SCHERZI DA RE – PRIMA DI ABDICARE, BELLA NAPOLI HA TAGLIATO IL BILANCIO DEL QUIRINALE – IL SUO SUCCESSORE AVRÀ MENO SOLDI PER LO STAFF, MENO TOVAGLIE E TOVAGLIOLI, MENO CANCELLERIA E MENO MUCCHE E CAVALLI A CASTELPORZIANO

giorgio e clio napolitano lasciano il quirinale  11giorgio e clio napolitano lasciano il quirinale 11

Franco Bechis per “Libero Quotidiano

 

C’è voluta una lunga e pacata riflessione, durata la bellezza di nove anni, ma alla fine anche Giorgio Napolitano si è convinto che per la presidenza della Repubblica fosse giunta l’ora di stringere un po’ la cinghia. E giusto prima di chiudere la porta del Quirinale e tornare nell’appartamento personale di via dei Serpenti nel rione Monti, ha deciso che fosse giunta l’ora della dieta. Quella del suo successore. E finalmente le forbici hanno sferruzzato anche i capitoli di bilancio della presidenza della Repubblica.

 

Niente di clamoroso, per carità: nel 2015 fra l’attuale reggente Piero Grasso e il successore ufficiale che verrà prima o poi eletto nel mese di febbraio ci saranno nelle casse del Colle 4 milioni di euro in meno dell’ultimo anno vissuto da Napolitano. Quattro su 228, quindi la riduzione è inferiore al 2% del bilancio, ma è pur sempre un primo passo.

La sala del Bronzino, al Quirinale, dov’e? avvenuta la deposizione di Napolitano La sala del Bronzino, al Quirinale, dov’e? avvenuta la deposizione di Napolitano

 

Il fatto è quella forbicina ha tagliuzzato i capitoli in modo che sembra quasi malizioso, quasi irrispettoso nei confronti del nuovo Presidente. Mica è andata a ridurre le spese fisse, che sono gran parte del bilancio: restano sostanzialmente immutate, limate solo in qualche spicciolo (ridotte di 12 mila euro) le retribuzioni al personale fisso, che superano i 90 milioni di euro di costo, e rappresentano quasi il 40 per cento del bilancio complessivo. Aumentano anche le spese previdenziali, e lì c’è poco da fare: l’unico travaso è all’interno delle varie voci, con le pensioni di reversibilità che crescono del 5% e quelle dirette che salgono di qualche decina di migliaia di euro.

 

la tenuta presidenziale di castelporzianola tenuta presidenziale di castelporziano

Siccome è un bilancio di previsione, l’indicazione è vagamente iettatoria: significa che nelle previsioni degli amministratori del Quirinale il 2015 sarà l’ultimo anno in vita per molti ex dipendenti, e che durante i 12 mesi i trattamenti pensionistici saranno trasferiti alle vedove. I taglietti però incidono in modo particolare sullo staff del prossimo presidente della Repubblica, che si troverà ridotto dopo anni di vacche grasse. Lo stanziamento per i consiglieri del presidente della Repubblica vengono infatti ridotti da 2 milioni e 371 mila euro a 2 milioni e 80 mila euro. Mancheranno quindi 291 mila euro di dotazione, e dal punto di vista percentuale è il taglio più rilevante apportato al bilancio del Quirinale: -12,27%.

 

COSTA BLINDATA CASTELPORZIANOCOSTA BLINDATA CASTELPORZIANO

Scendono di 326 mila euro (ma percentualmente rappresentano il 3 per cento) anche gli stanziamenti per pagare il personale distaccato (in bilancio ora ci sono 10 milioni e 487 mila euro), con cui spesso vengono allargati gli staff presidenziali. Saranno di meno dunque i collaboratori del nuovo presidente della Repubblica, e soprattutto saranno più stanziali, forse prevedendo che chi salirà sul Colle avrà meno attivismo politico e internazionale del predecessore. Fatto sta che Napolitano prima di andarsene ha fatto ridurre di 120 mila euro anche le spese di trasferta 2015 per i suoi collaboratori: passano da 370 mila a 250 mila euro, con una riduzione assoluta di 120 mila euro e percentuale ancora più significativa: -32,43%.

 

Meno staff, meno poltrone e scrivanie per i collaboratori del presidente. Per l’acquisto degli arredi il capitolo di spesa scende da 545 mila a 470 mila euro: in termini assoluti tagliati 75 mila euro, che percentualmente vogliono dire - 13,76%. Napolitano ha fatto tagliare sensibilmente anche il capitolo della biancheria, e onestamente qui la ragione è più difficile da comprendere: il personale fisso è numericamente lo stesso di prima. Forse ci si riferisce a tovaglie e tovaglioli, e con meno collaboratori ci sarà qualcuno meno a tavola. Fatto sta che la riduzione è di 57 mila euro, con il capitolo che passa da 327 mila a 270 mila euro (-17,43%).

eppridge cavalli selvaggi al galoppo eppridge cavalli selvaggi al galoppo

 

Il taglio più sensibile in proporzione e forse più curioso è quello operato sul capitolo dell’acquisto di bestiame per la tenuta di Castelporziano. I numeri, prima di tutto: il capitolo perde 61 mila euro passando da una dotazione di 130 mila a una di 69 mila euro. Il taglio è una batosta: -46,92%. A cosa si riferisca però è di difficile interpretazione: la nota illustrativa che accompagna il bilancio di previsione 2015 del Quirinale semplicemente non ne fa cenno alcuno. Si rileva solo che «circa 20 mila fra studenti, insegnanti e studiosi italiani e stranieri sono stati guidati nei vari percorsi naturalistici e culturali offerti dalla Tenuta di Castelporziano». Degli animali si fa cenno in una lunga scheda pubblicata sul sito internet della presidenza della Repubblica.

 

cinghialecinghiale

Si spiega che «Gli ungulati vivono allo stato selvatico e numerosi, insieme a cinghiali e daini, sono presenti i caprioli e più modesti nuclei di cervo. Insieme agli ungulati la foresta è popolata da numerosi altri mammiferi: fra i mustelidi la martora, la puzzola, la faina e il tasso, la volpe e il riccio, e fra i roditori l'istrice, la lepre e il coniglio selvatico. Di particolare interesse zoologico vanno segnalati il cinghiale maremmano in purezza, il capriolo attribuito alla sottospecie italica e la lepre mediterranea».

 

quirinale salone corazzieri quir quirinale salone corazzieri quir

Ma gran parte di queste specie in genere non si acquistano. Il taglio dovrebbe riguardare dunque la popolazione di animali da allevamento. Di questi si fa gran vanto la stessa scheda sul sito: «Gli allevamenti degli animali domestici, costituiscono una componente rilevante del paesaggio tipico della campagna romana. Castelporziano, infatti, assicura la permanenza in purezza di equini e bovini di razza maremmana, quasi in via di estinzione, allevati allo stato brado ed accuditi da esperti butteri, secondo la tradizione secolare. La selezione è assiduamente curata, tanto che gli esemplari della Tenuta spesso si classificano ai primi posti nelle principali esposizioni e rassegne di settore».

palazzo del quirinale palazzo del quirinale

 

Infine i tagli ai consumi base: il prossimo presidente della Repubblica sarà probabilmente più giovane, e quindi via un po’ di riscaldamento che non sarà più necessario. Tagliate del 20% anche le dotazioni per le spese telefoniche, del 12% quelle di cancelleria, della stessa percentuale quelle per l’organizzazione di eventi culturali, dell’11% quelle per la sanificazione ambientale e ben del 22,2% quelle per l’acquisto dei materiali di pulizia. Il successore è bene che si rassegni: il Quirinale con lui sarà un po’ più sporchetto...

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…