LA RIVINCITA DI LUPI – IL GOVERNO HA PRONTO UN NUOVO REATO, LA “PUBBLICAZIONE ARBITRARIA DI INTERCETTAZIONI” – OLTRE A PESANTI MULTE, PREVEDE IL CARCERE PER I GIORNALISTI: DA DUE A SEI ANNI DI RECLUSIONE

di Giovanni Bianconi per “Il Corriere della Sera

 

NICOLA GRATTERINICOLA GRATTERI

Nel dibattito sull’annunciata riforma delle intercettazioni e delle regole per la loro diffusione, il governo ha a sua disposizione una nuova proposta di soluzione. Più precisamente la presidenza del Consiglio, giacché la proposta viene dalla commissione istituita a Palazzo Chigi e presieduta dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri, il magistrato che Matteo Renzi avrebbe voluto come ministro della Giustizia. La sua relazione prevede un ampio intervento sulle intercettazioni, compreso il divieto di pubblicazione di quelle considerate «irrilevanti» per la formazione della prova, con la

previsione di multe salate e del carcere per chi lo viola.

 

Prima ancora, però, c’è un altro divieto, imposto a pubblici ministeri e giudici: nelle richieste e nelle ordinanze d’arresto non potranno inserire i testi integrali dei colloqui registrati, a meno che la trascrizione completa non abbia una diretta relazione con il capo d’imputazione. Il resto delle intercettazioni finirà ugualmente a disposizione delle parti dell’indagine, in atti che però non potranno essere diffusi.

 

matteo renzi andrea orlandomatteo renzi andrea orlando

Ed ecco la conseguente norma immaginata per chi non rispetta questo divieto. È un nuovo articolo del codice penale, numero 595 bis, da inserire subito dopo il 595 che punisce la diffamazione. Il reato dovrebbe chiamarsi «pubblicazione arbitraria di intercettazioni», e prevede che chiunque pubblichi o diffonda con qualsiasi mezzo i testi di intercettazioni o altre forme di comunicazione «acquisite agli atti di un procedimento penale», il cui contenuto «abbia portata diffamatoria e risulti manifestamente irrilevante ai fini di prova», venga punito con una sanzione da 2.000 a 10.000 euro, o con la detenzione da due a sei anni.

 

LUPI RENZILUPI RENZI

È una novità molto rilevante, che darà adito a discussioni e polemiche per la previsione del carcere (nonché di contravvenzioni pesanti) e perché in buona misura lascia al giornalista sia la valutazione della «portata diffamatoria» delle conversazioni sia la sua rilevanza penale. Inoltre, vietando tout court la diffusione di ciò che non è contenuto nelle ordinanze d’arresto e nelle relative richieste, ma è tuttavia contenuto in atti a disposizione degli avvocati — e dunque non più segreti — si impedirebbe di rendere noto anche conversazioni che, pur non utili alla individuazione di un reato, potrebbero avere comunque un interesse pubblico.

LUPI RENZILUPI RENZI

 

L’obiettivo della proposta è difendere la privacy delle persone, in particolare quelle non sottoposte a indagini che entrano in contatto con gli inquisiti, ma è evidente che ogni intervento su questa materia va a incidere sia sulla discrezionalità del magistrato nella valutazione degli indizi derivanti dalle intercettazioni, che degli operatori dell’informazione.

 

Ma le proposte della «commissione Gratteri» non si limitano al divieto di pubblicazione. Subito dopo l’esecuzione di arresto, i difensori degli accusati dovrebbero poter avere copia di tutti i risultati delle intercettazioni, anche se non ancora depositati, ad esempio, al tribunale del Riesame, in modo da rendere effettivo il cosiddetto «diritto all’ascolto». Inoltre si suggerisce di allungare i tempi previsti per le registrazioni, estendendo a tutte le indagini quelli più ampi già in vigore per le inchieste antimafia.

 

intercettazioni-telefoniche-fotogramma-258.jpegintercettazioni-telefoniche-fotogramma-258.jpeg

A fronte di una maggiore tutela della riservatezza delle comunicazioni, il gruppo di lavoro coordinato dal procuratore aggiunto di Reggio intende estendere il potere di indagine ad altre forme di comunicazione. Regolando due nuove forme di intercettazione: le riprese video — quindi «dei comportamenti», non solo dei dialoghi — degli indagati nelle loro case o nei luoghi di riunione, autorizzate dal giudice, rendendole così utilizzabili nel processo.

 

Inoltre si prevede una nuova forma di «intercettazione epistolare», sempre previa autorizzazione del giudice, parificando le lettere ai colloqui registrati. In questo modo si potrebbe venire a conoscenza del contenuto delle lettere in maniera clandestina, facendole recapitare regolarmente senza che il destinatario sappia che quella corrispondenza, prima di giungere nelle sue mani, lungo il tragitto è stata bloccata, letta e interpretata, prima dalla polizia giudiziaria e poi dai magistrati.

intercettazioniintercettazioni

 

Ultimi Dagoreport

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO

autostrade matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti roberto tomasi antonino turicchi

TOMASI SÌ, TOMASI NO – L’AD DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA) ATTENDE COME UN’ANIMA IN PENA IL PROSSIMO 17 APRILE, QUANDO DECADRÀ TUTTO IL CDA. SE SALVINI LO VUOL FAR FUORI, PERCHÉ REO DI NON AVER PORTARE AVANTI NUOVE OPERE, I SOCI DI ASPI (BLACKSTONE, MACQUARIE E CDP) SONO DIVISI - DA PARTE SUA, GIORGIA MELONI, DAVANTI ALLA FAME DI POTERE DEL SUO VICE PREMIER, PUNTA I PIEDINI, DISPETTOSA: NON INTENDE ACCETTARE L’EVENTUALE NOME PROPOSTO DAL LEADER LEGHISTA. DAJE E RIDAJE, DAL CAPPELLO A CILINDRO DI GIORGETTI SAREBBE SPUNTATO FUORI UN NOME, A LUI CARO, QUELLO DI ANTONINO TURICCHI….

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...