DALLE STELLE ALLE STALLE - M5S DOPPIATO E SGONFIATO: IL CICLONE RENZI SCHIANTA BEPPE MAO (CHE AVRA’ ESAURITO LE SCORTE DI MAALOX) - LA VENDETTA DEI PENTASTELLATI DISSIDENTI O ESPULSI - ORELLANA: ‘GRILLO PAGA I SUOI ERRORI, HA SPAVENTATO TUTTI’

1. GRILLO È UN PALLONE SGONFIATO
Paolo Bracalini per ‘Il Giornale'

Non «vinciamonoi». Lo slogan della campagna elettorale di Grillo, tutto puntato sul sorpasso del M5S sul Pd, si schianta contro la valanga Renzi e si trasforma in una sconfitta. Il Movimento Cinque Stelle si conferma il secondo partito, con un buon 22,5%, ma per Grillo rappresenta un doppio risultato negativo.

Primo, il M5S prende meno voti rispetto alle Politiche 2013, quando ottenne il 25,5%. Secondo, e soprattutto, non solo vede svanire il miraggio del sorpasso, ma viene quasi doppiato dall'«Ebetino», soprannome con cui Grillo ha fatto la campagna elettorale su Renzi. E adesso, che succede? Grillo poche settimane fa disse che «o vinciamo, o stavolta davvero me ne vado a casa, e non scherzo».

Difficile che lo faccia, più probabile dia la colpa del distacco alla «elemosina elettorale» di Renzi con gli 80 euro in busta paga, paragonata alla scarpa destra che regalava Achille Lauro prima delle elezioni. Sul blog, a notte fonda, sul blog di Grillo compaiono commenti sconfortati: «Non so se svenire o mettermi a piangere... domani sarò in lutto dopo le proiezioni che fotografano». I parlamentari M5S dissidenti o espulsi attaccano: «Pagano gli errori. Hanno spaventato la gente».

Dai vertici M5S nessun commento ufficiale, si aspettano i numeri definitivi, la deputata Lombardi parla di «dati aleatori» e rimanda al giorno dopo la «lunga notte». Altri commenti sono vietati, la direttiva parte direttamente da Grillo e Casaleggio, con una nota in cui si chiede «ai candidati e ai portavoce eletti di non commentare l'andamento del voto prima dei dati definitivi».

Era stato proprio Grillo, però, a rompere il silenzio elettorale nel pomeriggio, intrattenendosi coi cronisti davanti al seggio a Genova Sant'Ilario, prima di partire per Milano per seguire i risultati insieme a Casaleggio. Tono più diplomatico e prudente rispetto ai comizi e alle urla arrembanti sulla vittoria certa e dirompente: «Previsioni non ne facciamo, intanto prepariamo i Maalox (per il mal di pancia, ndr) o per noi o per gli altri. Vediamo un po' per chi, vediamo se ce li tiriamo da soli o no».

L'obiettivo di Grillo, però, restava quello: «Fare qualcosina in più del Pd». Insieme ad altri due bersagli, che il Movimento prova a centrare per conquistare le prime regioni a Cinque stelle, obiettivo mai ottenuto. «Conto di conquistare l'Abruzzo o il Piemonte, sarebbe una cosa meravigliosa - dice Grillo - Ci conto perché abbiamo ottimi candidati e un'ottima possibilità di vincere. La questione morale la stiamo portando avanti noi del Movimento 5 Stelle.

Questa è una bellissima cosa e lo ha riconosciuto l'avvocato di Berlinguer che ci ha scritto una bellissima lettera». All'arrivo al seggio Grillo con la moglie sul sedile posteriore dello scooter viene assaltato da fotografi e cronisti. «Non rispondere sennò ti appelli al quinto emendamento in base al quale tutte le cose che dici possono essere usate tutte contro di me» dice Grillo alla moglie.

Il comico tira il fiato dopo un tour in giro per le piazze d'Italia, comizi di oltre un'ora, sempre al massimo volume. Toni eccessivi? No giusti, risponde il leader M5S: «La nostra campagna elettorale è stata bellissima, a Roma sembravano Comunione e Liberazione, tutti a piangere, tutti commossi, cose che non si pensava nemmeno fosse possibile immaginare. Hanno parlato di cittadini con l'elmetto, di guerra, noi invece parlavamo di amore. Il tono è stato giusto, puoi non essere mai volgare ma nelle piazze gridi. Anche Renzi gridava vinciamo noi. La piazza ti porta un po' a gridare».


Una deputata M5S, la casertana Vega Colonnese, nel primo pomeriggio lancia l'allarme rosso: «Attenzione. Secondo dei sondaggi in mano al Viminale il Movimento 5 stelle sarebbe parecchio avanti l'ordine impartito ai presidenti di seggio è quello di annullare più schede possibile nel fac-simile sotto sono indicate tutte le opzioni valide». Un complotto sovversivo ordito dal Viminale?

In pochi minuti il post viene condiviso sulle bacheche dei supporter del Movimento, finché l'onorevole viene avvisata che trattasi di una bufala, e cancella la notizia. Mentre il M5S guadagna un nuovo elettore, l'avvocato Carlo Taormina, già sottosegretario del governo Berlusconi: «Ho votato M5S - twitta Taormina - e mi è venuta una grande felicità. Provate anche voi e poi ci direte». Ma si attende che prenda la parola Beppe Grillo. Che oggi non farà una conferenza stampa, ma un video sul suo blog, a bocce ferme. Dove dirà, tra l'altro, che il M5S non è interessato ad alleanze con la vittoriosa Le Pen.


2. LA "VENDETTA" DEGLI EX GRILLINI, «M5S PAGA I SUOI ERRORI»
Da ‘Il Messaggero.it'

La vendetta degli ex M5S, persi per strada in questo anno di legislatura, si consuma su Twitter.

«Non sarò un mago della comunicazione - scrive Luis Alberto Orellana, senatore espulso dal Movimento - ma era facile capire che Beppe Grillo ha sbagliato a definirsi 'oltre Hitler'. Ha spaventato tanti». Rincara dose Monica Casaletto, anche lei passata al gruppo Misto. «Che pena vedere un immenso capitale di parlamentari - scrive - proposte e idee in rete sacrificato sull'altare della più becera propaganda».

«Ho sentito levarsi alcuni lamenti contro il destino e contro il popolo che non capisce - aggiunge Francesco Campanella - Nel 2013 gli elettori avevano chiesto cambiamento e gli si è risposto con propaganda e slogan. Agli elettori non è piaciuto».

 

GRILLO E VESPA c d dfe f e b RENZI E GRILLO a bbed a aee b ae aad Beppe Grillo al termine dellincontro con Matteo Renzi b f b fc f ac b e c ac CASALEGGIO E GRILLO f afd a a f f d a ea luis alberto orellanaFRANCESCO CAMPANELLA

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