ESODATA DI SE STESSA – NON SOLO LACRIME, LA FORNERO HA SPUTATO SANGUE PER MONTI! - “SANGUINAVO, MI SENTIVO SAN SEBASTIANO…HO SOFFERTO LA SOLITUDINE. A ME LE COLPE, AGLI ALTRI LA CAMPAGNA ELETTORALE”

Carlo Tecce per il “Fatto quotidiano

 

Elsa Fornero Elsa Fornero

Il calendario appeso è fermo, indica novembre 2011, il giorno 15 è cerchiato di nero. Ha la scrivania invasa da fascicoli, le pareti ricoperte di fotografie. Dietro, c’è un detergente per vetri. Il terzo piano affianca lo Stadio Olimpico di Torino, la torcia è spenta: “Intravedo le montagne, i rumori del parcheggio mi fanno compagnia”.

 

Il davanzale di questa morigerata stanzetta universitaria in corso Unione Sovietica ha un po’ di piante grasse e una coppia di melograni essiccati. Cose da socialismo reale. Butta giù un pezzo di salatino e stringe la confezione con la mano destra. Con la sinistra strappa un foglietto bianco, e lo mostra: “Questa era la mia vita appena finito il governo: il vuoto, il niente. E pensare che la giornata di un ministro era scandita dai minuti. Sono scesa da una giostra e ho continuato a girare senza motivo”.

 

MARIO DEAGLIO MARIO DEAGLIO

Elsa Fornero non lacrima, ma le pupille sono arrossate (per la congiuntivite): “Devo molto a una telefonata di Enrico Letta, era il 3 maggio 2013, era un venerdì, circa le 21 e 30. Io mi ricordo i particolari. Tornava dal primo viaggio da presidente del Consiglio. Mi disse: Elsa, se siamo ancora in Europa lo dobbiamo alle tue riforme. Non mi doveva quella gentile chiamata. Mi ha aiutato”.

 

Per cosa?

A fare la differenza: quella che non ti fa prendere il sonnifero per dormire.

 

Quando è sveglia, che fa?

Io mi alzo presto, mai dopo le 6:45. Insegno, faccio ricerca, scrivo commenti su riviste straniere. E viaggio molto per le conferenze, mi fa staccare, mi dà equilibrio. Ho gestito il mio tempo per non andare da uno psicologo o da uno psichiatra.

 

La capitale trasmette la nostalgia dei salotti.

mario monti intervistato da alan friedman 3mario monti intervistato da alan friedman 3

Io non li frequentavo, e forse ne ho pagato le conseguenze. Soltanto una volta sono stata da Anna Fendi. C’era anche Emma Bonino.

 

Roma è romantica di notte.

Ma io stavo in ufficio a montare o smontare i testi di legge. La mia casa era una caserma. Una foresteria. Rientravo ogni sera entro le otto e mezza: c’era la cena, mi piaceva essere puntuale.

 

Anche questo è rigore.

La mensa chiudeva presto. Il carabiniere Pasquale, però, mi lasciava sempre un piattino di prosciutto o di bresaola, una pagnottella di pane, la cicoria romana: adoro quella verdura.

 

Molto sobri, poco amati.

Io l’ho fatto per spirito di servizio, la nazione era in discredito. Ho conosciuto bene la Grecia, il pugno duro della Troika. Noi ogni giorno dobbiamo rinnovare prestiti per un miliardo di euro: il rischio l’abbiamo toccato da vicino.

enrico letta x enrico letta x

 

Questo l’ha fatta piangere?

Anche in Patagonia mi hanno deriso. Ho diverse lettere.

 

Era il debutto in conferenza stampa, una mazzata per gli italiani.

Ho sofferto tanto, ma era necessario. Un giorno ero abbattuta, poi entusiasta, poi di nuovo abbattuta. L’economista tedesco Daniel Gros mi mandava messaggi: devi salvare la moneta unica. Ho interpretato anche dei segnali.

 

Scaramantica?

Le coincidenze sono importanti. Atterro a Caselle, a Torino, e incontro padre Enzo Bianchi. Mi avvicino, in silenzio.

 

E Bianchi?

Ministro, deve sapere che preghiamo per lei.

 

Anna Fendi Anna Fendi

Le preghiere non bastano.

Eh no, ho passato settimane tesissime . Ricordo una riunione, una cabina di regia, con dei professori bocconiani e un direttore di Bankitalia:terribile.Ioillustravoilpiano e loro mi dicevano: non è ancora sufficiente, così non basta.

 

Aveva ingoiato tante lacrime.

Davanti ai giornalisti non mi sono trattenuta più. Dovevo pronunciare il termine “sacrifici”, mi sono venuti in mente i miei genitori. Questa è la solitudine di un tecnico.

 

E perché ha accettato di entrare nel governo?

Era il 15 novembre, intorno alle 18, ero in partenza da Bruxelles. Non conosco complotti.

 

Prosegua.

Squilla il cellulare, è Monti. Comincia così: Elsa, puoi fare qualcosa per me. Io gli faccio gli auguri.

 

Educazione.

Mario replica: vuoi essere il ministro per il Lavoro? Hai due ore per decidere.

 

Fa le consultazioni?

Sì, rapide. Mio marito Mario (Deaglio) mi lascia libera: vorrei dirti di no, ma non posso. Mia figlia: non puoi rispondere no. Una mia cara amica di Torino, che aveva fatto politica, mi mette in guardia: finirai stritolata, stai attenta.

EMMA BONINO A SHARM EL SHEIK 2EMMA BONINO A SHARM EL SHEIK 2

 

Chi ha avuto ragione?

Forse la mia amica.

 

Non era meglio votare nel 2011?

La situazione era drammatica. Il Parlamento aveva paura. Anche Pier Luigi Bersani era consapevole di non poter fare le riforme da Palazzo Chigi, il Pd l’avrebbe mollato. I partiti li abbiamo protetti noi.

 

E chi proteggeva Elsa Fornero?

Nessuno. Io sanguinavo come San Sebastiano, mi colpivano ovunque, e dovevo stare zitta, mentre Mario Monti faceva campagna elettorale.

 

Voleva correre in Scelta Civica?

No, un ministro impopolare non si può candidare. Ho votato quel movimento, però ritengo che Mario abbia sbagliato.

 

Perché l’ha fatto?

Io l’ho letto sui giornali. Avrà ricevuto pressioni internazionali e sperava di poter recuperare l’azione iniziale di un esecutivo che poi s’è perso.

 

Ascolti: e-so-da-ti. Cosa prova?

 Enzo Bianchi Enzo Bianchi

La ferita per un uso strumentale di un problema che va seguito negli anni. Questo vocabolo racchiude quelli che sono usciti con incentivi e quelli che sono in mobilità. Il mio auspicio era creare un mercato del lavoro per giovani, donne e cinquantenni.

 

I disoccupati aspettano.

Io ho modificato l’articolo 18 per livellare il rapporto tra le generazioni, per ridurre le cause di lavoro. Non l’ho ucciso. Adesso vogliono maggiore flessibilità, adesso le critiche non esistono.

 

Quando c’erano i tecnici, il Cavaliere non era ancora ex, non era pregiudicato.

Non mi stupisco che Renzi sia alleato con Berlusconi per riscrivere la Costituzione.

 

Perché?

I partiti fissano un obiettivo e lo raggiungono con chiunque: i politici sono cinici.

 

Com’è riformare con Berlusconi?

Ora è stato assolto per il processo Ruby, ma quella telefonata in Questura per liberare una prostituta minorenne lo rende inadeguato per sempre.

Corrado Passera Corrado Passera

 

Parla spesso con Monti?

Due volte in due anni, stesso ritmo per Corrado Passera e Paola Severino. A volte mi confronto con Fabrizio Barca, Piero Giarda e con il presidente Giorgio Napolitano.

 

E cosa vi dite?

Lo stimo molto. È un po’ seccato dai politici che vanno al Quirinale, gli promettono tante cose e poi vanno fuori e si smentiscono. Accadeva anche a me.

 

Con chi?

L’elenco è lungo.

 

Il primo?

Luigi Angeletti della Uil. Era affettuoso: “Sei bravissima, perfetta”. Poi mi salutava e mi demoliva con i giornalisti.

 

Buone vacanze.

A settembre ho il foglio pieno, non più bianco. Ho rinunciato alla pensione da ministro, mi mancano quattro anni all’Università.

 

E fra quattro anni?

Vorrei avere meno affanno. Ho cinque nipoti, una casa in campagna che divido con mia sorella. Voglio leggere e coltivare l’orto.

 

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…