silvio berlusconi, 16 anni, provino milan

MA CHE DIAVOLO PENSA DI FARE BERLUSCONI? SENZA CHAMPIONS IL CAV TENTATO DALL’IDEA DI VENDERE IL MILAN - MA NON È FACILE TROVARE UN COMPRATORE: IL CLUB VALE CIRCA MEZZO MILIARDO

Enrico Currò e Luca Pagni per “la Repubblica”

 

berlusconi biancofiore a milano 2berlusconi biancofiore a milano 2

«Sono più sconfortato che arrabbiato ». È la frase chiave attribuita l’altro ieri dall’Ansa a Berlusconi sulla crisi del Milan. Svela la disillusione, la stanchezza, la resa del padrone. E smaschera una notizia a orologeria: il desiderio di vendere la squadra di calcio che, da quasi 29 anni, lo rappresenta meglio di qualsiasi altro pianeta dell’estesa galassia personale, ma che è diventata fonte inesauribile di problemi, economici e d’immagine.

 

Serve un acquirente credibile, però la strada è segnata. Chi in questi giorni è stato vicino al capo sostiene che sia solo questione di tempo e di denaro: non meno di mezzo miliardo di euro. La batosta di domenica a San Siro con l’Atalanta ha scatenato il malumore. Ieri Berlusconi si è visto costretto a smentire al telefono, con Galliani e Inzaghi, la dura critica («non si può perdere contro giocatori che guadagnano 5 volte in meno dei nostri») riportata dall’Ansa. Sembrava così palese, l’attacco all’allenatore, alla squadra e all’ad delegato al mercato, che il patriarca deluso ha dovuto rassicurare tutti. «Non l’ho mai detto, ve lo garantisco».

SILVIO BERLUSCONI, 16 ANNI, PROVINO MILANSILVIO BERLUSCONI, 16 ANNI, PROVINO MILAN

 

In compenso lunedì, a margine del pranzo di famiglia ad Arcore e dei successivi appuntamenti politici, ha confessato a più di un interlocutore la propria spossatezza di presidente allergico alle sconfitte. Anche il calcio è un guaio e una parte consistente dei tifosi rossoneri gli chiede di andarsene.

 

La tentazione era nota da mesi: da quando la filiale italiana della banca d’affari americana Lazard aveva ricevuto il mandato di sondare il terreno per la cessione del club.

 

berlusconi con la figlia barbara e galliani allo stadio per milan juventusberlusconi con la figlia barbara e galliani allo stadio per milan juventus

Intensificata nell’ultimo anno, la ricerca di un socio di minoranza (arabo, russo o asiatico, a seconda delle trattative spesso presunte) si è trasformata nella verifica della quotazione sul mercato mondiale. L’irrealistica valutazione di partenza — 900 milioni — è scesa di almeno 100 per l’uscita dalle coppe europee e per la mediocre stagione in corso. Il parco giocatori è depauperato e i mancati introiti della Champions permettono appena acquisti a parametro zero o prestiti.

 

Galliani e Barbara Berlusconi allo stadio durante Barcellona Milan Galliani e Barbara Berlusconi allo stadio durante Barcellona Milan

La nuova sede è modernissima, ma costosa e in affitto. Gli assi nella manica restano il centro sportivo di Milanello, gli incassi in crescita di museo, store e ristorante voluti da Barbara Berlusconi e soprattutto il marchio di un club popolarissimo all’estero. L’Inter, con l’intermediazione di Lazard, è passata da Moratti a Thohir per 200 milioni, più la liberatoria dai debiti per 80 milioni. La situazione del Milan appare sotto controllo.

BERLUSCONI A COLLOQUIO CON LA SQUADRA A MILANELLO BERLUSCONI A COLLOQUIO CON LA SQUADRA A MILANELLO

 

A dicembre 2013 i debiti ammontavano a 252 milioni (144 verso le banche, 108 verso altri finanziatori): un indebitamento, dunque, pari al fatturato. Per il 2014 si aggiungerà un passivo gestionale intorno ai 50 milioni. La soglia minima del prezzo partirebbe dal lodo Mondadori, l’incubo di Berlusconi: gli è costato 494 milioni e la famiglia intende recuperarli in toto. La cessione libererebbe Fininvest dall’esborso annuo per il calcio: almeno 50 milioni, col secondo monte ingaggi della serie A. La primogenita Marina, attentissima ai conti del gruppo, non si è mai interessata di pallone e il fratello Piersilvio ha virato sulla tivù.

SILVIO BARBARA BERLUSCONI ALLEGRI SILVIO BARBARA BERLUSCONI ALLEGRI

 

BERLUSCONI A COLLOQUIO CON LA SQUADRA A MILANELLO BERLUSCONI A COLLOQUIO CON LA SQUADRA A MILANELLO

È stata dunque Barbara ad assecondare la passione paterna oggi flebile: da ad che vuole rilanciare il marchio, progetta lo stadio di proprietà alla vecchia Fiera, con l’ingresso nel pacchetto azionario dello sponsor Emirates. Intanto il discusso club a due teste, lei e Galliani in tregua armata, oscilla tra la poco romantica sforbiciata alle spese (cassati, tra i non dipendenti, i cuochi storici Michele e Oscar), il recupero del passato (Sacchi) e i masochistici veti (il no a Paolo Maldini).

 

Galliani e Barbara Berlusconi allo stadio durante Barcellona Milan Galliani e Barbara Berlusconi allo stadio durante Barcellona Milan

Sta inciampando nei risultati e finora soltanto la presenza di Inzaghi, allenatore in bilico ma idolo degli ultrà, l’ha preservata dalla contestazione. Le visite di Berlusconi ogni venerdì a Milanello, al di là dei proclami di terzo posto e Champions, dei revival e dei divieti di creste e chignon, ne hanno dissimulato il graduale disagio. Possibile che a quasi 79 anni, mentre programma il rientro in politica una volta scontata la condanna ai servizi sociali, abbia deciso di chiudere la pagina più popolare della propria perenne autocelebrazione, accontentandosi magari di una quota di minoranza? Il portafoglio, a volte, sta dalla stessa parte del cuore. Presto si capirà se gli si è definitivamente sovrapposto.

Galliani e Barbara Berlusconi allo stadio durante Barcellona Milan Galliani e Barbara Berlusconi allo stadio durante Barcellona Milan

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…