MINCHIA, SIGNOR SOVRINTENDENTE - FRANCESCHINI PUÒ ATTENDERE: DIETRO LO STOP AL RIORDINO DEI BENI CULTURALI, L’ALLERGIA DI RENZI NEI CONFRONTI DEI FUNZIONARI DELEGATI A TUTELARE IL NOSTRO PATRIMONIO (“SOVRINTENDENTE È UNA DELLE PAROLE PIÙ BRUTTE DELLA BUROCRAZIA”)

Gian Antonio Stella per “Il Corriere della Sera

dario franceschinidario franceschini

 

«Sovrintendente è una delle parole più brutte di tutto il vocabolario della burocrazia. È una di quelle parole che suonano grigie. Stritola entusiasmo e fantasia fin dalla terza sillaba. Sovrintendente de che? Sovrintendente, sottintendente, mezzintendente...».


Bastano queste parole sferzanti, scritte nel suo libro Stil novo, a riassumere l’opinione che Matteo Renzi ha di quella che chiama «casta delle sacerdotesse e dei sacerdoti delle sovrintendenze», visti come «persone in genere molto perbene, molto preparate, molto qualificate» però sorde all’idea che «la cultura dovrebbe essere il baluardo di una sfida identitaria. Ma anche una scommessa economica in grado di creare posti di lavoro, di far crescere la platea di utenti...».

 

Insomma, più un intralcio talebano a ogni iniziativa dal vago odorino di «modernità» che una preziosa fonte di collaborazione sull’obiettivo di custodire con amore i tesori artistici e monumentali e insieme aprire il Paese, con giudizio, al boom del turismo mondiale. E ricavarne quelle risorse utili proprio per conservare, scavare, riparare, restaurare ...

matteo renzimatteo renzi


Quanto abbia pesato questa sua allergia alla sacralità di tanti lacci e lacciuoli sullo stop alla riforma dei Beni culturali portata in Consiglio dei ministri da Dario Franceschini, riforma che non sarebbe sufficientemente netta nel limitare i «poteri di interdizione» dei funzionari delegati a tutelare il nostro patrimonio, non si sa.

 

Né è chiaro se possa aver davvero pesato sul premier, come ammiccano gli antipatizzanti, l’impressione d’una riforma «non renziana» (come ha scritto tessendo qualche elogio Tomaso Montanari) e di un «eccesso d’autonomia» dello stesso Franceschini. Lui, si capisce, minimizza: è normale che quando si porta un progetto all’esame di un organo collegiale ci si prenda il tempo di parlarne insieme. Vedremo...


Fatto sta che, dopo essere stato rinviato dal dicembre scorso ad oggi a causa della caduta del governo Letta e della rimozione di Bray quando il suo progetto era quasi pronto, il riordino dei Beni culturali imposto dalla spending review rischia ora, con l’accavallarsi di altre urgenze e altre risse e con l’incombere del Generale Agosto, di slittare all’autunno. Dopo di che, chissà...
 

carlo cottarelli carlo cottarelli

Guai, se accadesse. Sia gli uni sia gli altri, infatti, su un punto devono essere d’accordo: dopo rimaneggiamenti che non hanno portato a una maggiore efficienza della macchina ma al contrario ne hanno ulteriormente ingrippato i meccanismi, il ministero dei Beni culturali dev’essere assolutamente sistemato.


Quello, per noi, è un ministero chiave. Con l’ingresso delle Langhe, abbiamo rafforzato la nostra leadership assoluta tra i Paesi con più siti protetti dall’Unesco. Il Mezzogiorno, col nuovo arrivo delle grandi processioni rituali, ne ha da solo 17. Quanti la Grecia, la nazione madre europea. Il doppio dell’Austria o dell’Argentina.
 

Ministro Beni Culturali Massimo Bray Ministro Beni Culturali Massimo Bray

È una fortuna, ma anche una responsabilità: non si tiene così Pompei, non si spreca così la Reggia di Caserta dai visitatori dimezzati, non si lasciano a terra per mesi le macerie del castello di Frinco. Essere i primi ci impone di trovare il modo di tenere insieme la bellezza, la piena e premurosa tutela di queste ricchezze e una corretta gestione anche economica di un’eredità che non può essere un peso ma deve essere anche una risorsa. Servono nuove professionalità? Nuove freschezze? Nuove idee? Avanti! Purché siamo d’accordo su una cosa: non siamo i «padroni» dei nostri tesori. Siamo solo i custodi. E l’obiettivo principale non può essere quello di fare cassa. Neppure con questi chiari di luna... 

enrico letta x enrico letta x

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