jihadi john

GUERRA ALL’ISIS – JIHADI JOHN È MORTO IN SILENZIO E SENZA SOFFRIRE, CENTRATO DA UN MISSILE AMERICANO “HELLFIRE” A RAQQA, IN SIRIA – PRIMA DI COLPIRE, LA CASA BIANCA HA AVVISATO DEL BLITZ I FAMILIARI DELLE SETTE VITTIME DELLO SGOZZATORE CRESCIUTO IN INGHILTERRA

Vittorio Zucconi per “la Repubblica”

mohammed emwazi   jihadi john mohammed emwazi jihadi john

 

Nel cuore di tenebra dello Stato islamico, proprio in quella città cadavere di Raqqa in Siria oggi sotto i colpi della coalizione, cade il personaggio più sinistro e simbolico dell' horror islamista: l' uomo mascherato che sgozzava innocenti. È stato più fortunato delle sue vittime, torturate con il sadico rituale della decollazione in video per la gioia dei militanti, Jihadi John, il beccaio dell' Is divorato da un missile "hellfire", il fuoco supersonico dell' inferno, lanciato da un drone americano che neppure ha visto o sentito.

 

Ma se davvero Mohammed Emwazi, il figlio neppure trentenne di un tassista del Kuwait divenuto il protagonista della produzione cinematografica horror globale, è stato ucciso, come crede il Pentagono («Siamo ragionevolmente certi della sua morte»), quel Dio che lui bestemmiava con la propria disumanità si è dimostrato più misericordioso con lui, di quanto lui fosse stato con le sue vittime.

 

mohammed emwazi   jihadi john    mohammed emwazi jihadi john

Emwazi, il ragazzo che amava il football come tutti i coetanei nelle scuole di Londra dove era stato mandato a studiare, che soffriva di enormi complessi di inferiorità verso le femmine e i bulli della classe, che portava la mano davanti alla bocca quando parlava alle donne dopo che una ragazzina gli aveva detto con una smorfia che gli puzzava orrendamente l' alito, entra nell' albo dei capi e dei simboli del terrorismo uccisi.

 

Dopo l' esecuzione di Osama Bin Laden nel maggio del 2011 e l' Ordine Esecutivo firmato dal presidente Obama con l' autorizzazione a colpire militanti del terrorismo jihadista ovunque si trovino, l' elenco si è allungato.

 

kenji gotokenji goto

Sono stati "giustiziati", con queste tele-esecuzioni via droni guidati da satelliti e controllati da piloti alla base con i joystick da videogame, soltanto in questo 2015 Sanafi Al Nasr e Mushin Al Fahdli del gruppo Kohrasan legato ad Al Quaeda in Siria. Nasir al-Wuhayshi, in Yemen, considerato il numero due della organizzazione creata da Bin Laden, che sembra avere un' altissima mortalità fra i vice, e fra gli ispiratori del massacro di Charlie Hebdo a Parigi. Mokhtar Belmokhtar in Libia, cervello dell' attacco a una raffineria che provocò la morte di 40 persone. Bersagli umani che si aggiungono al famigerato Abu Musab Al Zarqawi, controllore di incalcolabili missioni suicide in Iraq, e Anwar Awlaki, uno dei capi di Aqap, Al Qaeda nella Penisola Araba.

 

james foleyjames foley

Sono ormai tanti, ma nessuno di questi e di altri capi o sottocapi del verminaio terroristico aveva mai raggiunto l' oscena notoritetà internazionale del boia in nero con il volto coperto dalla "balaclava", il passamontagna, che illustrava per il pubblico con la clinica freddezza professionale del telecronista la macellazione delle proprie vittime innocenti.

 

Dopo quei sette viaggiatori, fotografi, giornalisti, cooperanti che non avevano altra colpa che quella di essere "infedeli"; di essere finiti nelle mani del Califfo di Bagdad e di essere assegnati alle cure del complessato ragazzo kuwaitiano che finalmente aveva superato la propria timidezza adolescenziale sgozzando i simili a quelli che lo avevano irriso da ragazzo, Emwazi era stato messo in disparte e un po' in ombra.

 

jihadi johnjihadi john

La sua fine, che ancora le "fonti" dell' Is negano dicendolo soltanto ferito perché non possono ammettere che i "crociati" siano penetrati nel cuore del loro mondo e che qualcuno abbia indirizzato quel drone con tanta precisione, non cambierà naturalmente nulla nella strana, e insieme crudelissima guerra in atto fra gli spettri nella polvere e i robot nel cielo.

 

La decisione di colpire chiunque e ovunque attraverso i droni, purché esista - dice la direttiva presidenziale, la «quasi certezza della loro identità» e, testualmente, la «quasi certezza che siano risparmiati i non combattenti», offre certamente l' acre sapore della vendetta e della giustizia, soprattutto alle famiglie delle sette vittime sacrificali del boia, avvisate dalla Casa Bianca prima del blitz, ma niente di più, come l' uccisione di Bin Laden non segnò affatto la fine della marea terroristica.

 

esecuzione jihadi johnesecuzione jihadi john

Questo è stato soltanto un episodio. Con il "targeted killing", con la caccia e l' esecuzione di "target", di obbiettivi individuali, le armi ultramoderne delle forze armate europee e americane, ora anche russe, cercano l' ago nel pagliaio e spesso, come sembra essere accaduto giovedì sera, lo trovano. Con i loro piani di massacri in massa, come le bombe nello shopping center degli odiati sciiti di Beirut o sull' Airbus russo, i terroristi della sedicente Guerra Santa bruciano i pagliai, senza curarsi di che cosa ci sia dentro.

 

I droni come il tipo "Reaper", il grande falciatore, lanciato da una base in Iraq sono strumenti di guerra insieme micidiali e più chirurgici dei bombardieri e dei missili Cruise che rischiano, come accaduto di recente in Afghanistan, di colpire sabbia e cammelli o di distruggere ospedali, di polverizzare feste, funerali e matrimoni, producendo a volte più nemici di quanti ne abbattano.

jihadi john mohammed emwazijihadi john mohammed emwazi

 

Possono, come dovrebbere aver fatto quelli che hanno incrociato sul cielo di Raqqa (due americani, almeno uno britannico) per cinque ore prima di ricevere dai comandi le coordinate dell' auto sulla quale il boia con l' alito cattivo viaggiava con tre compagni e lanciare il missile Hellfire, centrare a velocità ultrasoniche anche una persona, che dunque neppure lo sente arrivare.

 

JIHADI JOHNJIHADI JOHN

Possono segnare vittorie simboliche, come questa, ma non vincere la guerra, non per inferiorità tecnica, ma per l' incoparabile sproporzione fra mezzi e volontà. Un missile Hellfire costa quasi 60 mila dollari. Il coltello dentato per la caccia ai cervi che Jihadi John usava per decapitare le vittime sacrificali, magari dopo averle costrette a ballare con lui il tango come rivelò il fotografo danese Ray Ottosen sfuggito alle sue grinfie, costa appena cento dollari. E dunque ci saranno sempre più coltelli che missili.

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