NETFLIX? NETFLOP! - LA TV VIA INTERNET SBARCA OGGI IN ITALIA PROMETTENDO SFRACELLI - QUI SOFFRIRÀ PER LA LENTEZZA DELLA RETE MA SOPRATTUTTO DEL FATTO CHE C'E' SKY - IN FRANCIA, DOVE È SBARCATA PIÙ DI UN ANNO FA, HA FATTO FLOP

Virginia Della Sala per il “Fatto Quotidiano”

 

Annunciato, atteso, temuto: Netflix oggi arriva in Italia. A presentarlo, a Milano, il Ceo Reed Hastings e il responsabile dei contenuti Ted Sarandos. Prezzo: abbonamento a partire da 7,99 euro. Offerta: accesso all' intero catalogo di serie tv e film.

binge watching televisione tv netflixbinge watching televisione tv netflix

Strategia: cambiare il concetto di tv, crearne una connessa al web e offrire prodotti esclusivi. È la tv via cavo, insomma, che diventa "via internet".

 

In Italia la società, che ha sede a Los Gatos in California, ha stretto prima un accordo strategico con Telecom per la distribuzione dei programmi con suoi servizi di Tim Vision, poi con Vodafone per i pacchetti di trasmissione dati. Era stata in un certo senso anche corteggiata dalla Rai.

 

Il direttore generale Antonio Campo dall' Orto in un' intervista a Rai News24 si era espresso in modo sibillino: "Il nostro accordo con Netflix identifica la Rai come partner possibile per tutti i soggetti che sono presenti nel mercato per dare valore ai cittadini". Non deve essere durato a lungo. Ieri, dalle pagine di Repubblica, il dg ha fatto sapere che il servizio pubblico sarebbe pronto a lanciare un proprio prodotto di contenuti a pagamento via Internet.

binge watching  televisione tv netflixbinge watching televisione tv netflix

 

Un progetto che prima di essere attuato (ci vorranno minimo 6-10 mesi) dovrà avere il via libera del governo. Al canone, insomma, si potrà decidere di aggiungere il pro dotto pay.

Chi non ama fermarsi alla superficie degli annunci, avrà notato che l' avvento di Netflix porta con sé alcune contraddizioni. Il servizio, che promette di rivoluzionare latvmoderna, non arrivain Italia con il vigore tipico con cui i big si approcciano ai nuovi mercati.

 

Accolta con entusiasmo anche dal sottosegretario con delega alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, che ieri si è augurato che " Netflix investa nella produzione italiana di film e fiction e contribuisca a farla conoscere nel mondo", la società della tv in streaming ha invece molti dubbi sulla sua buona riuscita nel mercato italiano. Il primo problema è aver venduto a SkyAtlantic la serie tv "House of cards", il suo prodotto di punta. L' altro, "Orange is the new Black", è invece andata a Mediaset Premium.

 

Cessioni necessarie, secondo alcuni, per trovare le risorse per sbarcare nel mercato italiano. Nonostante abbia fatturato più di 5 miliardi nel 2014 (con utili di 267 milioni), i ricavi non sono derivati tanto dalla vendita degli abbonamenti quanto da quella dei diritti delle serie tv prodotte.

binge  watching  televisione tv netflixbinge watching televisione tv netflix

 

Ci aiuta qualche dato: in Francia, dove il servizio è arrivato più di un anno fa, la media delle varie stime (enti di ricerca e ministero della Cultura) parla di circa 500 mila abbonamenti. Un quarto di quanti ne aveva previsti la società. E negli Stati Uniti, dove ci sono circa 40 milioni di abbonati, a chiusura del terzo trimestre del 2015 Netflix ha dichiarato di aver aggiunto solo 880 mila nuovi abbonati a fronte di una previsione di 1.150.000.

 

Non sorprende quindi che Netflix cerchi di muoversi con cautela in Italia (prima del lancio non è stato possibile confrontarsi con nessuno in modo ufficiale). Il catalogo, a parte la serie "Suburra" e l' annunciato ritorno di "Una mamma per amica", è di nicchia e perciò rischia di essere debole: titoli come Marvel - Daredevil, Sense8, Grace and Frankie, Unbreakable Kimmy Schmidt, Marco Polo e Narcos non sono conosciuti al grande pubblico. Molti degli attori, poi, non hanno contratti che includano la promozione di film e telefilm.

 

droga dipendenza da netflixdroga dipendenza da netflix

A tutto questo si somma la condizione della banda larga in Italia: rara se non frammen taria. La lentezza delle connessione Internet, soprattutto fuori dai grandi centri urbani, rende difficile godere di un prodotto video di qualità e in alta definizione, un elemento importante per l' azienda. Per questo Netflix fornirà agli abbonati un mese di prova gratuita e ha anche già dato ai provider l' intero catalogo. La qualità , però dipenderà dalla linea singolo utente. Chissà se basterà per impedire a Netflix di fuggire tra sei mesi.

 

droga dipendenza  da netflixdroga dipendenza da netflixnetflixnetflixNETFLIXNETFLIXdipendenza da netflixdipendenza da netflix

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…