de luca bindi by benny 1

SE NON ORA, PIÙ TARDI. MOLTO PIÙ TARDI: SOLO IERI ALLE 19 LA BOSCHI E GUERINI HANNO PRESO POSIZIONE IN DIFESA DELLA BINDI, CHE DE LUCA HA DEFINITO ''IMPRESENTABILE IN TUTTI I SENSI'', CONTESTANDONE ''LA STESSA ESISTENZA''. MARIA RIDENS: ''PAROLE INACCETTABILI''. LA MINORANZA: 'INTERVENTO TARDIVO' - PORRO: ''GLI INSULTI ALLA BINDI SE VENGONO DA SINISTRA SONO MENO SESSISTI? QUANDO SILVIO DISSE 'PIÙ BELLA CHE INTELLIGENTE' SI SCATENARONO GIROTONDI E INDIGNAZIONI VARIE'

VINCENZO DE LUCA MARIA ELENA BOSCHIVINCENZO DE LUCA MARIA ELENA BOSCHI

1. BOSCHI A DE LUCA: CHIEDA SCUSA ALLA BINDI - LA MINORANZA: INTERVENTO TARDIVO

Carmelo Lopapa per “la Repubblica

 

A fine giornata il ministro Boschi e il vicesegretario Guerini provano a chiudere il caso che montava da 24 ore. Schierati senza tentennamenti dalla parte di Rosy Bindi. Ma a quel punto, l’insulto del governatore Vincenzo De Luca all’indirizzo del presidente dell’Antimafia si era già trasformato nell’ennesimo capitolo della guerra interna al Pd tra minoranza e renziani.

 

Succede che per parecchie ore dai vertici di Largo del Nazareno non si registra una reazione, un intervento in difesa della deputata presa di mira dal presidente campano inserito nella lista degli “impresentabili” alla vigilia delle regionali di maggio. «Impresentabile lo è lei in tutti i sensi, a lei contesto la sua stessa esistenza », era stato martedì sera l’affondo di De Luca in tv a “Otto e mezzo” dalla Gruber.

 

La ex presidente Pd ha trascorso la giornata al lavoro come sempre alla Camera, in uno sporadico passaggio in Transatlantico il volto appare segnato dall’episodio delle ultime ore che non vuole comunque commentare. In tanti in compenso prendono le sue difese dai banchi delle opposizione.

lorenzo guerinilorenzo guerini

 

I Cinquestelle presenti in commissione Antimafia, i parlamentari di Sel, ex Pd come Pippo Civati o Claudio Fava («De Luca usa lo stesso linguaggio della camorra, quelle parole sono una minaccia »), anche la forzista Elvira Savino. Ma ad alzare i toni col passare delle ore sono soprattutto gli esponenti della sinistra interna Dem.

 

La gran parte si limita ad esprimere solidarietà. Ma il senatore bersaniano Miguel Gotor, oltre a prendere le difese, apre le ostilità: «Il presidente, il segretario e gli organi di garanzia del Pd dovrebbero stigmatizzare le parole di De Luca e non farle cadere in un assordante silenzio come stanno facendo in queste ore». E Gianni Cuperlo rincara: «Se il Pd non riuscirà a dare una risposta a queste parole dimostrerà di non essere una comunità ».

maria elena boschimaria elena boschi

 

Boschi e Guerini intervengono dopo le 19, quasi in contemporanea. «Stimo De Luca e lo considero un governatore molto capace - sono le parole del ministro per le Riforme - Ma le frasi su Rosy Bindi sono inaccettabili. Mi auguro che arrivino le sue scuse». E dal quartier generale renziano si muove anche il vicesegretario del partito.

 

«Si possono avere opinioni diverse sulle vicende di alcuni mesi fa - sostiene Guerini ma non si possono utilizzare parole ed espressioni come quelle che Vincenzo De Luca ha utilizzato nei confronti di Rosy Bindi. È sbagliato offendere le persone per sostenere le proprie convinzioni ».

VINCENZO DE LUCA MARIA ELENA BOSCHIVINCENZO DE LUCA MARIA ELENA BOSCHI

 

A quel punto il segnale è partito. Intervengono altri parlamentari vicini al premier, da Ernesto Carbone ( «Offesa personale e gratuita, parole sbagliate») a Simona Bonafé («De Luca ha sbagliato, non si può scadere nell’attacco personale»). Matteo Renzi, impegnato all’Avana nell’ultima tappa della missione in Sudamerica, non fa cenno alla polemica molto italiana.

rosy bindirosy bindi

 

Nichi Vendola in serata si sfoga via Twitter: «Incredibile Pd. Ci mette un giorno intero per decidere la difesa di Rosi Bindi. Del resto l’insulto al lei era un rito dell’Italia berlusconiana».

 

 

2. GLI INSULTI ALLA BINDI? SE VENGONO DA SINISTRA SONO MENO SESSISTI

Nicola Porro per “il Giornale

 

rosy bindirosy bindi

A noi il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, tutto sommato sta simpatico. Sì, certo, è uno che nasce e vegeta nel Partito comunista. Ma ha gestito bene Salerno, ha realizzato e difeso un termovalorizzatore in una Regione afflitta più dalla demagogia che dai rifiuti, parla chiaro, è sanguigno e come molti comunisti d' antan, quando prendono il potere, è diventato uno sceriffo. Si è inoltre beccato una condanna a un anno di galera e interdizione dai pubblici uffici per abuso d' ufficio e la conseguente sospensione cagionata dalla legge Severino. Contro cui è ricorso, con un certo grado di soddisfazione: per ora può fare il presidente della Campania.

Finalmente Rosi Bindi confessa!Finalmente Rosi Bindi confessa!

 

Due sere fa era da Lilli Gruber e si è messo ad attaccare Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia, colpevole di averlo sputtanato a 24 ore dalle recenti elezioni campane iscrivendolo in una lista di «impresentabili» compilata proprio da quella augusta commissione. Il neogovernatore della Campania ha tutte le ragioni per essere furibondo con la sua compagna di partito.

 

06 meta Berlusconi meta Rosi Bindi06 meta Berlusconi metà Rosi Bindi

Ma andiamo ai fatti. De Luca ha detto due cose: «La Bindi è impresentabile da tutti i punti di vista».

E poi sollecitato su cosa in particolare rimproverasse a Rosaria detta Rosy, risponde: rimprovero «la sua stessa esistenza».

 

Facciamo una sintesi brutale a beneficio dei nostri pensosi e impegnati editorialisti, opinionisti, benpensanti, vegani, femministi e «se non ora quando» che evidentemente erano distratti. C' è un loro compagnuccio di partito, condannato, sanzionato dalla mitologica legge Severino, che in prima serata televisiva, in mancanza di ogni possibilità di replica diretta da parte del suo bersaglio, dice che il medesimo bersaglio non merita la vita, cioè l' esistenza, che il buon Dio le ha graziosamente concesso.

 

BERLUSCONI E ROSI BINDI AL QUIRINALEBERLUSCONI E ROSI BINDI AL QUIRINALE

 Si dà il caso che non contento il medesimo condannato per abuso di ufficio si permetta di dire che la presidente della commissione Antimafia sia impresentabile, ma proprio «da tutti i punti di vista».

 

Forse siamo maliziosi, ma quella sottolineatura di tutti i punti di vista, esclude forse il fatto di essere donna? O comunque l' aspetto fisico della medesima Rosaria, detta Rosy. Forse siamo fissati noi. O meglio sono fissati loro.

 

Quando Berlusconi ad un Porta a Porta si permise di dire (in faccia e il che cambia molto) alla stessa Bindi che lo aveva appena duramente criticato che ella «è più bella che intelligente» successe un finimondo. Ecco, i fissati di ieri dove sono oggi?

BUONANNO PISTOLABUONANNO PISTOLA

 

O il sessismo, anzi in questo caso si dovrebbe allargare al «vitalismo», cioè il diritto naturale di rivendicare la propria esistenza, per De Luca non esiste? Ragazzi, il compagnuccio fa il presidente di una Regione, anche piuttosto importante.

 

nichi vendola ai gaypridenichi vendola ai gaypride

Avete preso a botte quello sciocchino di Buonanno per lo show con la pistola, ci avete rotto le balle con girotondi, mobilitato anche sul sesso degli angeli, ci imponete un linguaggio politicamente corretto su come chiamare il presidente, donna, della Camera, gli zingari e i clandestini, e quando arriva De Luca in tv, tutti zitti e muti.

 

Citando De Luca potremmo dire: cari sinistri politicamente corretti, siete impresentabili da tutti i punti di vista e vi rimproveriamo la vostra stessa esistenza.

 

Nicki Vendola Nicki Vendola

P.S. Per fortuna ieri sera, a scoppio ritardato, il ministro Boschi e il vicesegretario Pd Guerini hanno provato a rimediare alla dimenticanza.

 

 

 

Ultimi Dagoreport

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO