vatileaks chaouqui vallejo balda fittipaldi nuzzi

IN VATICANO C'È LIBERTÀ DI STAMPA (MA SOLO DI DENARO) - RESPINTA L'ECCEZIONE DI NULLITÀ, IL PROCESSO VATILEAKS VA AVANTI, IL 30 NOVEMBRE GLI INTERROGATORI - LA CHAOUQUI PREGA E IGNORA VALLEJO, ''SENZA GIULIA BONGIORNO È COME SE MI AVESSERO TAGLIATO UN BRACCIO''. ESCLUSI ANCHE GLI AVVOCATI SCELTI DA NUZZI E VALLEJO - VIDEO: L'ARRIVO DEGLI IMPUTATI

 

 

 

1. VIDEO - L'ARRIVO DI CHAOUQUI, NUZZI E FITTIPALDI IN VATICANO

 

 

 

2. VATILEAKS 2: NO ALLA NULLITÀ, DAL 30 GLI INTERROGATORI

 (di Fausto Gasparroni) (ANSA) - Un'udienza riservata alle sole questioni preliminari, durata per questo non più di un'ora e dieci minuti, ma entrata già in uno dei temi cruciali di questo processo 'Vatileaks 2': la consistenza delle accuse nei confronti dei due giornalisti chiamati a giudizio per aver pubblicato notizie e documenti riservati della Santa Sede.

 

nuzzi fittipaldi chaouquinuzzi fittipaldi chaouqui

E' stato uno dei due, Emiliano Fittipaldi, autore del bestseller "Avarizia" - chiamato in causa dal Vaticano insieme a Gianluigi Nuzzi, autore di "Via Crucis" - a mettere per primo queste accuse in discussione con una dichiarazione in aula e con un'eccezione dell'avvocato difensore Lucia Musso, che ha chiesto la nullità del capo d'imputazione e del decreto di citazione a giudizio per l'indeterminatezza nelle contestazioni e per "l'impossibilità di difendersi".

 

Eccezione però respinta, dopo circa 45 minuti di camera di consiglio, dalla Corte presieduta da Giuseppe Dalla Torre, che ha quindi e senza indugio indicato la tabella di marcia del processo, con i tempi serrati che gli si vogliono imporre: udienze giornaliere a partire da lunedì 30, con gli interrogatori dapprima a mons.

nuzzi e fittipaldi sul banco degli imputati in vaticano accanto a francesca chaouqui e vallejo balda nuzzi e fittipaldi sul banco degli imputati in vaticano accanto a francesca chaouqui e vallejo balda

 

Lucio Vallejo Balda e a Francesca Immacolata Chaouqui, poi a Nicola Maio, e quindi agli altri due imputati, appunto i giornalisti Fittipaldi e Nuzzi. I cinque erano tutti in aula stamane nella piccola aula del tribunale vaticano per la prima udienza del processo: mons. Vallejo (condotto in aula dalla cella dov'è tuttora rinchiuso nella caserma della Gendarmeria) difeso da Emanuela Bellardini, Chaouqui da Agnese Camilli e Maio da Rita Claudia Baffioni, tutte e tre d'ufficio; Fittipaldi da Lucia Musso e Nuzzi da Roberto Palombi, entrambi di fiducia.

 

I cinque rispondono di concorso nella divulgazione di documenti riservati; i primi tre, i presunti "corvi", anche di associazione a delinquere. Ma una delle questioni di polemica è che il Vaticano ha respinto le richieste per ammettere nel processo altri avvocati chiesti dagli imputati: Caterina Malavenda da Nuzzi, Antonia Zaccaria da Vallejo e Giulia Bongiorno dalla Chaouqui, tanto da far dire alla stessa Zaccaria che "il Vaticano calpesta i diritti umani".

il processo vatileaks   nuzzi fittipaldi chaouqui il processo vatileaks nuzzi fittipaldi chaouqui

 

Esaurita la costituzione delle parti, e mancando solo la presenza della parte lesa, cioè la Santa Sede a rappresentare la quale sarebbe dovuto comparire il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, si è passati alle questioni preliminari. L'avv. Bellardini, difensore di Vallejo, ha chiesto i termini a difesa e quindi un rinvio del processo, essendo stata nominata solo ieri e non avendo potuto studiare adeguatamente il fascicolo di circa mille pagine, né preparare una strategia difensiva.

 

Fascicolo che - apprende l'ANSA -, contiene anche un memoriale di mons. Vallejo, da lui vergato durante la detenzione in cella, in cui il prelato spagnolo ricostruisce la natura e i particolari dei suoi rapporti con la pierre Francesca Chaouqui. E' stata quindi la volta di Fittipaldi, che ha letto una sua memoria difensiva in aula, esprimendo la sua "incredulità nel trovarmi ad essere imputato di fronte ad una autorità giudiziaria diversa da quella del mio Paese, pur avendo scritto e pubblicato in Italia il libro per il quale di pretende qui di incriminarmi".

gianluigi nuzzigianluigi nuzzi

 

In Italia, inoltre, "la condotta che qui mi addebitate non sarebbe penalmente perseguibile, non essendomi contestato in alcun modo di aver pubblicato notizie false e diffamatorie, ma semplicemente di aver pubblicato notizie". Il decreto di citazione a giudizio "non mi consente in alcun modo di difendermi, giacché non contiene, nemmeno implicitamente, la benché minima descrizione del fatto che mi viene addebitato". "Una condizione di indeterminatezza del tutto inaccettabile", ha aggiunto il giornalista dell'Espresso, sottolineando come non siano indicati i documenti o le notizie che, secondo le accuse, sarebbero stati acquisiti e divulgati illecitamente.

 

gianluigi nuzzi e emiliano fittipaldigianluigi nuzzi e emiliano fittipaldi

A chiedere il rigetto dell'eccezione di nullità poi avanzata dall'avv. Musso, definendola "infondata", è stato quindi il promotore di giustizia aggiunto Roberto Zannotti (presente in aula anche il titolare, Gian Pietro Milano). Zannotti ha negato che sia impossibile individuare la condotta contestata, rilevando che quello in corso "non è un processo per la divulgazione di documenti. Qui non viene conculcata la libertà di stampa: l'oggetto è il modo con cui si sono acquisite le notizie". A Fittipaldi e a Nuzzi - ha ricordato - vengono contestate "pressioni e sollecitazioni" nei confronti di mons.

 

Vallejo per ottenere le notizie e i documenti, e questo "lo si specificherà più diffusamente nell'istruttoria dibattimentale". Non sarebbe inoltre sostenibile che ci sia l'impossibilità a difendersi. "Quali sono le notizie? - ha detto ancora Zannotti -. Sono quelle pubblicate nel libro. Non si parla di documenti sconosciuti. La contestazione sta nell'essersi procurato documenti con una condotta che l'ufficio del promotore di giustizia ritiene illecita". La Corte ha quindi respinto l'istanza difensiva, sottolineando che "per quanto succintamente, gli elementi d'accusa sono delineati nel decreto di citazione". Rigettata anche la richiesta dei termini a difesa dell'avv. Bellardini. Il processo va avanti. Si riprende lunedì.

 

 

3. VATILEAKS 2, CHAOUQUI IN AULA: «PREGO E MI CHIEDO PERCHÉ MI PROCESSANO»

Da www.corriere.it

 

gianluigi nuzzi e emiliano fittipaldi   francesca chaouquigianluigi nuzzi e emiliano fittipaldi francesca chaouqui

«Poche ore al processo. Prego e mi chiedo la ragione per cui Gesù mi sta sottoponendo a questa prova». Così nella notte sul suo profilo Facebook Francesca Immacolata Chouqui ha raccontato — sfogandosi — come viveva le poche ore che la separavano al processo di martedì. Arrivata alle 10.30 in Vaticano a bordo di una smart bianca, la donna ha preso parte alla prima udienza del processo nato dall’inchiesta Vatileaks 2 sulla diffusione di documenti riservati della Santa Sede.

 

francesca chaouquifrancesca chaouqui

Sono stati cinque i rinvii a giudizio al termine dell’indagine: oltre alla Chaouqui, monsignor Lucio Vallejo Balda, il suo collaboratore Nicola Maio, e i giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi, autori rispettivamente dei libri «Via Crucis» e «Avarizia», da cui è scaturita l’inchiesta. Chaouqui ha ricordato di essere in gravidanza e che il suo avvocato, Giulia Bongiorno, non è stata ammessa come suo legale per la difesa: «Saremo in sei domani — ha scritto ancora sul social network — C’è un mini imputato di 17 millimetri, che con sua madre andrà in aula senza il suo avvocato di fiducia: Giulia Bongiorno a cui avevo scelto di affidare non un processo penale ma quello all’anima di una cristiana che per il Papa avrebbe dato la vita e che ora è accusata di averlo tradito».

 

Chaouqui: «Mi vietano di portare il mio avvocato in aula»

francesca chaouqui francesca chaouqui

La scelta della difesa è ricaduta sull’avvocato Bongiorno, non solo perché «Giulia è l’avvocato più bravo d’Italia, ma per l’umanità, la forza, il coraggio di questa donna. Una di quelle persone con cui affronteresti le tempeste. Una che tiene la barra dritta sempre. Leale, forte, eppure dolce. Un gigante come le dico sempre. A lei — prosegue Chaouqui — affiderei il mio destino senza pensarci. E nella prova più dura della mia vita e di quella della mia famiglia, il Vaticano mi manda senza di Lei».

 

E conclude: «M’avessero mutilato di un braccio avrebbero ottenuto lo stesso risultato. Ripresento l’istanza per avere il mio difensore al mio fianco in questa prova, se non l’accolgono il Vaticano si macchierà del delitto di avermi negato in un processo di importanza vitale l’unica persona che avrei voluto con me».

francesca chaouqui   francesca chaouqui

 

Osce: «Non processare i giornalisti»

Intanto la Rappresentante dell’Osce per la libertà dei media, Dunja Mijatovic ha chiesto alle autorità vaticane di non processare Gianluizi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi rispettando “la libertà di stampa e i diritti dei cronisti di riferire questioni pubbliche”. «I giornalisti devono essere liberi di riferire su questioni di interesse pubblico e di proteggere le loro fonti confidenziali», ha affermato Mijatovic. «Invito le autorita’ a non procedere con le accuse e proteggere i diritti dei giornalisti in conformita’ agli impegni con l’Osce». L’Osce ricorda che le accuse sono relative al contenuto dei libri di recente pubblicazione, nei quali i due giornalisti hanno pubblicato documenti sulla presunta cattiva gestione finanziaria e la corruzione nella Città del Vaticano.

 

emiliano fittipaldi e gianluigi nuzzi emiliano fittipaldi e gianluigi nuzzi

 

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...