ZERO CON LODE - RESSA NELLE LIBRERIE PER IL SUCCESSO TUTTO ROMANO DELLA WEB STAR “ZEROCALCARE” LANCIATO DA MAKKOX DI ‘GAZEBO’. IL SUO PRIMO LIBRO “LA PROFEZIA DELL’ARMADILLO” HA VENDUTO 50MILA COPIE E DIVENTERÀ UN FILM

Andrea Rinaldi per "L'Espresso"

Guarda, sinceramente ho la percezione di aver saturato la gente. Se fossi nel mio pubblico potrei benissimo esclamare "Oh che palle ‘sto Zerocalcare", per cui sto cercando di fare le cose con il contagocce. Adesso "sono andato in Ramadan", aggiorno meno il blog, non sto più accettando presentazioni, tranne l'ultima del Salone di Torino, non mi muovo più da Roma e la cosa mi ha riportato serenità, sarà poi che io vivo sempre con la sensazione che tutto è al crepuscolo... vediamo come va questo libro quando uscirà...».

Di tutte le creature che ha inventato per accompagnare le sue avventure, ne manca ancora una alla matita di Zerocalcare: il successo. Forse perché lo vive male, come candidamente ammette lui stesso, anche se è convinto in cuor suo che pian piano si stia diradando.

Ma come si fa a crederci, se proprio ora l'amico Valerio Mastandrea ha deciso di fare un film dal tuo primo libro di storie, "La profezia dell'Armadillo"?
Bisogna partire dalla fine per comprendere la fenomenologia di Michele Rech, enfant prodige del fumetto italiano passato da zero a Zerocalcare nell'arco di un paio di anni grazie a un'inventiva senza limiti, con la quale è capace di raccontare vicende personali e aneddoti quotidiani in cui si rispecchiano tutti i "millennials" italiani.

Una nottata in compagnia di un amico che russa e impedisce di dormire, il rimandare ad libitum il pagamento delle bollette, ma anche i sentimenti che si affastellano dopo la scomparsa di un'amica cara parlano a una generazione che va dai 20 ai 35 anni molto più delle pagine di tanti scrittori blasonati. Anche perché è più facile imbattersi in un coetaneo che le condivide su Facebook prendendole dal blog di Zerocalcare (www.zerocalcare.it) anziché decidere di acquistare un libro con malcelate pretese da bestseller, ma caldamente consigliato dalle classifiche.

Non fosse sufficiente l'imminente film, a confermare il coronamento di una presa di successo sul pubblico sono i numeri. «Ho smesso di guardare le statistiche del sito più di un anno fa perché mi mettevano ansia», rivela Zerocalcare, che ha scelto il soprannome ascoltando uno spot. «Ma so con certezza che tre mesi fa la storia dei genitori che non sanno usare internet era già arrivata a 80mila condivisioni».

Il primo libro del fumettista romano, "La Profezia dell'Armadillo" ha venduto quasi 50mila copie ed è arrivato alla sua nona ristampa; il secondo, "Un polpo alla gola", è arrivato a circa 40mila copie così come "Ogni maledetto lunedì su due". "Dodici", l'ultimo volume pubblicato l'anno scorso, è salito a 45 mila copie e all'uscita è entrato immediatamente nella top ten generale libri al settimo posto. Per rendere ancor meglio l'idea, il 17 ottobre scorso la presentazione di "Dodici" alla fumetteria Alastor di Milano si è conclusa alle 3 di notte, con la gente che ha aspettato pazientemente il proprio turno pur di portarsi a casa la dedica di "Calcare".

A pubblicare i libri è la Bao Publishing di Michele Foschini e Caterina Marietti (lei è la figlia di Pietro, il fondatore delle edizioni Piemme). Sono loro che hanno creduto coraggiosamente in Zerocalcare dopo che Marco "Makkox" Dambrosio, disegnatore per "il Post" e autore del "Gazebo" di Raitre, gli ha prodotto a sue spese il primo libro "La profezia dell'Armadillo". «Considero Makkox la mia badante. Le storie dell'Armadillo erano un po' che giravano, tra gli editori, a Lucca Comics, nessuno le aveva prese sul serio e lui invece se ne innamorò, le mise dentro la sua rivista "Canemucco", poi mi spinse a fare il libro e ad aprire il blog: cioè in realtà lo aprì lui, ed era sempre lui a pubblicare le storie, mentre io nicchiavo. Gli sarò sempre grato».

Adesso al suo mentore fa compagnia sulle pagine di "Internazionale", oltre a disegnare pure per "Wired". Prima dei libri e della notorietà erano venute però le collaborazioni con "Liberazione", "Carta", "XL" della "Repubblica". Intanto non è mai venuto meno quella con il mondo dell'underground romano, fatta di copertine per gruppi punk e di fanzine e manifesti per centri sociali come il Forte Prenestino. E di prese di posizione, come quella a favore degli attivisti NoTav accusati di terrorismo (vedi servizio a pag. 28), disegnata con una storia che prende in prestito l'"Altroverso" del telefilm "Fringe".

D'altronde è proprio con il G8 che il disegnatore ha fatto il suo esordio nel mondo delle nuvole parlanti. «Quando ero ragazzino leggevo di tutto, fumetti Disney, Cattivik, manga, l'ispirazione me l'hanno data però per il tratto "Tank Girl" di Jamie Howlett (disegnatore dei Gorillaz, ndr), "La mia vita disegnata male" di Gipi e "Lo scontro quotidiano" di Manu Larcenet per le storie di vita quotidiana e minimale», spiega.

«Poi a 17 anni ho sentito che c'era un accanimento nei confronti di chi era stato a Genova, così mi è venuta la spinta a fare un fumetto che raccontasse la mia esperienza al G8. È nata "La nostra storia alla sbarra", che fu venduto per raccogliere fondi per aiutare l'iter processuale di 25 persone accusate di devastazione e saccheggi».

Perché Zerocalcare ha dalla sua una forte coerenza. «I motivi per cui ho rifiutato tutte le collaborazioni con i quotidiani è che anche quello più vicino alle mie idee può sempre contenere un editoriale che chiede lo sgombero dei centri sociali e per me sarebbe difficile giustificare questa compresenza». Ecco perché il successo è una bestia difficile da domare per il fumettista. «L'ho vissuto male e lo vivo male, porta fuori contraddizioni che sono di difficilissima gestione.

Io vengo da un mondo in cui il rapporto con i giornalisti è complesso se non conflittuale, e quindi se il giorno in cui esce la mia intervista nella stessa pagina chiedono la galera per i miei amici, per me è un problema. Cerco di mantenere un equilibrio tra le cose che per me sono importanti». Ed ecco perché "Calcare" ha diffidato tutti i partiti politici dall'usare il suo personaggio e le sue storie per fare propaganda politica, come avevano fatto Sel a Roma e gli universitari del Pd.

È stato dunque spontaneo per due puri come lui e Mastandrea incontrarsi, anche in virtù della fede calcistica giallorossa. Non sono poi mancate le serate per Radio Onda Rossa con Elio Germano, gli attestati di stima di Licia Troisi e di Diego Bianchi, in arte Zoro, con cui ha condiviso l'aggiornamento dell'account Facebook romanista "Kansas City 1927". Il prossimo progetto, in uscita a ottobre sempre per Bao, nasce da un'esigenza emotiva, come per l'Armadillo.

Lì c'era il suicidio di un'amica, qui le sorti della famiglia di Zerocalcare, nato per caso ad Arezzo, residente a Rebibbia (il suo "locus amoenus") e francese per parte di madre. «Ho scoperto cose nuove sulla mia famiglia, anche rocambolesche, per cui ci sarà una parte vera e una romanzata, che riguarderanno mia nonna, mia madre e me».

Alla base sempre una fantasia sconfinata che attinge all'immaginario pop sedimentatosi dalla metà degli anni 80 in poi e che gli permette di far uscire dal suo tratto un bestiario borgesiano e al tempo stesso postmoderno.

L'ispirazione, rivela, gli viene in ogni momento, dalla coda per la spesa a quella al semaforo, e le storie sono quelle che racconta a cena: vecchi compagni di scuola che rovinano i finali dei telefilm, il precariato che sta facendo naufragare due generazioni, la reperibilità perenne a cui ci costringono gli smartphone.

Tutto condito da citazioni erudite e personaggi che incarnano la coscienza, come nel caso dell'Armadillo del titolo, o altri stati d'animo. «Le serie tv mi accompagnano, per me Kenshiro è più reale di Obama e visto che sono l'unico personaggio delle mie storie, quelle emozioni che andrebbero raccontate con le didascalie diventano altri personaggi».

Così se da una parte ci minaccia l'invidia di Shakespeare, raffigurata come un mostro dagli occhi verdi, oggi grazie a "Calcare" ci sentiamo protetti dalla corazza di un Armadillo e da una mamma che sembra la Lady Cocca del "Robin Hood" Disney.

 

ZEROCALCARE MICHELE RECH ZEROCALCARE MICHELE RECH VIGNETTA ZEROCALCARE VIGNETTA ZEROCALCARE VIGNETTA ZEROCALCARE MAKKOX LA PROFEZIA DELLARMADILLO ZEROCALCARE

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…