I MALDESTRI - IL PARTITO DEGLI ALFANOIDI SI SCIOGLIERÀ PER CONFLUIRE NELLA COALIZIONE POPOLARE ALLESTITA CON CESA E CASINI E CON QUEL CHE RESTA DI SCELTA CIVICA - LA LETTERA DI BERLUSCONI PER RIUNIFICARE IL CENTRODESTRA

DAGOREPORT

 

VIGNETTA VINCINO DAL FOGLIO ALFANO TAGLIO IL RAMO DI BERLUSCONI VIGNETTA VINCINO DAL FOGLIO ALFANO TAGLIO IL RAMO DI BERLUSCONI

Cosa succederà oggi all'Assemblea del Nuovo Centrodestra? Secondo quanto Mauro Mario ha raccontato a molti esponenti di Ncd, il partito degli alfanoidi si scioglierà per confluire nella Coalizione popolare allestita con Cesa e Casini (che chiuderebbero l'Udc, pur continuando a marciare divisi per colpire uniti) e con quel che resta di Scelta Civica. La decisione e' stata presa ieri in una riunione tra Ncd e Udc, quest'ultima rappresentata da Cesa, De Mita junior e D'Alia.

 

ANGELINO ALFANO BERLUSCONI PASCALE DUDU ANGELINO ALFANO BERLUSCONI PASCALE DUDU

La breve storia degli alfanoidi, spaccati tra chi vuol tornare alla casa del padre ad Arcore e chi vuol buttarsi direttamente con Renzi, si chiuderà dunque oggi alla riunione della prima Assemblea Nazionale, che sarà anche l'ultima. E Quagliariello Gaetano invece di coordinatore, come sperava, potrebbe essere nominato liquidatore di Ncd. Certamente, la cosa più ardua per chi seguirà oggi l'evento e' capire in quanti sono rimasti e chi va con chi.

 

2. ECCO LA LETTERA CHE SILVIO BERLUSCONI ha inviato ieri ai leader dei partiti del centrodestra. È il primo passo per riunificare quell'area politica alternativa alla sinistra, reduce da divisioni e personalismi.

 

Cari amici,

BERLUSCONI E ALFANO AL QUIRINALE FOTO LAPRESSEBERLUSCONI E ALFANO AL QUIRINALE FOTO LAPRESSE

una semplice lettura dei più recenti risultati elettorali è sufficiente per cogliere un dato di assoluta evidenza: in Italia centrodestra e centrosinistra sono competitivi, e quindi è possibile un bipolarismo maturo, di tipo europeo, solo se il centrodestra è capace di darsi un assetto unitario.

Per questo, come leader della forza più votata del centrodestra, sento fortemente la responsabilità di proporvi una riflessione sul tema dell'unità politica intorno ai valori che ci accomunano.

L'evidenza dei numeri è un presupposto logico, ma naturalmente non è una ragione sufficiente.

 

RENZI ALFANO CASINI IN SENATO FOTO LAPRESSE RENZI ALFANO CASINI IN SENATO FOTO LAPRESSE

Guai anzi se pensassimo a riprendere la strada delle sommatorie numeriche, utili solo a sconfiggere l'avversario: uno strumento che spesso la sinistra ha utilizzato con i risultati che sappiamo, ma un errore che anche noi, per quanto in misura minore, abbiamo forse commesso in passato. Questa è, probabilmente, la ragione principale del fatto che - pur avendo realizzato tante cose importanti insieme - non siamo riusciti a compiere fino in fondo quel percorso riformatore che il Paese si aspettava da noi.

 

Negli ultimi anni il cammino politico del centrodestra in Italia ha visto prevalere le tendenze centrifughe. Non è questa la sede per approfondirne le ragioni, ma credo di non sbagliarmi asserendo che siano state ragioni di metodo più che di merito. Non è venuta meno cioè la condivisione di valori fondanti, in nome della quale dal 1994 al 2006 abbiamo compiuto insieme un percorso importante, sia al governo che all'opposizione.

 

berlusconi arriva alla casa di cura di cesano bosone berlusconi arriva alla casa di cura di cesano bosone

Naturalmente oggi non si tratta di tornare al passato: la situazione è profondamente mutata, diverse e più pressanti sono le attese degli elettori, è cambiata l'offerta politica per effetto della nascita di un fenomeno distruttivo come Grillo, ma anche e soprattutto in conseguenza della diversa caratterizzazione che Renzi ha dato al maggior partito della sinistra italiana.

Una caratterizzazione più moderna e dinamica nello stile e nel linguaggio, e quindi più in sintonia con le emozioni del Paese, ma non per questo più compatibile in prospettiva futura con la visione dell'uomo, della società e della politica che il centrodestra nel suo insieme rappresenta.

 

Io credo che la nostra sia un'area politica tuttora maggioritaria nel Paese, una buona parte della quale si è rifugiata nell'astensione.

ANGELINO ALFANO PIERFERDINANDO CASINI ANGELINO ALFANO PIERFERDINANDO CASINI

Le ragioni della disaffezione di una parte significativa dell'elettorato di centrodestra sono complesse, ma una delle principali è certamente la nostra divisione, l'esasperazione dei particolarismi, le scelte di convenienza e la sensazione di debolezza e di confusione che ne deriva.

 

Per questo mi rivolgo a Voi tutti: credo che abbiamo una responsabilità comune nei confronti dell'Italia che rappresentiamo.

Sono convinto che sia giunto il momento di riprendere, per gradi e nel rispetto delle storie di ciascuno, la strada per costruire non un cartello elettorale, che non servirebbe a nulla, ma una piattaforma politica comune in vista delle prossime scadenze elettorali.

BUTTIGLIONE CESA CASINI BUTTIGLIONE CESA CASINI

So benissimo che fra noi ci sono delle differenze, anche significative, di linguaggio, di metodo e di contenuti. È naturale che sia così: non siamo lo stesso partito e non immaginiamo di diventarlo.

 

Tuttavia queste differenze non escludono un minimo comun denominatore, che è il nostro tratto distintivo rispetto alla sinistra: la centralità della persona, dell'uomo, del cittadino rispetto allo Stato, la richiesta pressante di uno Stato più leggero e quindi anche più efficiente, che imponga meno tasse e meno burocrazia e garantisca più libertà.

 

Non è poco, è ciò su cui nelle grandi democrazie si distinguono destra e sinistra. Tutto il resto, contenuti specifici, linguaggi, insediamenti elettorali, è importante ma viene dopo.

E ancora dopo vengono le questioni di leadership, di candidature, di liste o di organigrammi. Questo è il punto d'arrivo, non quello di partenza, di un percorso lungo e graduale, che abbiamo il dovere di intraprendere.

CASINI CESA CASINI CESA

 

Gli italiani, d'altronde, non vogliono formule, vogliono sentirsi dire, in modo pragmatico e credibile, cosa vogliamo fare, quando, come e con chi. Per questo vi rivolgo un appello: su questi temi possiamo ricominciare a lavorare insieme, perché sono temi che appartengono a noi e sui quali la sinistra ha risposte molto diverse dalle nostre. Ricominciare senza rivendicare primogeniture, non da un accordo fra vertici di partiti, ma dal basso, dal territorio, fra la gente.

Credo che la maggioranza degli italiani sarà pronta ad ascoltarci e a partecipare, se sapremo essere credibili.

Con amicizia.

 

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