A BENEVENTO PER DIRSI ADDIO - LA CITTÀ SANNITA È LA CAPITALE DEI MATRIMONI ANNULLATI - QUI LA SACRA ROTA FUNZIONA IL TRIPLO DEL TRIBUNALE CIVILE: 312 SENTENZE CONTRO 111 DIVORZI

Grazia Longo per "La Stampa"

 

festa di divorziofesta di divorzio

Ex dominio papale - fino al 1860 è stata l’isola pontificia del Sud - 14 parrocchie per neppure 70 mila abitanti, Benevento continua a detenere un primato nella sfera religiosa. Qui, la strada preferita per archiviare definitivamente foto e bomboniere del matrimonio è l’annullamento della Sacra Rota.

 

Una corsia preferenziale che batte ampiamente i divorzi in sede civile. I numeri dell’ultimo anno parlano chiaro: 312 sentenze di «nullità del sacramento matrimoniale» da parte del Tribunale ecclesiastico, contro i 111 divorzi.
 

Le prime sono, in sostanza, il triplo delle altre. Uno spaccato che contrasta palesemente con la battuta d’arresto appena costituita dalla recente pronuncia delle Sezioni unite della Cassazione, che ha fissato al massimo di 3 anni la convivenza per poter ricorrere alla Sacra Rota.
 

Contro il divorzio a fine anni Sessanta Contro il divorzio a fine anni Sessanta ANELLO DI DIVORZIOANELLO DI DIVORZIO

E per rendersi conto dell’anomalia di ciò che avviene nella terra del Sannio rispetto al resto del Paese, basta confrontare i dati locali con quelli della Liguria. Lì si contano 236 annullamenti della Sacra Rota, contro oltre 2 mila divorzi.
 

Benevento fabbrica degli annullamenti facili? L’avvocato Luisa Ventorino, esperta di diritto familiare e presidente della Camera minorile, è convinta di sì. «E non solo per l’interesse di risposarsi in chiesa, particolarmente accentuato nel Meridione». Le ragioni, secondo Ventorino, vanno ricercate altrove e in particolare «nei grossi interessi finanziari che gravano su questa soluzione».
 

DIVORZI GAY DIVORZI GAY

La chiave di lettura economica apre due porte. La prima riguarda il mancato versamento degli alimenti e la cessione di beni immobili all’ex moglie. La seconda lambisce più direttamente i «guadagni della Chiesa, perché istruire un’istanza di nullità al Tribunale ecclesiastico costa 523 euro, in caso consensuale, e 783 se c’è disaccordo. Mentre per istruire l’atto al Tribunale civile bastano 43 euro con la consensuale e 98 euro per i contenziosi».

este este


A questi costi vanno poi aggiunti quelle per gli avvocati. «E anche in questo caso le differenze sono più che evidenti. Perché per l’annullamento religioso, ancorché consensuale, la parcella si aggira sui 3 mila euro, che si dimezzano invece in sede civile».
 

DIVORZI GAY DIVORZI GAY

Senza dimenticare poi che l’annullamento rotale non sempre stabilisce gli alimenti, che invece rappresentano lo standard in caso di separazione e divorzio, né tantomeno un qualsiasi assegno di mantenimento. Idem per le proprietà immobiliari: la casa viene restituita al proprietario senza possibilità di assegnarla all’ex coniuge.
 

Luisa Ventorino è talmente convinta della necessità di invertire la rotta da aver scritto addirittura a papa Francesco. «L’ho fatto innanzitutto per chiedere a lui, così sensibile alle esigenze umane e ai rapporti Stato-Chiesa, di intervenire contro la strumentalizzazione del ricorso alla Sacra Rota, tanto diffusa nella mia Benevento». Ma si aggiungono anche «motivi personali, legati alla richiesta di nullità del sacramento avanzata dal mio ex marito, a 10 anni dalla separazione civile».
 

DIVORZIODIVORZIO

In Italia esistono 19 Tribunali ecclesiastici, a cui la Chiesa destina 12 milioni di euro - recuperati dalle donazioni dell’8 per mille - per far fronte ai costi per i consulenti e all’espletamento dell’istruttoria. Una cifra considerevole, triplicata rispetto ai 4 milioni di euro del 2000.
 

divorziati divorziati

«Non si può negare il sospetto di grossi interessi in ballo - prosegue l’avvocato Ventorino - Non a caso ho pregato il Santo Padre di ricevermi per sollecitare una discussione sull’argomento allo scopo di rendere più attuali disposizioni ancora tanto vetuste e non al passo con i tempi. Tanto più che, purtroppo, spesso i Tribunali ecclesiastici accolgono le istanze di nullità con eccessiva disinvoltura». 

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?