L’ORA DEL POMPINO - UNA FELLATIO LETTERARIA TRA DUE RAGAZZI GAY, DAL LIBRO “SEI COME SEI” DEL PREMIO STREGA MELANIA MAZZUCCO, LETTA NEL LICEO ROMANO GIULIO CESARE SCATENA GENITORI E GRUPPI D’ESTREMA DESTRA

1 - SE C'È IL SESSO GAY NEL LIBRO DA LEGGERE IN CLASSE
Grazia Longo per "La Stampa"

Il libro dello scandalo è un romanzo di crescita adolescenziale, scritto dal premio Strega Melania Mazzucco, edito dalla prestigiosa Einaudi, e letto in due classi dagli alunni del liceo classico Giulio Cesare di Roma. A pagina 126 di Sei come sei viene descritto un rapporto orale tra due ragazzini che ha scatenato un putiferio.

Per capirci: una denuncia in Procura per «oscenità» e «corruzione di minori», la preside allineata con orgoglio accanto ai due docenti, gli studenti schierati al loro fianco e la scrittrice che si definisce sbigottita e dispiaciuta. Ma davvero un libro proposto contro il bullismo e in difesa del rispetto delle persone al di là dell'identità sessuale può essere ritenuto «pornografico»? La scuola non ha forse il dovere di educare ai valori di eguaglianza e reciprocità?

Il dibattito è aperto, ma purtroppo si è già verificato un primo, brutto, incidente. Blitz omofobo, ieri mattina davanti al Giulio Cesare (il liceo di Antonello Venditti, celebrato nella canzone Notte prima degli esami). Giovani militanti di «Lotta studentesca» - gruppo vicino a Forza Nuova - hanno esposto uno striscione contornato da bandiere e fumogeni gialli con parole a dir poco allarmanti. Eccole: «Maschi selvatici, non checche isteriche». Non finisce qui: il collettivo di destra «Rotta di collisione» ha esposto un lenzuolo con la scritta «Emergenza omofollia».

Le reazioni non si sono fatte attendere. La preside dell'istituto, Micaela Ricciardi, non ha dubbi: «È desolante assistere a una violenza come quella dei ragazzi di estrema destra. Non dimentichiamo che proprio a Roma si sono registrati suicidi di giovanissimi omosessuali». La preside, al di là degli aspetti socio-educativi, pone anche un'altra questione, squisitamente letteraria: «Abbiamo mai bandito dalle scuole le poesie di Catullo o di Saffo, notoriamente omosessuali? E che dire del Satyricon di Petronio? A proposito di "pruderie", dovremmo allora eliminare dal programma Lolita di Nabokov?».

Le classi coinvolte dal laboratorio di lettura sono due quinte ginnasio, età tra i 14 e 16 anni, che hanno letto il libro a Natale e poi hanno elaborato un saggio analizzando anche un testo di papa Francesco che riportava le sue parole - «Chi sono io per giudicare?» - a proposito di omosessualità. «Possibile che il Papa in persona sia più progressista di molti cattolici integralisti?» si domanda ancora la professoressa Ricciardi. A sollevare il polverone a suon di carte bollate sono state le associazioni «Giuristi per la Vita» e «Pro Vita Onlus».

«Quel libro rivela un chiaro contenuto pornografico - accusa il presidente di Giuristi per la vita, Gianfranco Amato -. E tra l'altro è tutto fortemente ideologico, perché oltre alla relazione tra i due gay c'è anche la vicenda della fecondazione assistita grazie a un utero in affitto. Questa non è la normalità e la scuola non può assolutamente sostituirsi alle famiglie nell'educazione dei ragazzi».

Questi ultimi si rivelano assai più maturi di quanto si possa immaginare. Gli studenti delle due classi che hanno letto il libro si sono confrontati in assemblea esponendo idee contrastanti ma non per questo in conflitto. «Non tutti eravamo d'accordo sulla storia dei due padri gay - esordisce una ragazza davanti ai cancelli del liceo - ma queste sono opinioni personali. Nessuno ci ha obbligati a leggere il libro e non ci siamo soffermati più di tanto sulla pagina incriminata».

Un altro studente aggiunge che «semmai è stato istruttivo discutere di famiglie diverse da quelle più tradizionali». Una lettera degli studenti sarà presto consegnata in Procura a difesa del laboratorio di lettura.
Secondo Melania Mazzucco, «leggere romanzi che parlano di cose reali e di temi anche complessi della nostra vita non ha mai corrotto nessuno. Il compito di un romanzo è anche quello di far riflettere sul mondo che ci circonda.

Dare agli studenti gli strumenti per capire il mondo e sé stessi, anche con un libro, è proprio l'esempio di cosa significhi svolgere correttamente il proprio mestiere di insegnanti». E ancora: «Trovo del tutto pretestuosa l'accusa di oscenità a un romanzo che parla, semplicemente, di famiglia e d'amore, e ridicola l'accusa rivolta ai docenti».
Il libro dello scandalo è un romanzo di crescita adolescenziale, scritto dal premio Strega Melania Mazzucco, edito dalla prestigiosa Einaudi, e letto in due classi dagli alunni del liceo classico Giulio Cesare di Roma.A pagina 126 di Sei come sei viene descritto un rapporto orale tra due ragazzini che ha scatenato un putiferio.

Per capirci: una denuncia in Procura per «oscenità» e «corruzione di minori», la preside allineata con orgoglio accanto ai due docenti, gli studenti schierati al loro fianco e la scrittrice che si definisce sbigottita e dispiaciuta. Ma davvero un libro proposto contro il bullismo e in difesa del rispetto delle persone al di là dell'identità sessuale può essere ritenuto «pornografico»? La scuola non ha forse il dovere di educare ai valori di eguaglianza e reciprocità?

Il dibattito è aperto, ma purtroppo si è già verificato un primo, brutto, incidente. Blitz omofobo, ieri mattina davanti al Giulio Cesare (il liceo di Antonello Venditti, celebrato nella canzone Notte prima degli esami). Giovani militanti di «Lotta studentesca» - gruppo vicino a Forza Nuova - hanno esposto uno striscione contornato da bandiere e fumogeni gialli con parole a dir poco allarmanti. Eccole: «Maschi selvatici, non checche isteriche». Non finisce qui: il collettivo di destra «Rotta di collisione» ha esposto un lenzuolo con la scritta «Emergenza omofollia».

Le reazioni non si sono fatte attendere. La preside dell'istituto, Micaela Ricciardi, non ha dubbi: «È desolante assistere a una violenza come quella dei ragazzi di estrema destra. Non dimentichiamo che proprio a Roma si sono registrati suicidi di giovanissimi omosessuali». La preside, al di là degli aspetti socio-educativi, pone anche un'altra questione, squisitamente letteraria: «Abbiamo mai bandito dalle scuole le poesie di Catullo o di Saffo, notoriamente omosessuali? E che dire del Satyricon di Petronio? A proposito di "pruderie", dovremmo allora eliminare dal programma Lolita di Nabokov?».

Le classi coinvolte dal laboratorio di lettura sono due quinte ginnasio, età tra i 14 e 16 anni, che hanno letto il libro a Natale e poi hanno elaborato un saggio analizzando anche un testo di papa Francesco che riportava le sue parole - «Chi sono io per giudicare?» - a proposito di omosessualità. «Possibile che il Papa in persona sia più progressista di molti cattolici integralisti?» si domanda ancora la professoressa Ricciardi.

A sollevare il polverone a suon di carte bollate sono state le associazioni «Giuristi per la Vita» e «Pro Vita Onlus». «Quel libro rivela un chiaro contenuto pornografico - accusa il presidente di Giuristi per la vita, Gianfranco Amato -. E tra l'altro è tutto fortemente ideologico, perché oltre alla relazione tra i due gay c'è anche la vicenda della fecondazione assistita grazie a un utero in affitto. Questa non è la normalità e la scuola non può assolutamente sostituirsi alle famiglie nell'educazione dei ragazzi».

Questi ultimi si rivelano assai più maturi di quanto si possa immaginare. Gli studenti delle due classi che hanno letto il libro si sono confrontati in assemblea esponendo idee contrastanti ma non per questo in conflitto. «Non tutti eravamo d'accordo sulla storia dei due padri gay - esordisce una ragazza davanti ai cancelli del liceo - ma queste sono opinioni personali. Nessuno ci ha obbligati a leggere il libro e non ci siamo soffermati più di tanto sulla pagina incriminata».

Un altro studente aggiunge che «semmai è stato istruttivo discutere di famiglie diverse da quelle più tradizionali». Una lettera degli studenti sarà presto consegnata in Procura a difesa del laboratorio di lettura.
Secondo Melania Mazzucco, «leggere romanzi che parlano di cose reali e di temi anche complessi della nostra vita non ha mai corrotto nessuno. Il compito di un romanzo è anche quello di far riflettere sul mondo che ci circonda.

Dare agli studenti gli strumenti per capire il mondo e sé stessi, anche con un libro, è proprio l'esempio di cosa significhi svolgere correttamente il proprio mestiere di insegnanti». E ancora: «Trovo del tutto pretestuosa l'accusa di oscenità a un romanzo che parla, semplicemente, di famiglia e d'amore, e ridicola l'accusa rivolta ai docenti».

2. IL MIO LIBRO MESSO ALL'INDICE
Melania Mazzucco per "la Repubblica"

Non pensate che questa storiaccia romana riguardi solo un romanzo, i professori del liceo classico Giulio Cesare, qualche censore benpensante e un manipolo di militanti di estrema destra. Riguarda e coinvolge tutti quelli che credono che in questo paese si abbia ancora il diritto di scrivere di tutto, di informare, e di dare ai ragazzi gli strumenti per elaborare delle opinioni, per riflettere sul mondo e su di sé, per discutere di pregiudizi, paure e discriminazioni - insomma di scegliere il loro futuro e vivere con libertà.

La minaccia di denuncia penale agli insegnanti che hanno osato far leggere il mio Sei come sei agli studenti, nell'ambito del programma ministeriale di educazione al contrasto dell'omofobia, è un atto di grave intimidazione squadrista, che merita di essere preso sul serio.

Non per l'accusa ridicola di oscenità rivolta al romanzo, che conterrebbe scene pornografiche inadatte alla lettura di minorenni. Nel romanzo si parla anche di sesso. Con realismo, perché la storia lo pretende. Ma non c'è nulla che possa turbare un ragazzo del 2014, che su internet avrà avuto modo di informarsi con molta meno fatica circa l'arte amatoria. Del resto, se studia biologia, avrà già imparato che in natura non necessariamente la generazione ha bisogno di esemplari di sesso diverso, che cosa sono le creature ermafrodite, e via dicendo.

Se studia latino, leggerà a scuola gli epigrammi di Catullo e Marziale, e scoprirà il significato della parola fellatio. Se legge l'Eneide, scoprirà che due ragazzi possono amarsi; se legge la Divina Commedia, che nel Medioevo un sodomita poteva essere considerato il migliore degli insegnanti... Insomma, proprio in classe la letteratura gli potrà sembrare non solo un dovere, ma una finestra sulla varietà del mondo, e gli insegnerà a capirlo, e immaginarlo.

Però sono convinta che la vera ragione dell'accusa e del tentativo di censurare il romanzo non sia quella che viene proclamata. Questa è solo un pretesto. Ciò che scandalizza davvero di Sei come sei non è l'oscenità, ma proprio il contrario. Cioè l'assoluta normalità della famiglia di Eva, dei suoi genitori (due uomini), dei sentimenti che li legano fra loro e alla loro figlia. Voluta, cercata e amata.

È la normalità del loro amore che risulta
oscena a chi crede di poter stabilire quale amore è lecito e quale non lo è, quale insieme di persone può essere definito famiglia e quale non può. Anzi, non deve. Per questo, si vuole che i ragazzi non leggano Sei come sei ; che non sappiano che si può amare in molti modi e vivere di conseguenza, e che per la legge una bambina come Eva è invisibile o clandestina.

I libri non bruciano da tempo, in Italia. L'Indice dei Libri non esiste più. È stato soppresso nel 1966 - l'anno in cui sono nata, libera. Era servito a impedire non tanto la circolazione di testi eretici, non conformi ai dogmi o giudicati pericolosi e nocivi alla salute dell'anima, quanto delle scoperte scientifiche, delle idee politiche e morali, e delle visioni del mondo che quei libri potevano diffondere.

È stato abolito perché l'elenco aveva finito per comprendere il meglio della letteratura e del pensiero occidentale, e i libri proibiti circolavano impunemente. Chi vuole impedire a un ragazzo di sedici anni di discutere Sei come sei non può impedirgli di informarsi altrove. Di incontrare nella realtà, e non in un libro, una Eva in carne e ossa, e le duecentomila e più famiglie italiane come la sua. Oggi si cerca di far credere che la letteratura sia solo un passatempo innocuo, un intrattenimento frivolo e quasi superfluo. Questa storiaccia brutta rende a un romanzo del XXI secolo l'onore di sentirsi utile - perfino necessario.

2 - LA PRESIDE: "A SCUOLA TANTI OUTING DOBBIAMO EDUCARE CONTRO L'OMOFOBIA"
S.G. per "la Repubblica"


«Ci accusano di divulgazione di materiale osceno perché venti righe in un libro raccontano un rapporto orale fra uomini. Allora, cosa dovremmo fare? Eliminare i versi di Saffo o di Catullo dal programma?».

Micaela Ricciardi, dirigente del liceo Giulio Cesare di Roma, difende la scelta delle docenti che hanno proposto la lettura di "Sei come sei". Una scelta che ha condiviso.

Perché proprio quel libro?
«Rientrava in un percorso di letture integrative per riflettere sui temi dell'attualità. E a scuola ci troviamo spesso di fronte a ragazzi che fanno outing, quindi ci sembrava un modo per affrontare la questione e ridurre il rischio di omofobia».

Il tema è delicato. Crede che il libro fosse adatto a ragazzi di 15 anni?
«Anche il modo in cui viene trattato è delicato. E credo fosse adatto all'età, perché la storia è narrata attraverso gli occhi di una ragazzina di 11 anni».

La denuncia sarebbe stata fatta dalle associazioni su impulso di alcuni genitori. Qualcuno era mai venuto a protestare da lei?
«Solo i genitori di una ragazza, a febbraio, mi avevano chiesto conto dell'iniziativa. Ma oggi (ieri ndr) mi hanno scritto una lettera prendendo le distanze dalla denuncia».

Il libro è stato letto a dicembre. Come mai solo ora è scoppiata la polemica?
«Mi sembra, e mi riferisco in particolare a Lotta studentesca, che si voglia solo cercare visibilità. Con un'azione, quella di ieri mattina, che condanniamo per le frasi offensive e intolleranti che l'hanno caratterizzata. Mi è sembrata una protesta strumentale e pretestuosa da parte di un gruppo di estrema destra in cerca di visibilità».

 

 

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