scilipoti

IL MERCATO RENZIANO DELLE VACCHE - "LA STORIA MI HA DATO RAGIONE. LO SCILIPOTISMO VA RIVALUTATO ORA È UN TERMINE POSITIVO. TANTI PARLAMENTARI, ANCHE NEL PD, MI HANNO CHIESTO SCUSA E TANTI ALTRI, COME SCRIVE TRAVAGLIO, DOVREBBERO AVERE IL CORAGGIO DI FARLO.”

 

Alberto Di Majo per Il Tempo

RAZZI SCILIPOTI RAZZI SCILIPOTI

 

È stato il deputato che ha allungato la vita all’ultimo governo Berlusconi. Lui, eletto con il partito più antiberlusconiano del globo politico, è diventato il simbolo di una stagione politica. Era dicembre 2010 quando Domenico Scilipoti, medico siciliano specializzato in ginecologia, decideva, insieme con due colleghi di centrosinistra (Calearo e Cesaro), di sostenere l’esecutivo del Cavaliere neutralizzando la mozione di sfiducia presentata da Gianfranco Fini e company. Ovviamente ha subito una variegata serie di insulti e minacce, tanto da dover girare con la scorta. Il suo nome è stato usato (e ancora lo è) spregiativamente per definire i voltagabbana. «Scilipotismo» è stato anche inserito nel dizionario Treccani.

Registrazione di Scilipoti a Un Giorno da Pecora Registrazione di Scilipoti a Un Giorno da Pecora

 

Ma le cose cambiano e ora che è Renzi a raccogliere transfughi e opportunisti, Scilipoti ha la sua rivincita. Dove sono finiti tutti quei parlamentari che anni fa stigmatizzavano il passaggio dei deputati da sinistra a destra? Perché adesso non dicono una parola sul fatto che il governo raccoglie voti dovunque pur di approvare le riforme? Scilipoti gongola ma non vuole stravincere, anche se più di un parlamentare, dice, «mi ha chiesto scusa».

 

scilipoti consiglio nazionale forza italia foto lapresse scilipoti consiglio nazionale forza italia foto lapresse

Senatore Scilipoti, è stato attaccato duramente nel 2010 per essere passato dall’Idv a Berlusconi. In questi due anni più di 200 parlamentari hanno cambiato partito ma nessuno dice niente. È amareggiato?

«Nel 2010 ho deciso di privilegiare l’interesse del Paese rispetto a quello del mio partito, ora invece le scelte di tanti parlamentari sono dettate dal tentativo di garantirsi le proprie posizioni».

 

Rifarebbe quello che ha fatto?

«Certo. All’epoca per combattere Berlusconi rischiavamo di vendere l’Italia ai poteri forti. Me ne hanno dette di tutti i colori ma la storia mi ha dato ragione. Ricordo che dopo Berlusconi è arrivato il governo Monti, poi Letta e Renzi».

BERLUSCONI E SCILIPOTI IN SENATO PER LA FIDUCIA AL GOVERNO LETTA FOTO LAPRESSE BERLUSCONI E SCILIPOTI IN SENATO PER LA FIDUCIA AL GOVERNO LETTA FOTO LAPRESSE

 

 

Quindi il termine «scilipotismo» dovrebbe essere rivisto...

«Dovrebbe essere usato in positivo. Se ci fossero tanti Scilipoti non ci sarebbe il governo Renzi. La Costituzione non può essere modificata da una piccolossima parte del Parlamento».

 

Ce la farà Renzi a far approvare le nuove norme?

«Molti parlamentari non hanno né arte né parte. Tanti già dicono: "Io voterei no, ma il partito...". Credo che le minacce di Renzi di tornare al voto nel caso di fallimento delle riforme funzioneranno».

 

Ora che tutti fanno gli «Scilipoti», si aspettava delle scuse?

SCILIPOTI E IL MANIFESTO SULLA MORTE DELLA DEMOCRAZIA SCILIPOTI E IL MANIFESTO SULLA MORTE DELLA DEMOCRAZIA

«L’ha scritto anche Travaglio, che dovrebbero scusarsi tutti».

 

E se Forza Italia decidesse di cambiare idea e di sostenere Renzi, lei che farebbe?

«Mi comporterei come ho fatto nel 2010, lascerei il partito».

 

Ma qualcuno le ha chiesto scusa veramente?

«Certo, molti cittadini. Uno a Palermo mi ha detto "Mi scuso per quello che ho pensato su di lei". Tanti sostengono che certi giornalisti mi hanno dipinto male. È vero. Io continuo a fare le stesse battaglie: contro l’usura bancaria, l’anatocismo, al fianco delle vittime».

 

Si è scusato anche qualche suo collega?

SCILIPOTI DAVANTI AL TRIBUNALE DI MILANO SOTTO LA GIGANTOGRAFIA DI FALCONE E BORSELLINO SCILIPOTI DAVANTI AL TRIBUNALE DI MILANO SOTTO LA GIGANTOGRAFIA DI FALCONE E BORSELLINO

«Più di uno, in modo trasversale, da Forza Italia al Pd».

 

Oltre agli insulti, ci sono state anche denunce e inchieste sulla «compravendita» di parlamentari. Di Pietro presentò un esposto.

«Di Pietro era ossessionato da Berlusconi. La magistratura, invece, ha fatto bene a verificare ma nel mio caso il tempo è stato galantuomo».

 

Quindi non sono «responsabili», come il gruppo che fondò lei anni fa, quelli che sono stati eletti con partiti che stanno all’opposizione ma sostengono il premier...

Scilipoti rieletto anche stavolta qui con Quagliarielloarticle Scilipoti rieletto anche stavolta qui con Quagliarielloarticle

«Essere responsabili significa avere atteggiamenti responsabili, come me nel 2010, e non soccorrere il governo. Io sono rimasto dove sono andato 5 anni fa. E pensare che all’epoca l’Unità titolava "Governo Scilipoti". Tutto si concentrò su di me. Le mie battaglie contro le banche, contro le grandi farmaceutiche, contro le lobby furono utilizzate in modo strumentale. La verità è che Scilipoti stava diventando pericoloso perché veniva dal nulla. Mi fecero passare come uno che non sapeva fare niente e che voleva solo evitare di perdere la poltrona. Non è stato così».

Scilipoti Scilipoti

 

Una bella rivincita.

«Mi viene in mente che a quell’epoca mio figlio non voleva più andare a scuola, tanto era il clamore su di me. Mia moglie è riuscita a sostenerlo. Ora sa che suo padre non è quello descritto da tanti ma un galantuomo. Il buon cristiano deve avere la voglia di aspettare e sopportare».

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…