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BLUES A LUCI ROSSE - RICATTO HOT, IL FRANCESE VALBUENA SI DICE “DELUSO" DA BENZEMA: "NON HA MAI PARLATO DI SOLDI MA HA INSISTITO PER FARMI INCONTRARE QUALCUNO: NON FAREI UNA COSA SIMILE NEMMENO AL MIO PEGGIOR NEMICO”

Paolo Levi per “la Stampa”

 

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«Neanche al mio peggior nemico farei una cosa del genere»: Mathieu Valbuena rompe il silenzio sullo scandalo dei sextape che scuote la nazionale di Francia a pochi mesi dall’apertura dell’Euro di calcio 2016.

 

In un’intervista al quotidiano Le Monde il centravanti dei Bleus e dell’Olympique Lyon si dice deluso e amareggiato. Di più. Per la prima volta attacca duramente il compagno di squadra, Karim Benzema, iscritto il 5 novembre nel registro degli indagati per complicità in «tentato ricatto e associazione a delinquere».  

 

I giudici cercano di capire se quest’ultimo abbia esercitato pressioni sul trentunenne di origini spagnole affinché accontentasse un gruppo di ricattatori che chiedeva 150 mila euro per non divulgare un riservatissimo video hard “rubato” dal suo smartphone probabilmente durante il suo trasloco da Marsiglia a Lione.

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Secondo fonti vicine all’inchiesta, durante il fermo al commissariato di Versailles, a inizio novembre, Benzema ha confessato di aver fatto «da intermediario» per «facilitare i contatti» tra il collega in Nazionale e Karim Zenati, suo caro amico d’ infanzia finito nei giri del malaffare e presunto ricattatore.  

 

«Sono deluso, più che deluso», deplora oggi Valbuena, spiegando con amarezza come Benzema l’abbia incitato a pagare i ricattatori. Karim? Karim? «Non è mai stato aggressivo, concretamente non ha mai parlato di soldi, almeno direttamente, ma quando insisti per farmi incontrare qualcuno...pfff».

 

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E poi le sue «parole dimostrano un’assenza di rispetto. Io rispetto tutti ma qui ho l’impressione che mi prendano per scemo (...) A un certo punto non puoi difendere l’indifendibile. Neanche al mio peggior nemico farei una cosa del genere».

 

 

Il centravanti dell’OL ricostruisce le sue discussioni col compagno di squadra ventisettenne: «Una volta ho detto a Karim: “Hai visto Djibril, gli è successa la stessa cosa nel 2008”. Ha risposto: “E allora, ha pagato?”. Ho detto: “Beh, si che ha pagato”. Lui: “Ed è uscito qualcosa?”. Ho risposto: “Beh no che non è uscito niente”. Dopo mi ha ripetuto che avevo a che fare con “criminali veri”.

 

Mi ha detto: “E poi quel video...è comunque hot. Se penso alla famiglia e tutto...bisogna essere tosti. Ma se non vuoi lascia perdere, no problem. Dopo ti posso presentare il mio amico..”. Fino alle ultime parole prima di andare via: “’Che faccio? Do’ il tuo numero? Vuoi tu il suo?”».  

 

Per Valbuena sul comportamento dell’ex amico di origini algerine non ci sono dubbi. «Incitare è un po’ come dire “devi pagare”». Per questo ora è furioso. Da Facebook ha anche rimosso la profile picture che lo ritraeva abbracciato con lui.

 

Nel filmato hard, il fantasista del Lyon è chiaramente riconoscibile dagli immancabili tatuaggi mentre non è chiaro se la protagonista con lui delle scene a luci rosse sia la moglie. Secondo Le Monde il fascicolo giudiziario include anche il nome di Samir Nasri. Intercettazioni telefoniche e una testimonianza raccolta dagli inquirenti conferma infatti che la stella del Manchester City sarebbe stato a conoscenza dei ricatti a Valbuena. 

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Intervistato da Rmc, anche Jerome Jessel, giornalista ed autore di “Sexe football club”, evoca metodi non proprio delicatissimi. «Paga! Guarda che questi non scherzano...», sarebbero state le parole rivolte da Benzema al compagno di squadra..

 

Oggi, osserva l’esperto, «i calciatori sono diventati prede economiche per mafie e gang criminali». I tre ricattatori da settimane in carcere e incriminati per ricatto e associazione per delinquere rischiano un minimo di 5 anni.

 

Nei giorni scorsi il Real Madrid ha espresso «totale appoggio e fiducia» a Benzema. Parole di sostegno sono giunte anche dalla Federcalcio transalpina. Ma alla vigilia dell’apertura dell’europeo di calcio 2016, che si terrà l’estate prossima proprio in Francia, i Bleus di Didier Deschamps si trovano con un’ennesima gatta da pelare.

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