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''HO TIMBRATO IN MUTANDE PER UN SERVIZIO URGENTE''. IL VIGILE DI SANREMO È L'UNICO A DIFENDERSI: GLI ALTRI FANCAZZISTI TACCIONO. E UNA NUOVA INCHIESTA SI CONCENTRA ANCHE SULLE TANGENTI - DOMANDINA AL PIZZARDONE: COME MAI I VIDEO IN MUTANDE SONO DUE, E C'È ANCHE LA MOGLIE IN VESTAGLIA? TUTTE URGENZE TALI DA NON GIUSTIFICARE IL PANTALONE?

COMUNE DI SANREMO TIMBRARE IL CARTELLINO IN MUTANDECOMUNE DI SANREMO TIMBRARE IL CARTELLINO IN MUTANDE

Marco Menduni per “la Stampa

 

Il dipendente arriva davanti al Comune, dove il collega lo aspetta e ha già provveduto a strisciare il badge per entrambi. Mette una ciotola sui gradini di Palazzo Bellevue, l' elegante albergo di fine Ottocento oggi sede del municipio. È l' ora della pappa del cane e dopo della passeggiatina. Ancora, caffè in un bar, sempre con Fido al guinzaglio ancora quattro chiacchiere con gli operai di una ditta edile davanti al cancello, prima di far ritorno in ufficio. Trentacinque minuti dopo.

COMUNE DI SANREMO TIMBRARE IL CARTELLINO IN MUTANDECOMUNE DI SANREMO TIMBRARE IL CARTELLINO IN MUTANDE

 

Tutti ristorati: i due umani dalla tazzina, l' animale dal cibo e dalla sgroppata mattutina. Ora che si conosce tutto il lavoro della Guardia di Finanza nei due anni di inchiesta sui furbetti del cartellino al Comune di Sanremo, ora che emergono le immagini dei pedinamenti dei dipendenti al di là dei casi più clamorosi (il vigile in mutande, il canoista sul mare), la realtà quotidiana appare ancor più desolante.

COMUNE DI SANREMO TIMBRARE IL CARTELLINO IN MUTANDECOMUNE DI SANREMO TIMBRARE IL CARTELLINO IN MUTANDE

 

Shopping al mercato Altra scena: l' impiegato inforca la Vespa (intestata al Comune), poi si lancia in un' accurata spesa che lo porta in diversi supermercati, l' ultimo dei quali vicino a casa, tappa finale per riporre i sacchetti. Questo è l' inizio del turno pomeridiano, che scattava alle 13. Ancora; un' impiegata va a consumare un pranzetto al bar, passa al bancomat, fa la spesa all' ortofrutta e poi, sacchetti in mano, torna finalmente in ufficio.

 

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Due amiche prima fanno colazione, poi si concedono un giro tra i banchi del mercato, apprezzando e provando i vestitini esposti sulle bancarelle. Se il sistema era prassi, negli uffici del Comune, queste immagini ne sono la prova più eclatante. Magari c' erano cittadini in coda per ritirare un certificato. Magari qualcuno aveva urgenza di una pratica.

Ma la consuetudine di lunghissime pause per spezzare la monotonia burocratica delle sei ore di lavoro non si discuteva. Magari a turno, per non lasciare del tutto sguarnito l' ufficio.

 

NUOVA INDAGINE

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Le nuove carte rivelano anche l' esistenza di un' altra indagine. Un' indagine parallela e guai a chiedere di più: la risposta è un coro di no comment e top secret. Un' inchiesta su un giro di tangenti, che sarebbero state chieste, anzi, pretese da uno dei funzionari arrestati alle ditte che lavoravano per il Comune. Soldi e favori: «La pressoché integrale costruzione della propria abitazione a Imperia». Controllando le sue assenze e il suo cartellino, i finanzieri hanno scoperto che non era l' unico ad allontanarsi. Così facevano (quasi) tutti.

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Dai sospetti alle immagini ai pedinamenti e infine ai domiciliari, si è arrivati agli interrogatori davanti al gip. Per ora gli arrestati hanno taciuto tutti. Tutti tranne Alberto Muraglia, il vigile in mutande divenuto, suo malgrado, l' emblema più potente di questa inchiesta. Lui vuole rispondere al gip.

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«Ho timbrato in mutande? Mi stavo mettendo i pantaloni per un servizio urgente, spostare un furgone che intralciava il mercato. Alle 6.23 ho timbrato, alle 6.30 sul mezzo c' era la contravvenzione. E la macchinetta del cartellino è nel mio ufficio, attiguo alla mia abitazione di servizio: un luogo deserto».

 

Sulle contestazioni di aver timbrato in ritardo per intascare lo straordinario, la sua risposta è netta: «Non ho mai preso un euro in più rispetto al mio stipendio base: controllate pure».

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