bernardini de pace

QUESTA LA VOGLIAMO SINDACO – “LADY ALIMENTI”, ALIAS ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, PRONTA PER MILANO: “SE FACESSI IL SINDACO LO FAREI BENISSIMO, NON SCAPPEREI TUTTI I WEEK END IN LIGURIA” – “CI VOGLIONO SPONSOR COME DELLA VALLE PER IL COLOSSEO” – “CONOSCO LE PERIFERIE. ANCHE SE HO L’AUTISTA GIRO MOLTO”

Pietro Senaldi per “Libero quotidiano

 

BERNARDINI DE PACE E ROBERTA BRUZZONEBERNARDINI DE PACE E ROBERTA BRUZZONE

«Non mi metta una brutta foto sennò la eviro…». Avvocato non mi dica, allora voi donne ce l' avete proprio tutte il complesso di castrazione… «Un po' sì. Ma poi castrazione di che? Oggi l' uomo ha perso tutta la sua maschiezza, tant' è che ho dovuto cambiare lavoro».

 

Fa l' avvocato dei mariti ora?

«Quando ho iniziato a fare la matrimonialista negli anni '80 le donne non avevano dignità, il giudice non le considerava. Ho iniziato una crociata. In studio avevo solo donne e il 95% dei clienti erano mogli».

 

Mi sembra che oggi la battaglia sia vinta, forse anche troppo…

silvana giacobini e anna maria bernardini de pacesilvana giacobini e anna maria bernardini de pace

«Il mio nome evoca terrore tra i mariti. Tutti pensano che io sia cattivissima ma non è così, sono giusta. Tant' è che oggi che i tribunali strapazzano i mariti, sono passata a difendere loro. Ormai rappresentano il 70% della mia clientela. Ho anche assunto due uomini».

 

Portano il caffè?

festa annamaria bernardini de pacefesta annamaria bernardini de pace

«In effetti sono utili quando c' è qualche fascicolo in alto o si deve spostare un tavolo. Al di là degli scherzi, sono indispensabili perché offrono l' altro punto di vista, magari sbagliato ma interessante».

 

Alla fine il divorzio punta sempre ai soldi ma è giusto rovinare un uomo perché non ama più o non lo si ama più?

«La maggior parte dei divorzi è dovuta al tradimento di lui, perché alla fine tutti gli uomini tradiscono, e i soldi servono a pagare il prezzo del dolore e a elaborare più velocemente il lutto rafforzando l' autostima. Il tradimento è cosa grave, so cosa dico, l' ho subito due volte».

 

Ha perdonato?

«Mai, ho cacciato di casa all' istante. Nel lavoro e negli affetti pretendo l' esclusiva. Infatti da qualche anno sono single, ora mi diletto con fidanzati occasionali. No, non toy boy, si levi quella faccia».

67 anni compleanno annamaria bernardini de pace 67 anni compleanno annamaria bernardini de pace

 

E il suo genero degenero, Raul Bova, l' ha perdonato?

«Non si perdona, il perdono è ipocrita, perché tanto non si dimentica. Mio genero poi non si è assunto le sue responsabilità. Se non stava bene doveva aprire una crisi e mettere mia figlia in condizioni di reagire, magari di competere con la rivale. Conosceva le regole della casa. E poi mi ha pure querelato…».

 

Non fu leggera, gli scrisse una pubblica lettera di fuoco…

«Non era diretta a lui. Ho scritto 15 lettere sui rapporti famigliari. In quella della suocera al genero fedifrago rivivevo i tradimenti che ho subito io, c' erano la mia rabbia e le mie emozioni. Le persone tradiscono, non risolvono il senso di colpa e lo trasformano in aggressività verso la vittima rincarando la dose».

chiara giordano con la madre annamaria bernardini de pacechiara giordano con la madre annamaria bernardini de pace

 

Riferimento autobiografico?

«Non ho rimpianti né sensi di colpa. Ho solo una grande vergogna: fumo. Ma non riesco a smettere, ci ho provato tante volte».

 

Si vocifera di una tentazione…

«Sindaco di Milano? Me l' hanno proposto. Sono molto tentata, mi piacerebbe poter fare qualcosa di socialmente importante. Mi sto consultando e studio la pratica. Scioglierò le riserve, la sfida mi fa anche paura. D' altronde, senza la paura non esisterebbe il coraggio».

 

Cosa la spaventa?

«Significherebbe cambiare vita, rinunciare al lavoro e alle comodità che mi sono conquistata. Perché una cosa è certa: se facessi il sindaco, lo farei benissimo; non concepisco alternativa».

 

Ha un programma elettorale?

annamaria bernardini de pace  e stefano dambruosoannamaria bernardini de pace e stefano dambruoso

«Milano è la città guida dell' Italia, basta poco per farla diventare la nostra "ville lumière". Penso a sponsor per rilanciare le aree industriali abbandonate, a iniziative come quella di Della Valle al Colosseo».

 

Davvero conosce le periferie?

«Sì. Anche se con l' autista, giro molto. Milano ha bisogno di liberarsi della cappa di burocrazia che la soffoca. L' amministrazione Pisapia paralizza tutto, richiede autorizzazioni che non arrivano mai per fare dei lavori in casa. Ha alzato le tasse senza investire. Sopprime anziché incentivare. La gente va lasciata libera di organizzarsi la vita e mettere il bagno e la cucina dove ritiene».

 

Era meglio la Moratti?

annamaria bernardini de pace  chicco testa (2)annamaria bernardini de pace chicco testa (2)

«Non c' è paragone. Pisapia beneficia a livello d' immagine di progetti a cui era contrario, come l' Expo o i grattacieli. È la seconda moglie che gode del lavoro fatto dalla prima e si ritrova un marito perfetto».

 

Renzi la pensa come lei, vuol candidare Sala, il vice-Moratti…

«E questa è la dote migliore di Sala: da morattiano conosce i meccanismi interni ed è un buon manager. Infatti la sinistra non lo vuole, non sono certa che si candiderà, lo faranno saltare, per miopia ideologica e brama di potere. Spingono la Balzani, la Merkel dei Navigli. Anche se fosse eletto poi, non lo farebbero governare, resterebbe avviluppato dal buonismo e dalla scarsa praticità della sinistra».

 

Perché Sala va bene e la Moratti non piace più?

raoul bova divorzia da chiara giordano 0raoul bova divorzia da chiara giordano 0

«Milano è una città maschilista. A me dicono che sono un avvocato in gambe, non in gamba».

 

Sallusti è un rivale pericoloso?

«Troppo di parte, infatti i sondaggi lo penalizzano. Non sarebbe il sindaco di tutti. Io lo sarei, non scapperei in Liguria nei weekend, mi immergerei nella città».

 

Da quali partiti si farebbe sostenere?

«Da chi vuole ma resterei sganciata dai partiti. Mi piace il modello Marchini. Scenderei in campo per la città, non per una forza politica».

chiara giordano con la mamma annamaria bernardini de pace allanteprima di nessuno mi puo giudicare a roma fda0chiara giordano con la mamma annamaria bernardini de pace allanteprima di nessuno mi puo giudicare a roma fda0

 

Perché trovare candidati sindaco è così difficile?

«L'effetto Marino è devastante: tutti terrorizzati dalle figuracce».

 

Quale sarebbe il suo valore aggiunto da sindaco?

«La capacità relazionale coniugata alla volontà di non mediare su soluzioni abborracciate e alla pervicacia nell' inseguire l' obiettivo».

 

E gli assessori? Politici?

«Ascolterei i consigli ma non mi farei imporre nulla. Corro tra i lupi ma non con i lupi. E a buon intenditore, poche parole».

 

Ne vorrebbe tanti donna?

«Le donne vanno di moda in politica perché ormai gli uomini quando vogliono sembrare moderni, spingono una donna. Le strumentalizzano; un bel contrappasso, un tempo erano le donne a strumentalizzare gli uomini per far carriera».

giuseppe sala giuseppe sala

 

È stato Berlusconi il primo a sdoganarle…

«Sì, ma c' è rimasto sotto e oggi gli viene imputato come colpa anziché riconoscerglielo come merito».

 

Contro di lui una sentenza di divorzio ingiusta?

«Una sentenza a cui non si doveva arrivare. Lì avrei cercato l' accordo. La moglie ha accettato il tradimento a lungo; un recente giudizio della Cassazione ha assolto un marito perché la moglie aveva accettato per anni le botte senza ribellarsi».

 

È stata una sentenza punitiva?

«Lei lo dice, io lo penso».

 

Passiamole in rassegna, le donne della politica: Boldrini?

«Non è un' eccellenza femminile. Mortifica la femminilità con battaglie inutili. Vuol essere chiamata presidenta e vuol chiamarmi avvocata. Vola basso, spreca energie».

 

Madia?

«Ministro per caso. Nella migliore delle ipotesi».

 

Boschi?

«Bella e intelligente, non credo spontanea. Con tutti i costituzionalisti che ci sono, affidarle le Riforme è stato audace. Speriamo dia buoni frutti. Le lancio una provocazione».

PISAPIA CANTONE PISAPIA CANTONE

 

Prego…

«Se ci tiene ai diritti dei gay, che io preferisco chiamare omoaffettivi, perché non inserisce in Costituzione l' uguaglianza d' orientamento sessuale? Così le nozze gay diventerebbero legali e il ministro passerebbe dalle buone intenzioni ai fatti».

 

Carfagna?

«Mi piace. Faceva la soubrette, ha saputo reinventarsi. In tv ha dato lezioni di coerenza, piglio e razionalità alle maestrine Costamagna e Bignardi. Si è focalizzata sui diritti delle donne e ha ottenuto risultati».

 

Meloni?

«Brava, ha dato al suo partito un' identità forte. Le manca il phisique du role. Quell' accento fuori dal raccordo anulare nun se po sentì».

alerssandro sallusti daniela santanchealerssandro sallusti daniela santanche

 

Santanché?

«Ha la politica nel sangue, è bravissima nel polemizzare ma si è scelta un abito non adeguato alla sua intelligenza».

 

Il berlusconismo è finito?

«Non credo proprio, visto che c' è Renzi, ossia un berlusconismo di serie B travestito da sinistra».

 

E il centrodestra come sta?

davide mengacci mara carfagna  6davide mengacci mara carfagna 6

«È in crisi d' identità. Salvini e Meloni ci provano con gli slogan ma il centrodestra resta una macedonia di entità che devono mettersi insieme per esistere».

 

Libertà di sparare ai ladri che ci entrano in casa quindi?

«Certo, all' americana. Ma io la chiamerei libertà di difendere se stessi, i propri cari e i propri averi, in altre parole legittima difesa».

 

Sottoscrive il titolo "Bastardi islamici"?

«Aggiungerei "Bastardo anche chi critica il titolo". Basta ipocrisie sulla ferocia islamica. Il vostro direttore è fra i giornalisti che più stimo, perché è leale, preparato, non si fa comandare e sa tutelare le proprie firme. Ho scritto per lui e lo so».

catherine colonna laura boldrinicatherine colonna laura boldrini

 

Già che lei è un po' giornalista...

«Un po'? Mi chiese di scrivere Montanelli, cercandomi per giorni.

Io non rispondevo perché pensavo fosse uno scherzo. Mi raggiunse al telefono un sabato e sbottai "ora mi dici chi sei, voglio sapere chi mi prende per il culo". "Mi piacerebbe farlo, signora, ma non è uno scherzo". La risposta ardita di un genio».

 

Travaglio se ne crede l' erede...

«Non legittimo. Montanelli era più in buona fede e più amante della verità oggettiva».

 

feltrifeltri

Cosa pensa del nuovo direttore di Repubblica?

«Ho seguito la vicenda di suo padre, un omicidio indegno. Come notista politico era bravissimo. Ora che guida una corazzata mi aspetto altrettanta sostanza anche come direttore».

 

Sallusti?

«Ci ho avuto da ridire perché ha fatto scrivere una signora su un argomento che era di mia stretta competenza e da allora non scrivo più per il Giornale».

 

Ci sarà uno che le piace?

«Dei vostri, Luca Telese, autore delle più belle cronache del processo a Bossetti. Si mette dalla parte del lettore, si stupisce dei giudici, è acuto. E poi Feltri, uno dei pochi dotato di maschiezza, diretto, si prende la responsabilità dei propri pensieri».

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…