xavier niel

CHIAMATELA “TELECOM FRANCE DEUX” – XAVIER NIEL È UNO SCALATORE AL RALLENTATORE: PRIMA DEL PROSSIMO GIUGNO NON AVRÀ DIRITTI DI VOTO – IL NODO DI TELECOM ITALIA SPARKLE, LA CONTROLLATA CHE DEVE RESTARE A TUTTI I COSTI ITALIANA

1.TELECOM, SCALATA A TAPPE PER NIEL

Francesco Spini per “la Stampa

 

NIELNIEL

Non ha in mano diritti di voto, il primo 4,9% potrà «sbloccarlo» solo il 21 giugno del prossimo anno. Tra 14 mesi - non dopodomani - avrà in mano al massimo il 10% del capitale.


Più che un raider sembra un investitore con fegato e pazienza, questo Xavier Niel. È quanto lascia intendere la comunicazione - tecnica al limite della sciarada - con cui l' imprenditore francese prima dell' apertura della Borsa ha risposto ai quesiti Consob sul suo blitz al rallentatore in Telecom Italia. Un comunicato che se non altro smonta alcuni «miti» circolati negli ultimi giorni ma che lascia intatto il mistero intorno alle mosse dell' imprenditore. Costringendo così Consob a proseguire nelle sue indagini.

NIEL HOLLANDE HIDALGONIEL HOLLANDE HIDALGO


«Ho agito da solo» Da ieri ci sono almeno due punti fermi. Il primo è la quota di partecipazione «potenziale»: al 3 novembre aveva ancora «una posizione lunga complessiva pari al 15,14% del capitale con diritto di voto», senza riportare altre posizioni azionarie sotto il 2%, come qualche indiscrezione lasciava intendere. In secondo luogo - ed è un nodo cruciale - la Njj Holding di Niel (che ha operato attraverso la Rock Investment) «conferma di operare per proprio conto e di non agire in concerto con terzi».

 

xavier niel delphine arnaultxavier niel delphine arnault

Le francesi Vivendi (primo azionista di Telecom col 20%) e Orange (da tempo interessata all' Italia) non c' entrano, dice in sostanza Niel.


Nella nota diffusa al mercato ha poi spiegato che le opzioni utilizzate per l' investimento sono europee, dunque - al contrario delle americane, dalla facile trasformazione - possono essere regolate solo a scadenza, a patto che siano «in the money», ovvero il prezzo del titolo sia uguale o superiore al prezzo di esercizio («strike price»). Altrimenti tanti saluti: le opzioni varrebbero zero. Alcuni strumenti, per il 7,26% della partecipazione potenziale, poi sono «call spread» strumenti che non rendono certa la consegna dei titoli.

XAVIER NIEL E SARKOZYXAVIER NIEL E SARKOZY


Il 15,14% potenziale non si trasformerà tutto in azioni. Solo il 10% dei contratti prevede il regolamento per azioni o per cassa. Un 5% invece verrà pagato in denaro. La salita nel capitale - e nei diritti di voto, oggi pari a zero - , tra l' altro avverrà a tappe, per chiudersi nel 2017. Il primo salto (salvo colpi di scena) avverrà il 21 giugno del 2016, quando convertendo un singolo contratto Niel potrà avere il 4,9%. Un pacchetto importante (ci vuole il 5% per «chiamare» un' assemblea) e che, per le caratteristiche del derivato potrebbe essere convertito in azioni in anticipo.


L' apparente tranquillità dell' investimento di Niel ha deluso il mercato (-3,72% il titolo in Borsa). Ma potrebbe trattarsi solo della prima parte di un film ancora ricco di colpi di scena.

Giuseppe Vegas e Pellegrino Capaldo Giuseppe Vegas e Pellegrino Capaldo


Oggi in casa Telecom dopo le recenti contrapposizioni sulle strategie legate alle alleanze per lo sviluppo della banda larga (che vedrebbero su fronti opposti il presidente e l' ad) il cda esaminerà i conti dei nove mesi.


L' utile di Tim Brasil nel terzo trimestre si è dimezzato a 41,6 milioni di euro. L' ad Rodrigo Abreu ieri ha detto di non aver ancora ricevuto «nessuna offerta» da parte di Oi, al lavoro dopo l' attivismo mostrato dal fondo russo LetterOne.

 

 

2. SPARKLE, L’ASSET STRATEGICO E LA DIPLOMAZIA DELLA RETE

Gianluca Paolucci per “La Stampa

 

giuseppe recchi presidentegiuseppe recchi presidente

Giuseppe Recchi non è l' unico manager Telecom che in questi giorni è passato da Parigi. C'era anche Alessandro Talotta, amministratore delegato di Telecom Italia Sparkle. Non per incontrare nuovi azionisti (potenziali), ma per discutere del futuro della Rete globale al Capacity Europe 2015, il principale appuntamento per far parlare chi la Rete la utilizza per i suoi prodotti, come Microsoft o Netflix . E chi della Rete è in qualche modo il proprietario. Nel senso letterale, la rete di cavi che connette un continente all' altro e i paesi tra loro e dove passano i dati. La presenza di Sparkle è quantomeno necessaria, dato che è il settimo operatore mondiale del traffico internet commerciale e il secondo europeo dietro TeliaSonera.

marco patuano ad telecom italiamarco patuano ad telecom italia


Per raccontare cos' è questa controllata di Telecom Italia che realizza «appena» 1,2 miliardi di fatturato, circa un ventesimo degli oltre 21 miliardi di ricavi totali del gruppo e perché è strategica non solo per Telecom ma per l' Italia, occorre però cambiare prospettiva.
Guardandola da un altro punto di vista, potremmo chiamare Sparkle lo strumento di una «diplomazia della Rete».


Una vera multinazionale, con una presenza capillare nel mondo in un settore come quello delle infrastrutture per la connettività che è determinate per lo sviluppo economico.
 

Per dare qualche numero, si tratta di 500 mila chilometri di cavi in fibra ottica che attraversano l' Oceano Atlantico e Indiano, fanno il giro dell' Africa, dell' America Latina, s' intrecciano in tutte le direzioni nei fondali del Mediterraneo.


Dai cavi Sparkle, per dire, passa l' 80% del traffico internet di Israele e presto la stessa Sparkle potrebbe essere la prima compagnia occidentale ad aprire un Pop (Point of presence, un punto di accesso alla rete) in Iran. Per capirsi l' equivalente di un casello lungo un' autostrada. Un casello di entrata e uscita dove si parlerà italiano, che contribuirà allo sviluppo di un paese che potrebbe rivelarsi chiave per molte nostre imprese una volta che sarà accantonato il sistema delle sanzioni internazionali. E non solo dal punto di vista energetico.
 

TELECOM SPARKLETELECOM SPARKLE

Non bastasse l' esempio dei due grandi nemici della regione che utilizzano la stessa infrastruttura, si può parlare del nuovo cavo SeaMeWe5. Collegherà direttamente Singapore e l' Estremo Oriente con l' Italia e la Francia e sarà pronto a fine 2016. Lo sta realizzando un consorzio di 15 operatori per collegare Sud Europa e Medio Oriente con la regione a più forte crescita economica del pianeta e, senza Sparkle, è facile presagire che avrebbe «tirato dritto» fino a Marsiglia senza fermarsi in Sicilia.

vincent bollore al telefonovincent bollore al telefono


Proprio in Sicilia, Sparkle ha realizzato un importante investimento: un data center dove confluiscono i cavi che arrivano da Nordafrica e Medio Oriente e quelli da e verso Nord Europa e Atlantico. A Palermo, nel Sicily Hub di Sparkle, Google metterà i suoi server per gestire in maniera più rapida e efficace il traffico dei paesi del bacino del Mediterraneo.


Cosa avrebbe deciso un azionista francese è domanda che lasciamo in sospeso, in attesa che si chiarisca l' assetto azionario di Telecom Italia e quello dei suoi asset strategici.

 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…