1. OGGI, RIFORMA A TAPPE FORZATE E PISTOLA ALLA TEMPIA. MA GIÀ A SETTEMBRE I SENATORI POTRANNO VENDICARSI DELLO SCRANNO PERDUTO SULLA PRIMA LEGGE CARA A RENZI 2. MAGARI A COMINCIARE DA QUELLA RIFORMA DEL LAVORO CHE IN AUTUNNO DOVRÀ DECOLLARE PER FORZA, PENA L’EURO-CICCHETTO SU QUESTI ITALIANI CHIACCHIERE E DISTINTIVO 3. E IL SENATO DEI ROTTAMANDI RIENTRERÀ IN GIOCO ANCHE DOPO IL SEMESTRE UE, QUANDO CON LE DIMISSIONI DI RE GIORGIO SI DOVRÀ TROVARE UN NUOVO CAPO DELLO STATO 4. BERLUSCA E RENZIE VOGLIONO SCEGLIERSELO COSÌ E VOGLIONO CHE SIA DONNA. L’EX CAVALIERE PENSA ALLA BONINO. MATTEUCCIO ALLA PINOTTI, IN MEZZO LA FINOCCHIARO 5. L’ALTERNATIVA È ROMPERE COL BANANA E ANDARE AL VOTO IL PRIMA POSSIBILE, PER FAR SCEGLIERE IL NUOVO INQUILINO DEL QUIRINALE A UN PARLAMENTO MOLTO PIÙ RENZIANO

DAGOREPORT

Giorgio  Napolitano Giorgio Napolitano

 

Imparare a fare i conti con il Senato di oggi, anche per l’elezione del prossimo presidente della Repubblica. Il dibattito a tappe forzate sulla riforma Boschi rischia di produrre un’illusione ottica parecchio pericolosa: quella di un Senato che scompare insieme all’approvazione – in prima lettura – della riforma tanto cara al governo Renzie.

 

E invece, dopo un agosto passato a lavorare con la pistola puntata alla tempia, Palazzo Madama si riprenderà i suoi spazi e, chi lo desidera, avrà tempo e modo di vendicarsi per le vacanze buttate a mare e per il seggio destinato a scomparire.

 

MATTEO RENZIMATTEO RENZI

Si tratta solo di aspettare la prima legge cara a Renzie e di provare a impallinarla. Magari a cominciare da quella riforma del lavoro che in autunno dovrà decollare per forza, pena l’euro-cicchetto su questi italiani tutti chiacchiere e distintivo.

 

Ma l’Europa incide ancora più pesantemente sull’agenda politica romana, perché il 31 dicembre finirà il semestre di presidenza italiano e da quel momento ogni giorno sarà buono per le dimissioni di Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato, infatti, con le riforme del Senato e della legge elettorale ormai avviate, potrebbe interrompere il suo secondo, eccezionale, settennato.   

 

SILVIO BERLUSCONI ALLUSCITA DALLA SACRA FAMIGLIA DI CESANO BOSCONE SILVIO BERLUSCONI ALLUSCITA DALLA SACRA FAMIGLIA DI CESANO BOSCONE

A scegliere il suo erede sarebbero le vecchie Camere. Sì, anche quel Senato che oggi sembra soltanto un consesso da rottamare. Una soluzione che va benissimo a Silvio Berlusconi, che nel Parlamento attuale ha i numeri generosi. Numeri per contare nella scelta e accordarsi con l’amico Renzie. Ma chissà quanti senatori oggi divorati dall’ulcera sono pronti alle alleanze più incredibili per vendicarsi della riforma in votazione in questi giorni.

 

Nell’accordo del Nazareno pare che ci sia anche l’idea di eleggere una donna al posto di Napolitano, idea che piacerebbe allo stesso presidente attuale. Nonostante le ripetizioni private di simpatia di Gad Lerner, la Boldrinmeier continua a non piacere né a Berlusconi né a Pittibimbo. E così la terza carica dello Stato è fuori dai giochi.

 

quirinale salone corazzieri quir quirinale salone corazzieri quir

All’ex Cavaliere garba sempre Emma Bonino, che vent’anni fa fu commissario europeo per sua scelta e ha il pregio di non averlo mai attaccato sulle sue magagne giudiziarie. A Renzie invece non dispiacerebbe “miracolare” la ministra Roberta Pinotti, con la quale avrebbe di certo vita facile al Quirinale, ma deve guardarsi dal seguito che ancora ha in Senato la piddina Anna Finocchiaro, ex dalemiana rispettata da tutti.

 

Tuttavia, proprio per evitare possibili vendette di un Senato “umiliato”, tra i renziani c’è chi suggerisce al “Capo” una strada diversa, e che certo non piacerebbe al Banana. L’idea è quella di andare a votare prima possibile, in modo che siano le nuove Camere a scegliere il successore di Re Giorgio. Si voterebbe con il vecchio Mattarellum, “rivisitato” dalla Consulta, e uscirebbero truppe più facili da controllare per Pittibimbo. Il problema, anche per rompere con Berlusconi, è quello di trovare una scusa presentabile.  

AULA SENATOAULA SENATO

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