UN CAMPIONATO COI FICHI SECCHI - CHI SI LAMENTA DEL MANCATO ARRIVO DEI CAMPIONI IN SERIE A, FAREBBE BENE A DARE UN OCCHIO AI BILANCI DELLE BIG - NAPOLI A PARTE, HANNO TUTTE I CONTI IN ROSSO - IL MILAN HA UN INDEBITAMENTO FINANZIARIO DI 256,4 MILIONI

Camilla Conti per il “Fatto quotidiano

 

LESULTANZA DI GALLIANI NEL DERBY MILAN INTER LESULTANZA DI GALLIANI NEL DERBY MILAN INTER

I tifosi reclamano bomber, stelle dei Mondiali e difensori d’acciaio. Ma le casse dei club italiani piangono e così la Serie A finora ha speso (solo) 200 milioni di euro rispetto ai 750 della Premier League e Liga. Va rispettato il Fair Play finanziario deciso dalla Uefa, una sorta di spending review europea che impone alle squadre di non andare in rosso oltre i 45 milioni di euro.

 

E le perdite sono consentite solo se il club è poi in grado di ripianare il debito. Così nelle curve d’Italia ci si deve accontentare di scambiare giocatori come figurine fra le big della classifica, scannarsi per un attaccante o assoldare glorie forse fin troppo rodate.

 

I CONTI CON L’OSTE, CIOÈ LA BORSA

Il calciomercato d’estate però non può non fare i conti con i bilanci e, nel caso delle società quotate, con i titoli in Borsa. Così come non basta fare il saldo fra i costi dei cartellini dei giocatori acquistati e quelli venduti. È tutto più complicato. Vanno considerate anche altre variabili, dagli stipendi alla durata dei contratti senza sottovalutare le minusvalenze a fine anno nonché il differente approccio da attuare sui bilanci che chiudono in maggio o in giugno rispetto a quelli che chiudono a dicembre. Ma soprattutto va considerato lo stato di salute della società e la composizione del suo azionariato.

 

barbara berlusconi, vestita con la maglietta rossonera 4barbara berlusconi, vestita con la maglietta rossonera 4

Nel caso della As Roma, ci si trova di fronte a una situazione anomala dove a decidere chi scenderà o meno in campo è anche una banca. UniCredit ha infatti il 31 per cento di Neep Holding (il resto è dei soci americani guidati da James Pallotta) che controlla il 78 per cento del club capitolino e che, in questi giorni, sta portando a termine un aumento di capitale da 100 milioni.

 

L’istituto milanese vorrebbe uscire dal capitale perché, ha detto di recente il vicedirettore generale Paolo Fiorentino, “non è strategico”. Ma per il momento però non c’è alcuna trattativa significativa. Dal canto suo, il presidente dell’As Roma, l’americano Pallotta, stima che l’aumento delle vendite dei biglietti dello stadio e del merchandising spingeranno il valore della società giallorossa oltre i 500 milioni il prossimo anno e che questo potrebbe più che raddoppiare se gli ambiziosi piani di Pallotta e dei soci avranno successo con la costruzione dello stadio.

JAMES PALLOTTA A TRIGORIA SUL TRATTORE JAMES PALLOTTA A TRIGORIA SUL TRATTORE

 

Nel frattempo Goldman Sachs sta sostenendo la Roma con un finanziamento e il gigante americano del settore alberghiero e immobiliare Starwood Capital ha già investito 40 milioni nel club. Sul fronte dei conti, nei primi nove mesi dell’esercizio 2013-2014 la società resta in rosso per 16,7 milioni, rispetto comunque alla perdita di 36,4 milioni registrata al 31 marzo 2013.

 

Vanno inoltre considerate le cifre apparse sul prospetto informativo per gli azionisti sull’aumento di capitale: il saldo fra il totale degli acquisti detratte le cessioni è in negativo di 25 milioni e 415 mila euro, gran parte dei quali (22milioni più 2,5 di eventuali bonus) da addebitare all’arrivo in giallorosso di Juan Manuel Iturbe acquistato lo scorso 16 luglio dalla Hellas Verona.

WALTER sabatiniWALTER sabatini

 

Se bisogna fare i complimenti a Walter Sabatini che è riuscito a portare nella Capitale il calciatore più ricercato della Serie A (la stessa impresa gli era riuscita aveva fatto con Mattia Destro e Radja Nainggolan) giovani di prospettiva (Salih Ucan) ma anche campioni affermati (Ashley Cole, Urby Emanuelson e Seydou Keita) a costo zero, la differenza col saldo positivo dello scorso anno è evidente. Per questo, qualcuno ora si attende una cessione per rimettere a posto i conti, magari accompagnata da altri acquisti intelligenti (Dusan Basa, Ron Vlaar, Eder Balanta, Yannick Ferreira-Carrasco).

THOHIR THOHIR

 

Nel derby capitolino del calciomercato, intanto, si attendono novità dalla campagna acquisti della Lazio che dopo Filip Djordjevic e Basta (e il riscatto di Antonio Candreva) ha preso dal Parma il centrocampista Marco Parolo per 5,5 milioni più bonus. I biancocelesti hanno chiuso il bilancio al 31 marzo con un utile di 11,2 milioni ma anche con 8 milioni di debiti. E resta teso il clima fra la tifoseria della Curva Nord e il presidente Claudio Lotito.

 

Al punto che lo scorso 13 maggio all’Olimpico gli oltre sessantamila tifosi della Lazio hanno intonato “Cragnotti caccia Lotito” al passaggio dell’ex presidente sotto la curva durante la festa per il quarantesimo anniversario del primo scudetto. Eppure quando Lotito è entrato nella Lazio la società aveva 86,5 milioni di perdite e 550 milioni di debiti.

 

“Personalmente ho investito 75 milioni”, ha detto Lotito recentemente aggiungendo che “Cragnotti ha portato la Lazio in Borsa e fatto due aumenti di capitale. Spariti. Poi altri 110 milioni sono arrivati dagli investitori-tifosi sotto la gestione di Luca Baraldi, durata circa un anno, e subito bruciati. Quando sono arrivato io, la Lazio era tecnicamente in stato di fallimento”. C’è però chi gli contesta che negli ultimi conti trimestrali del club, alla voce “parti correlate”, vengono citate cinque società con cui la SS Lazio è in affari. Tutte riconducibili proprio a Lotito.

MASSIMO MORATTI SERATA CALENDARIO PIRELLI MASSIMO MORATTI SERATA CALENDARIO PIRELLI

 

A MILANO IL DERBY DELLE CASSE VUOTE

Più a nord c’è un altro derby da giocare sia sul campo del calciomercato che su quello dei bilanci. In casa Milan pare che il nuovo allenatore Filippo Inzaghi sia in pressing per acquistare dal Torino l’attaccante Alessio Cerci. Intanto, nel bilancio consolidato del 2013 le perdite sono aumentate da 6,86 a 15,72 milioni. Il rosso della capogruppo Ac Milan è aumentato da 14,1 a 22,5 milioni.

 

Le plusvalenze nette da cessione di calciatori sono diminuite da 30 a 23,38 milioni. Tra queste, 9,9 milioni per la vendita di Alexandre Rodrigues da Silva “Pato” al Corinthians e 5,9 milioni per la cessione di Kevin Prince Boateng allo Schalke 04. Gli acquisti più costosi sono Mario Balotelli per 23,5 milioni dal Manchester City, Alessandro Matri per 11 milioni dalla Juventus, Riccardo Saponara per 7,5 milioni dall'Empoli.

 

Andrea  Agnelli Andrea Agnelli

L’indebitamento finanziario netto è aumentato di 9 a 256,4 milioni. La Fininvest ha versato 3,75 milioni in conto capitale nel 2013 e in aprile ha garantito la “continuità aziendale” per almeno altri 12 mesi. E nel bilancio si legge anche che “primari istituti di credito” si sono resi disponibili a concedere al Milan e alla controllata Milan Entertainment due linee di credito di complessivi 96,3 milioni nel 2014.

 

Quanto all’Inter, il nuovo proprietario Erick Thohir al quotidiano indonesiano TopSkor ha dichiarato: “Ci servono giocatori giovani e allo stesso tempo dobbiamo rispettare il Fair Play Finanziario. Abbiamo sottoscritto un contratto con la Nike da 200 milioni in dieci anni, per i prossimi due o tre ci sarà un periodo di transizione. Finora sono arrivati Hernanes, Danilo D’Ambrosio e Nemanja Vidic, non vogliamo essere avventati nei prossimi acquisti e vogliamo che gli stipendi non superino il 50 per cento del fatturato. È una strategia simile a quella che segue il Real Madrid. Nel frattempo la scadenza dei contratti dei soli Javier Zanetti, Esteban Cambiasso e Diego Milito ha portato all’Inter un risparmio nel bilancio di 21 milioni.

 

antonio conte prima e dopoantonio conte prima e dopo

GLI AGNELLI E L’EREDITÀ DI CONTE

E la Juventus? Il clamoroso divorzio da Antonio Conte, l’allenatore degli ultimi tre scudetti, è stato interpretato anche in Borsa come una scelta di rigore della società che non ha ceduto alle “pressioni” della piazza e dell’ex tecnico di acquisti troppo dispendiosi per salvaguardare un bilancio messo sotto pressione dalle precedenti campagne acquisti.

 

Campagne che hanno prodotto un incremento del costo del personale per 16,5 milioni e un aumento dei debiti per circa 40 milioni (senza contare i 15 milioni in meno incassati dalla stagione europea 2013/14). Dal fronte calciomercato l’ultima novità risale al 18 luglio quando la Juve ha perfezionato l'accordo con il Torino sulla cessione dell’attaccante - poco utilizzato – Fabio Quagliarella per 3,5 milioni di euro pagabili in tre anni.

Claudio Lotito Claudio Lotito

 

Operazione che genera un effetto economico positivo di circa 0,9 milioni di euro e 4,2 milioni in termini di risparmio di costo. Uno shopping sfrenato di certo non è compatibile con i numeri di bilancio del club presieduto da Andrea Agnelli.

 

Nelle stagioni passate la Vecchia Signora ha accumulato un rosso superiore ai 60 milioni, bruciando di fatto più della metà dei 120 milioni iniettati nelle casse sociali nell’autunno del 2011 dalla Exor degli Agnelli e dal mercato. Per l’esercizio in corso gli amministratori si attendono una perdita superiore a quella del passato esercizio: 23,4 milioni secondo recenti stime di Banca Imi. In base a questi calcoli, i tre scudetti dell’era Conte sarebbero costati alla società sabauda più di 80 milioni.

 

RIFIORISCONO SOLO I PICCOLI

Mentre le squadre big sono economicamente sempre più in affanno, i bilanci dei piccoli club rifioriscono. L’Udinese, specializzata nello scoprire talenti sconosciuti che poi rivende a caro prezzo a società con osservatori più pigri, ha chiuso il bilancio 2012/2013 con utile netto di 32,2 milioni quadruplicato rispetto all’esercizio precedente grazie a importanti plusvalenze registrate con la cessione del portiere Samir Handanovic all’Inter, di Mauricio Isla e KwadwoAsamoah alla Juventus, Antonio Floro Flores al Genoa, Antonio Candreva alla Lazio e Juan Guillermo Cuadrado alla Fiorentina.

GIAMPAOLO  POZZO  GIAMPAOLO POZZO

 

La gestione del club friulano è paragonabile a quella di una fabbrica: l’Udinese compra materia prima (calciatori semi-sconosciuti), per trasformarla in prodotti finiti (calciatori apprezzati) e successivamente rivenderli (calciomercato), conseguendo il relativo valore aggiunto (plusvalenza).

 

Fra i virtuosi si trova anche il piccolo Chievo di Verona che nel 2012/13 ha messo a segno 1,5 milioni di utile dai 616 mila dell’anno precedente. Merito, anche in questo caso, soprattutto di una gestione economica equilibrata della compravendita dei calciatori.

AURELIO DE LAURENTIISAURELIO DE LAURENTIIS

 

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...