DA MERLO A GRILLO, DUE PASSI NELL’OSTRUZIONISMO - CHE RIDERE VEDERE I GRILLINI, ALFIERI DELLA DEMOCRAZIA LIQUIDA E DEL VOTO ISTANTANEO ONLINE, MARCIARE PER DIFENDERE L’INUTILE PRATICA DEL “CATENACCIO” PARLAMENTARE

Francesco Merlo per “La Repubblica

 

maria elena boschi imbronciatamaria elena boschi imbronciata

Che nel museo della rottamazione vada a finire anche l’ostruzionismo parlamentare non è un colpo di stato ma una festa di liberazione. Dopo sessant’anni infatti la scienza del perdere tempo, dell’imbrigliare per imbrogliare, dell’emendare per impantanare non è più un’arma in difesa dello Stato di diritto e delle istituzioni.

 

L’ostruzionismo non è più la reazione estrema ma nobile alle violazioni delle libertà personali, alle leggi-truffa, ai soprusi della polizia di classe, a tutte le mille diavolerie antidemocratiche della Prima repubblica.
 

l opposizione marcia fino al quirinale in difesa dell ostruzionismol opposizione marcia fino al quirinale in difesa dell ostruzionismo

E che non sia in gioco la democrazia, che la decisione di contingentare i tempi per votare al più presto la riforma del Senato non sia né un attentato alla Costituzione né un anticipo di autoritarismo lo si capisce dal tono scanzonato e irreale di quel corteo di protesta che al grido grillesco rilanciato via Facebook “dittatura dittatura, così uccidono la democrazia”, ieri si è incamminato dal Senato verso il Quirinale.

 

Più che una marcia, sembrava un footing dietetico, ovviamente legittimo come protesta pacifica, ma certo era paradossale vedere i fanti della democrazia liquida difendere la democrazia pesante, la pratica più antica e meno trasparente della vecchia Italia, l’ostruzionismo come catenaccio, l’opposto del referendum lampo inventato dalla Casaleggio associati.
 

grillini alla cameragrillini alla camera

Dunque ieri sera i giovani recitavano il ruolo dei vecchi, gli innovatori si degradavano a conservatori, i partigiani di Grillo, i girondini arrabbiati, indossavano le giacche e le cravatte dei professionisti della politica, intonavano slogan feroci ma con l’aria impiegatizia, senza crederci, “tanto pe’ cantà”, concetti inadatti alla difesa dei colletti bianchi del parlamentarismo, dei tecnici dell’emendamento, specialisti del cavillo, acrobati del comma opaco, professori di quel rinvio che fu l’antropologia della partitocrazia italiana, la bonaccia delle Antille, il guardarsi a distanza per non risolvere mai nulla…

 

3 l opposizione marcia fino al quirinale in difesa dell ostruzionismo3 l opposizione marcia fino al quirinale in difesa dell ostruzionismo

In quel corteo, che è stato subito rabbonito e incartato dalla sapienza e dall’esperienza di Donato Marra — «assicuro piena attenzione » è stato il suo salamelecco — non c’erano né i vecchi democristiani né i vecchi comunisti e neppure i radicali che ancora sono i custodi del daimon dell’ostruzionismo, del suo soffio vitale, ma c’erano i cinque stelle Di Stefano, Di Battista, Giarrusso, Taverna, con un nastro tricolore al braccio, e la compagna De Petris di Sel, e il secessionista Centinaio della Lega Nord…

 

2 l opposizione marcia fino al quirinale in difesa dell ostruzionismo2 l opposizione marcia fino al quirinale in difesa dell ostruzionismo

Insomma una simpatica “armata brancaleone” dell’eloquio-sproloquio: «Ora lo scontro si sposta nella piazza», «questa riforma è un crimine», «Renzi pensa che il Senato sia come Gaza», «fermiamo il golpe», «non era mai accaduto nella storia», «cosa manca per dire dittatura? », «osserviamo un minuto di silenzio contro la ferita inferta alla democrazia».

 

E tutta questa retorica è stata sventagliata in nome dell’ostruzionismo parlamentare, non per un progetto di Senato diverso, per una riforma migliore legge contro legge, ma per la libertà di bloccare l’orologio della democrazia, rallentare la velocità del diritto, “ghigliottinare” l’istituzione, catturare il Parlamento nella tagliola del vaniloquio, della parola come espediente, per annegare le riforme nella logorrea.
 

AULA SENATOAULA SENATO

Oggi i tempi contingentati non sono più offese alla libertà, ma sono quelli essenziali della Leopolda, quattro minuti a testa per non trasformare la democrazia in chiacchiera. Alla stessa maniera è stata regolata la Convention della Rai. E limitano i tempi gli accademici della Crusca e i congressi della Cgil; persino nelle riunioni di condominio il cronometro è un’igiene del pensiero. Non ci riescono solo i talk show televisivi che sono infatti chiamati pollai perché anziché chiarire confondono, invece di spiegare complicano.
 

grillo e casaleggio al consolato americano di milanogrillo e casaleggio al consolato americano di milano

Non rifarò qui la lunga storia italiana del filibustering inglese, dei cappuccini di Pannella che una volta quasi svenne alla dodicesima ora e del record di Boato che andò avanti per diciotto ore e cinque minuti. Quell’ostruzionismo che in passato era una valvola di sicurezza, l’eccesso come sfiatatoio, oggi è diventato il suo opposto: l’eloquenza in apnea è intossicazione, l’antico virtuosismo parlamentare è ormai il peggiore vizio parlamentarista.

LA MANO DI RENZI SULLA SCHIENA DI MARIA ELENA BOSCHILA MANO DI RENZI SULLA SCHIENA DI MARIA ELENA BOSCHI

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO, POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…