bill de blasio polizia poliziotti

UN SINDACO TUTTO FUMO? - NELLA GUERRA TRA DE BLASIO E LA POLIZIA DI NEW YORK, DOPO LE POLEMICHE SULLE VIOLENZE DEGLI AGENTI AGLI AFROAMERICANI, ARRIVANO ANCHE I COLPI BASSI - LA SCORTA SPIFFERA A “GAWKER” CHE IL SINDACO “FUMA MARIJUANA IN MUNICIPIO”

Bill  de Blasio e la moglie Chirlane McCray arrivano ai funerali Bill de Blasio e la moglie Chirlane McCray arrivano ai funerali

Paolo Mastrolilli per “la Stampa”

 

«Non fumo marijuana da quando ero all’università». Come mai il sindaco di New York Bill de Blasio è stato costretto a fare questa precisazione, durante una conferenza stampa? Perché da tempo girano voci che abbia acceso qualche «canna», insieme alla moglie Chirlane, nelle austere stanze della residenza ufficiale di Gracie Mansion. E chi ha sparso queste voci? La sua scorta, secondo quanto ha rivelato il sito «Gawker», confermando così che la guerra tra il primo cittadino e la polizia sta toccando i livelli più bassi, e pericolosi per la sicurezza della città.

 

Passato avventuroso

Bill de Blasio e la moglie Chirlane McCray arrivano ai funerali Bill de Blasio e la moglie Chirlane McCray arrivano ai funerali

De Blasio non ha mai nascosto il passato avventuroso, per esempio quando da ragazzo era andato volontario in Nicaragua. Anche il presidente Clinton aveva ammesso di aver fumato erba, «senza inalare», quando era studente, e quindi non sorprende che de Blasio abbia fatto lo stesso quando frequentava la New York University.

 

poliziotti di new york voltano le spalle mentre parla il sindaco bill de blasiopoliziotti di new york voltano le spalle mentre parla il sindaco bill de blasio

L’uso della marijuana, peraltro, è stato legalizzato in diverse regioni dell’America, come il Colorado, e quindi non stiamo parlando di uno scandalo tale da far cadere un sindaco. Il discorso cambia, però, se le voci sono messe in giro dalla polizia, per screditare un primo cittadino con cui ormai è apertamente in contrasto, dopo le proteste razziali contro la brutalità degli agenti e l’uccisione a Brooklyn il 20 dicembre scorso dei detective Ramos e Liu.

 

Muro per la privacy

Queste indiscrezioni sulla marijuana circolavano da tempo. Secondo chi li conosce, Bill e Chirlane erano abituati a farsi qualche canna nella loro casa di Park Slope. Una delle obiezioni al trasferimento nella villa di Gracie Mansion era legata proprio alla perdita di privacy. La famiglia però si è spostata e le voci sono aumentate.

 

bill de blasio e il capo della polizia bill brattonbill de blasio e il capo della polizia bill bratton

L’ex detective del Nypd Bo Dietl è arrivato ad insinuare durante il programma della Fox Tv «Outnumbered» che il sindaco fuma nella residenza ufficiale: «Lascia ai poliziotti il loro mestiere, e torna alla Gracie Mansion a fare quello che fa dietro a quel muro alto che hai voluto costruire», ha detto Dietl, mentre con il pollice e l’indice faceva il gesto della sigaretta. Da quando è arrivata la famiglia de Blasio, infatti, il muro di cinta è stato alzato.

 

Così mercoledì, durante la conferenza stampa per annunciare la fine del divieto dei cellulari nelle scuole, un giornalista del Daily Caller ha chiesto apertamente al sindaco se ha mai fumato nella residenza ufficiale: «No», ha risposto lui ridendo, «non fumo da quando ero alla New York University».

bill de blasio and his wife, chirlane mccraybill de blasio and his wife, chirlane mccray

 

Rischi per la sicurezza

L’incidente si potrebbe chiudere qui, se Gawker non avesse rivelato che le voci nascono dai poliziotti di scorta di de Blasio. Se è vero, infatti, la disputa sta scivolando nei colpi bassi. De Blasio non si era mai fidato dei poliziotti, al punto che quando era Public Advocate aveva rinunciato alla scorta, e secondo il sito «Politico» durante la campagna elettorale scendeva dalla macchina quando doveva dire qualcosa di delicato, perché temeva di essere spiato.

 

bill de blasio con la famiglia a grassano in basilicata  9bill de blasio con la famiglia a grassano in basilicata 9

Questa diffidenza si è trasformata in scontro aperto, quando commentando le proteste razziali il sindaco ha detto che aveva istruito suo figlio mulatto Dante su come evitare gli abusi degli agenti. I poliziotti gli avevano voltato le spalle, durante i funerali dei colleghi Ramos e Liu, e nelle ultime due settimane avrebbero rallentato gli arresti, con una specie di ammutinamento di protesta. Alcuni analisti pensano che la disputa nasca dal contrasto col sindacato degli agenti per il rinnovo del contratto, ma la città che ha appena visto gli attentati di Parigi teme ora di non essere più protetta.

bill de blasio con la famiglia a grassano in basilicata  6bill de blasio con la famiglia a grassano in basilicata 6

 

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…