martina levato

UN'ACIDA ASSENZA - È INIZIATO IL PROCESSO, MA MARTINA LEVATO NON C'È, PERCHÉ STA 'ALLATTANDO INDIRETTAMENTE' - I LEGALI RINUNCIANO ALLA PERIZIA PSICHIATRICA E ANNUNCIANO CHE L'EVIRATRICE-SFIGURATRICE 'VUOLE DIRE LA VERITÀ' - UN TESTIMONE: ''NON ERA AFFATTO SUCCUBE DI BOETTCHER, ERANO COMPLICI''

stefano savi sfigurato dalla coppia dell acido boettcher e levato  3stefano savi sfigurato dalla coppia dell acido boettcher e levato 3

1.AGGREDITO CON ACIDO: AMICO MAGNANI, NON ERA SUCCUBE DI ALEX

 (ANSA) - Alexander Boettcher e il presunto complice nelle aggressioni con l'acido, Andrea Magnani, erano "alla pari" e tra i due non c'era "un leader". E' quanto ha messo a verbale, sentito nell'ambito di indagini difensive effettuate dai legali di Martina Levato, un amico del presunto basista. Il testimone, il cui verbale è stato depositato oggi dalla difesa di Levato nel processo, ha raccontato di essere amico di Magnani e di aver frequentato anche Boettcher, perché con loro si allenava in palestra.

 

stefano savi al processo coppia dell acido boettcher e levatostefano savi al processo coppia dell acido boettcher e levato

Magnani nei suoi interrogatori in fase di indagini aveva fatto ammissioni, dicendo di essere "succube" di Boettcher. Il testimone, che non entra però mai nel merito dei fatti al centro del processo, ha spiegato che loro tre, quando si allenavano, erano "tutti alla pari" e ha descritto l'amico come una persona "intelligente" anche se un po' "bonaccione". Ha messo a verbale anche che Alexander e Magnani gli raccontarono "di un episodio in cui Martina cercò di evirare un ragazzo" per "difendersi".

 

martina levato  5martina levato 5

Il presunto complice in quell' occasione, stando alla testimonianza, aveva "aiutato" Boettcher "a portare via la macchina di Martina". Il giovane ha poi spiegato che, quando parlò al telefono con Magnani dopo l'arresto della coppia, l'amico gli aveva "mentito" dicendo che era "all'oscuro di tutto". E solo parlando poi con il padre di Magnani "dopo molto tempo vengo a sapere che era insieme a loro". Il testimone, infine, ha raccontato che Boettcher "trattava male" le donne con cui aveva una relazione e gli diceva, però, che Martina "era molto presa da lui in senso amoroso". Alexander, inoltre, era un "pochino aggressivo" ma soltanto "in allenamento" e "un po' guascone".

 

2.AGGREDITO CON ACIDO: INIZIATO PROCESSO, MARTINA NON C'È

martina levatomartina levato

 (ANSA) - E' iniziato al settimo piano del Palazzo di Giustizia di Milano il processo con rito abbreviato per una serie di aggressioni con l'acido a carico di Martina Levato e del presunto complice Andrea Magnani. La studentessa non è presente all'udienza, mentre è arrivato il presunto basista che avrebbe aiutato la ragazza e Alexander Boettcher nei blitz. I legali di Levato, gli avvocato Daniele Barelli e Alessandra Guarini, hanno presentato documentazione medica per motivare l'assenza della ragazza che ha partorito lo scorso ferragosto e non può essere presente perché sta allattando 'indirettamente' il bimbo affidato ad una comunità.

 

acido e martello le armi di alexander boettcher e martina levatoacido e martello le armi di alexander boettcher e martina levato

Non è stata comunque presentata alcuna richiesta di legittimo impedimento. Non sono presenti Pietro Barbini e Stefano Savi, i due giovani sfigurati. In aula ci sono il padre di Stefano, Alberto Savi, e Antonio Margarito, il giovane che avrebbe subito un tentativo di evirazione da parte di Martina. ''Antonio ha subito sempre dei traumi - ha spiegato il padre, Franco Margarito - quando aveva 8 anni, infatti, dei malviventi sono entrati in casa nostra a Lecce inscenando una rapina e probabilmente era un segnale nei miei confronti, perché sono un geometra in ambito edile''.

 

martina levato in tribunalemartina levato in tribunale

Martina e Magnani hanno chiesto il rito abbreviato condizionato e il giudice Roberto Arnaldi dovrà decidere se accogliere la richiesta di Levato di una perizia psichiatrica sulla serialità delle aggressioni e se ammettere una consulenza psicologica depositati dalla difesa del presunto complice.

 

3.AGGREDITO CON ACIDO: DIFESA, MARTINA DIRÀ VERITÀ IN AULA

 (ANSA) - Martina Levato, la studentessa già condannata a 14 anni per aver sfigurato Pietro Barbini e sotto processo per altre aggressioni con l'acido, è pronta ''a dire la verità sui fatti in aula''. Lo hanno spiegato i suoi difensori che a breve chiederanno al gup Roberto Arnaldi l'esame della ragazza in una delle prossime udienze. La difesa ha anche deciso di rinunciare alla richiesta di perizia psichiatrica e chiederà l' acquisizione di valutazioni psichiatriche in carcere, nelle quali emergerebbero miglioramenti sulla ''affettività''.

alexander boettcher in tribunale  5alexander boettcher in tribunale 5

 

I legali della studentessa, gli avvocati Daniele Barelli e Alessandra Guarini, chiedono dunque che Levato sia ascoltata davanti al giudice per raccontare ''come sono andati i fatti''. Fino ad ora, infatti, Martina ha sempre cercato di scagionare il suo amante Alexander Boettcher e le versioni dei due giovani e del presunto complice Andrea Magnani hanno molti punti di contrasto.

 

alexander boettcher guarda stefano savi sfigurato dall acidoalexander boettcher guarda stefano savi sfigurato dall acido

Con questa mossa difensiva pare ci sia una sorta di cambio di linea da parte di Martina e della sua difesa. I difensori, tra l'altro, hanno rinunciato a chiedere al gup che il rito abbreviato sia condizionato ad una nuova perizia psichiatrica. ''Non vogliamo dimostrare che Martina non è imputabile per incapacità di intendere e di volere'', hanno chiarito i legali. Agli atti dunque resta la perizia del primo processo che sosteneva la piana capacità di intendere e di volere.

 

martina levato  2martina levato 2

La difesa chiederà, invece, l'acquisizione delle valutazione psichiatriche effettuate da un medico del carcere di San Vittore. ''Queste relazioni - ha spiegato l'avvocato Guarini - dimostrano che Martina non soffre di disturbi depressivi, non ha psicopatologie e danno un giudizio positivo sulla sua sfera psichica e sulla affettività, soprattutto dopo che è diventata madre''. Anche la difesa dell'altro imputato, Andrea Magnani, chiederà al giudice l'esame in aula, che dovrebbe tenersi nella prossima udienza.

 

4.AGGREDITO CON ACIDO: MEDICI, SENZA FIGLIO MARTINA AFFRANTA

 (ANSA) - Quando il Tribunale per i minorenni decise, lo scorso agosto, di separare Martina Levato e il suo bimbo, affidato temporaneamente ad una comunità, la studentessa era "molto affranta" e aveva una "emotività a tratti labile". E' quanto emerge dalle relazioni medico-psichiatriche redatte dopo i colloqui "di sostegno" nel carcere di San Vittore e depositate oggi dalla difesa della giovane nel processo con rito abbreviato per una serie di aggressioni con l'acido.

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Dalle relazioni, tra l'altro, viene fuori anche che quando nell'aprile scorso, dopo l'ordinanza d'arresto per associazione per delinquere, le vennero impediti i colloqui in carcere con l'amante Alexander Boettcher (colloqui poi nuovamente concessi), pianse perché, scrivevano i medici, "le sue difese stanno lentamente cedendo". In ogni caso dalle analisi effettuate in carcere la ragazza appare quasi sempre "tranquilla e adeguata nel comportamento" e non ha mai bisogno di "terapie".

 

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Nell'ultima relazione del 14 settembre scorso, i medici scrivono che è "tranquilla" anche se il "tono dell'umore appare lievemente deflesso", in parte per "l'allontanamento del figlio", in parte per la fase di "allattamento". Ed è "vulnerabile" anche per "l'iter giudiziario" che sta affrontando.

 

Nella prima relazione del 30 dicembre scorso, due giorni dopo l'arresto per l'aggressione a Pietro Barbini, i medici riscontrano "buone capacità di adattamento" alla vita in carcere e scrivono che in Martina sembrano "delinearsi tratti personologici sia dipendenti che passivo aggressivi". Fino ad aprile, poi, la ragazza è sempre descritta come "tranquilla" e senza sintomi "della sfera psicopatologica" e viene segnalato soltanto qualche stato di "ansia". Quando poi le vengono vietati i colloqui con Alexander, Martina "piange" e pare che le sue "difese" stiano "lentamente cedendo".

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Il 26 maggio scorso, dopo che il pm Marcello Musso ha chiesto per lei e Boettcher una condanna a 15 anni (ai due verranno inflitti 14 anni), Levato è "emotivamente scossa ma critica e progettuale". A giugno inizia ad essere "preoccupata per il parto" imminente e per i programmi televisivi che parlano della "sua gravidanza" e dopo la decisione dei giudici minorili "è affranta per essere stata separata dal figlio", anche se "esprime con chiarezza e congruità i propri vissuti e moti interiori". Il 25 agosto è ancora "molto affranta" e ha bisogno di un "lungo colloquio di sostegno".

 

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Qualche giorno dopo, la "pressione mediatica" sta "diventando sempre più intesa - scrivono i medici - e le ottime capacità di adattamento e di 'coping' finora osservate si stanno allentando". Il parto, tra l'altro, l'ha resa "più fragile ed esposta alle conseguenze degli eventi traumatici subiti (in primis la separazione dal figlio)" e, quindi, necessita "di sostegno e supporto", ma non di terapie. Anche il 14 settembre scorso "accede al colloquio con disponibilità" e "appare tranquilla ed adeguata nella relazione", ma il "tono dell'umore è prono ad oscillazioni in senso negativo" per la "vulnerabilità" dopo il parto, per la "lontananza dal neonato" e per il suo "iter giudiziario".

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