IL TERRORE DELLA RETE - RENZI PREPARA UN PIANO PER OSCURARE INTERNET IN CASO DI ATTENTATO. LA “CYBER-SECURITY” VUOL DIRE ENORMI POTERI IN MANO A GOVERNO E SERVIZI, CHE POTRANNO AGIRE SU WEB E CELLULARI

Sara Menafra per “Il Messaggero

 

ALFANO RENZIALFANO RENZI

Snellire norme e regole, renderle chiare ed essenziali soprattutto in caso di emergenza. E' uno dei punti su cui battono con più forza gli esperti a cui palazzo Chigi ha chiesto aiuto per intervenire sulla sicurezza nazionale dopo gli attentati di Parigi. Renzi ha sposato il concetto, sebbene abbia più volte ripetuto ai suoi quanto sia importante non allarmare gli italiani e quanto, dunque, alla stretta sulla sicurezza, vadano collegati investimenti e interventi "positivi", come quelli sulla cultura. Nell' elenco delle priorità, spicca la sistemazione delle attuali normative per la «protezione cibernetica e la sicurezza nazionale».

 

ABBRACCIO BOSCHI MINNITIABBRACCIO BOSCHI MINNITI

Qui la strada scelta per il prossimo futuro è quella di accentrare le decisioni a palazzo Chigi. In casi estremi potrà persino decidere di oscurare temporaneamente le comunicazioni web. Il testo attualmente in vigore è un Dpcm firmato dal premier Monti e intitolato appunto «Direttiva indicante indirizzi per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica nazionale». E' datato 24 gennaio 2013, ma sembra vecchio di almeno 10 anni, visto che nel frattempo l' Isis si è radicato tra Iraq e Siria e l' Europa è stata segnata da numerosi attentati terroristici (più uno sventato sul Tgv la scorsa estate).

Marco Minniti Marco Minniti

 

Dunque, è diventato urgente rivedere quel testo in modo da assicurare la possibilità di agire rapidamente sulle comunicazioni sia in caso di attentato, sia per reagire eventualmente ad un "evento cibernetico" ovvero ad un attacco attraverso la rete. Che il tema stia a cuore al premier lo si capisce anche dal fatto che ieri ha ripetuto il concetto della centralità della sicurezza informatica: «Stiamo cercando di insistere con la cyber-security, ecco perché stiamo cercando di valorizzare di più e meglio le nostre forze dell' ordine, ma non dobbiamo chiuderci in un fortino».

 

L' idea di fondo è che a prendere le decisioni emergenziali debba essere prima di tutto Palazzo Chigi. Sta al premier, insomma, l' ultima parola o il comando decisivo. «Mentre era allo stadio, appena saputo dell' assalto in corso, Hollande ha dato disposizioni anche su come agire sulla rete», è il ragionamento che si ripete in ambienti di intelligence.

massolo giampieromassolo giampiero

 

I VERTICI

Un nuovo Dpcm, dunque, si occuperà di rivedere prima di tutto l' attuale organizzazione del Nucleo per la sicurezza cibernetica istituito presso il consiglio dei ministri.

 

Secondo le norme attuali, il Nucleo dovrebbe essere presieduto dal Consigliere militare di palazzo Chigi, che Renzi non ha mai voluto nominare (esiste solo un capo di gabinetto, il colonnello Paolo Puri) e al Nucleo, a cui partecipano Dis, Aise e Aisi - cioè i vertici dei servizi segreti - spetta il compito di affiancare il premier per «gli aspetti relativi alla prevenzione e preparazione ad eventuali situazioni di crisi e per l' attivazione delle procedure di allertamento». Da mettere a punto è anche la struttura del «Tavolo interministeriale di crisi cibernetica».

cyberattacchi in tempo reale di kasperksycyberattacchi in tempo reale di kasperksy

 

Attualmente lo presiederebbe sempre al consigliere militare presiederlo al quale spetterebbe anche occuparsi, alla presenza anche dei ministri degli Interni, della Difesa e dell' Economia, di «assicurare le attività di reazione e stabilizzazione di competenza delle diverse amministrazioni in caso di crisi di natura cibernetica». Tra gli interventi allo studio anche misure di sicurezza sulla telefonia, specie mobile, in caso di emergenza nazionale, ma qui la partita potrebbe essere lunga e complicata.

cyber .tempcyber .temp

 

L' ACQUISIZIONE DEI DATI

Per quanto riguarda la sicurezza cibernetica, resta il ruolo di proposta per strategie più efficienti, affidato al Dis. A metà della scorsa settimana, il direttore generale Giampiero Massolo e l' autorità delegata all' intelligence Marco Minniti hanno annunciato la nascita di un polo tecnologico a cui partecipa anche Finmeccanica.

 

Il ministro degli Interni Angelino Alfano, parallelamente, sta valutando di rivedere le normative di accesso ai dati sensibili, compresi gli attuali protocolli di relazione con i provider stranieri, piuttosto farraginosi. I 150 milioni di euro, promessi da Renzi la scorsa settimana solo su questo capitolo, dovrebbero aiutare a fare investimenti rapidi.

cyber jihadcyber jihad

 

 

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”