzare i grandi venti musei del nostro Paese» mettendoli sullo stesso livello, ad esempio, del Metropolitan Museum di New York attualmente guidato, dopo la storica figura di Philippe de Montebello (a sua volta nato a Parigi nel 1936 e naturalizzato americano nel 1955) dall’inglese Thomas P. Campbell.

 

Neil MacGregor British 
Museum 
Neil MacGregor British Museum

Un’indicazione può arrivare dall’esperienze (anche se non sempre felici) delle fondazione e dei musei italiani già guidati da stranieri: l’anglo-canadese James Bradburne a Palazzo Strozzi a Firenze, l’americana Carolyn Christov-Bakargiev al Castello di Rivoli, l’israeliano naturalizzato David Landau ai Civici di Venezia, l’anglo-americana Eleni Vassilika all’Egizio di Torino (che come successore ha voluto Christian Greco, giovane cervello in fuga riportato in Italia per l’occasione). 

 

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