RIEDUCARE L’ITALIA, ALTRO CHE BERLUSCONI! - ‘’LA RIEDUCAZIONE HA LA FUNZIONE DI REINSERIRE IL SOGGETTO IN SOCIETA’. MA B. IN SOCIETA’ SI E’ INSERITO FIN TROPPO. E’ LA SOCIETA’ A DOVER ESSERE RIEDUCATA”

Daniela Ranieri per ‘Il Fatto Quotidiano'

Più che una pena basata sulla privazione della libertà, la sanzione inflitta al sig. Berlusconi sembra un contrappasso dantesco: una vita tutta vissuta di sabato, tra pirotecnie kitsch per fermare il tempo e allontanare lo spettro di morte e malattie, che si agglutina in poche, ma forse lunghe, ore da passare con vecchi e sofferenti. Senza un briciolo di erotia nell'aria, se non, speriamo per lui, nel fugace passaggio dell'infermiera di turno. Senza telecamere ad attestare lo stato in vita del suo videovolto.

La formula scelta dai giudici per l'affidamento in prova ai servizi sociali è un capolavoro di capziosa political correctness: comprovata la volontà del condannato "di recupero dei valori morali perseguito dall'ordinamento", si dà seguito alla pena alternativa agevolando un "processo di revisione critica e di emenda oggi in fieri".

D'altra parte che B., ex frodatore, acquirente di minorenni, finanzieri, giudici e parlamentari, costruttore di vulcani e mausolei abusivi e datore di lavoro di mafiosi, abbia recuperato i valori morali, o che stia lì lì per farlo, è sotto gli occhi di tutti. Basta leggere l'Italicum. Nei criminali normali, la rieducazione ha la funzione di reinserire il soggetto in società. Ma il soggetto in questione in società si è inserito fin troppo, come la sentenza non manca di rilevare, e talmente a fondo che è semmai la società a dover essere rieducata.

L'espiazione si applica a quei soggetti che compiendo un reato hanno rotto il patto sociale, non a quelli che ne hanno creato uno ad hoc tra se stessi e la collettività basato sullo scambio "io vi do l'illusione, voi mi date l'impunità". Il "ridimensionato", qui (ché chiamarlo detenuto è un'offesa per chi lo è davvero), viene riconosciuto sì pericoloso, ma infiacchito in questa pericolosità sia per usura biologica, sia perché rubare 360 milioni di dollari è una cosa che si fa una volta sola nella vita, come sposarsi a Las Vegas, trafugare il sangue di San Gennaro, ballare sui tavoli.

Inoltre la rieducazione, come sanno i cultori del sadomaso, non serve a dissuadere il trasgressore dal compiere un'azione ritenuta punibile, ma semmai a perfezionarla. La sfida consiste nel farla sempre più grossa così da vedersi comminata una pena sempre più severa, ma facendo in modo di non venire scoperti per il più lungo tempo possibile. È questa dialettica che dà il particolare brivido all'"insofferenza per le regole" attestata dalla sentenza.

Non a caso, più della sanzione, la parola "rieducazione" ha ferito il condannato, che ha preso cappello tirando in ballo la mamma, che tante volte l'avrà sgridato quando rincasava tardi sudato, usava i vicini come prestanome o giocava col tesoro di Stefano Bontate.

Pare gli piaccia di più "prescrizione", che vede come una rieducazione da parte sua della Magistratura (per i processi All Iberian e Fiamme gialle disse: "Non ho mai violato una legge dello Stato", ma avrebbe dovuto aggiungere: "e mai lo Stato ha violato la mia").

Come il Caligola di Camus, "ossessionato dall'impossibile", in una solitudine piena di fantasmi rimuginerà forse sull'inconsolabile verità di non essere Cesare, indotto a una ridicola tenerezza per anziani e animali. All'apice della megalomania e in spregio delle istituzioni, quello aveva nominato senatore il proprio cavallo Incitatus. Lui promette un welfare per Dudù.

Il consolidamento dei valori morali che l'esperienza dei servizi sociali porta al rieducando serve a evitare la reiterazione del delitto: messo di fronte alla sofferenza, e avendo compreso di poter essere utile alla società con opere e servizi, il ladro non ruberà, l'omicida non ucciderà, lo spacciatore si metterà a vendere fiori.

L'individuo, protetto da se stesso più che punito dallo Stato, non finirà più in cronaca nera. Ma per uno che la cronaca nera la produce, il lindore di corridoi al cloroformio può sì disincentivare l'invenzione di altri sistemi per frodare lo Stato, se non altro perché sottrae tempo ed energie all'ideazione di piani criminali, ma difficilmente cancella gli atti del passato, i cui effetti verranno presto o tardi giudicati in un'altra manciata di processi pendenti, e la comprovata, questa sì, capacità di nuocere.

Così la rieducazione di un ineducabile forse si tradurrà in un sentimentalismo d'accatto pronto per Verissimo, e non certo nella confessione di Caligola: "Dicono che ho il cuore duro. Ma non è possibile che sia duro, perché al posto del cuore io non ho niente".

 

BERLUSCONI BADANTE BERLUSCONI AI SERVIZI SOCIALI BERLUSCONI AI SERVIZI SOCIALI BERLUSCONI AI SERVIZI SOCIALI

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…