milano movida

LAVORO, GUADAGNO, PAGO, PRETENDO – MILANO CAPITALE DELLE BUSTE PAGA: RETRIBUZIONE MEDIA DEI DIPENDENTI A 34.508 EURO, DAVANTI A BOLZANO – ROMA SOLO UNDICESIMA CON 30.126 EURO – GLI ASSEGNI PIÙ MAGRI IN SARDEGNA, NEL MEDIO-CAMPIDANO (1.700 EURO AL MESE)

 

Raffaele Ricciardi  per “la Repubblica

 

via montenapoleone milanovia montenapoleone milano

La Milano rinfrancata nell’immagine dall’Expo è la provincia che paga meglio i dipendenti del settore privato. La Madonnina svetta con una retribuzione annua lorda media di 34.508 euro (circa 2.575 al mese) e scava un solco dalla seconda in classifica, Bolzano che si ferma a 32.897 euro. Gli assegni più poveri si trovano nel medio-campidano: si scende sotto 22.500 euro (poco meno di 1700 euro al mese), per una sforbiciata di un terzo dell’assegno meneghino. E’ il risultato dell’Osservatorio JobPricing e Repubblica.it, da oggi consultabile integralmente sul sito, costruito attraverso 140mila rilevazioni su 350mila utenti.

 

Un’analisi dei redditi dei dipendenti del settore privato, registrati nel luogo della loro produzione. E’ di fatto un’indicazione per chi, in cerca di lavoro, vuole capire dove indirizzarsi per spuntare condizioni migliori. L’Istat, invece, quando parla di redditi delle famiglie considera più fonti di guadagno (da lavoro dipendente, da pensione, da attività in proprio, da rendite), per poi suddividerli per i componenti della famiglia.

 

Roma si trova all’undicesimo posto, con assegni da 30.126 euro. La capitale risolleva le sorti dell’intero Lazio, con un valore molto alto rispetto alle altre province. Per trovarle, bisogna scendere nella seconda metà della classifica: Latina al 52esimo posto, con 27.258 euro, poi Viterbo al 63esimo, Frosinone al 73esimo e Rieti al 79esimo.

MILANOMILANO

 

Nel complesso delle Regioni non stupisce il trio di testa: per 100 euro guadagnati in media (dove il reddito annuo lordo in Italia è di 28.653 euro), in Lombardia si sale a 108,8, in Trentino Alto Adige a 107,5 e in Emilia Romagna a 104,3. In Calabria, fanalino di coda, non si arriva a 82 euro. D’altra parte, a testimoniare la frattura Nord-Sud ci pensano anche i dati forniti recentemente dall’Istat nell’approfondimento sui Conti economici territoriali del 2014.

 

fabbrica tessilefabbrica tessile

Numeri che corroborano il nesso tra remunerazione dei lavoratori e produttività tanto che il Nord-ovest è l’area con il Prodotto interno lordo (che considera la ricchezza di tutti i soggetti economici) per abitante più elevato: con 32.500 euro, già l’anno scorso ha segnato una leggera risalita rispetto al 2013, anticipando la timida ripresa che si sarebbe manifestata a livello nazionale solo quest’anno.

 

Il divario con il Mezzogiorno è impressionante: il Sud si ferma a 17.600 euro, poco più della metà della parte settentrionale del Paese. Se si parla di valore aggiunto per abitante, cioè la cifra che sintetizza la crescita del sistema economico in termini di nuovi beni e servizi messi a disposizione della comunità, Milano svetta ancora con 45mila euro, seguita da Bolzano e Bologna.

milano grattacieli milano grattacieli

 

Al fondo di quest’altra classifica gli ormai soliti noti: Medio Campidano, Barletta-Andria- Trani, Carbonia-Iglesias, Vibo Valentia e Agrigento, con circa 13mila euro per abitante, contro i 23.900 a livello nazionale. Non è un caso che proprio le regioni meridionali, lo scorso anno, abbiano patito anche il maggior calo di occupazione e consumi.

 

Per Mario Vavassori, professore aggiunto al Mip – Politecnico di Milano – e responsabile dell’Osservatorio JobPricing, «L’Italia dei campanili emerge anche da questi dati». Va ricordato che «c’è una correlazione anche tra il reddito e il costo della vita: il caro-vita del Nord Italia, maggiore di quello del Centro- Sud, rispecchia in parte questa differenza delle retribuzioni, soprattutto per i dipendenti del settore privato». Ma si aprono anche altre questioni, si pensi all’uscita del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, di pensionare il concetto di “ora-lavoro”, stroncata da molti.

sciopero dipendenti del comune di roma 6sciopero dipendenti del comune di roma 6

 

Il giudizio di Vavassori riapre la riflessione: «Si fa sempre più strada una concezione del lavoro ‘individuale’. Resta da verificare se i sistemi di tutela rappresentati dai contratti nazionali siano ancora lo strumento migliore per comprendere e valorizzare questa realtà».

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…