serrano

CLIC! SCATTI TRA ''SACRO E PROFANO'' - ISLAM, CHARLIE HEBDO E MEDIO ORIENTE: LA BIENNALE DI FOTOGRAFIA DI LUCCA TOCCA I NERVI SCOPERTI DELLA CONTEMPORANEITA’ - MA IL CRISTO IMMERSO NELL’URINA DI SERRANO, GIUDICATO BLASFEMO, NON SARÀ ESPOSTO

Sara Ricotta Voza per “la Stampa”

 

piss christ by serrano andres (1987)piss christ by serrano andres (1987)

Sacro e profano, spirito e materia, ci viviamo dentro ma è sempre difficile farci i conti fino in fondo. Il tema è nato con l' uomo e gli artisti non hanno mai smesso di rappresentarlo, ma per quelli di oggi, specie quelli che si esprimono con la fotografia, c' è un rischio in più di toccare i nervi scoperti della contemporaneità.
 

Per questo le 29 mostre su «Sacro e profano» del Photolux Festival che apre oggi a Lucca (fino al 13 dicembre) faranno discutere per i linguaggi scelti, ma sono un mezzo di indagine importante per leggere la realtà in cui siamo immersi, oltre la riflessione artistica o estetica.
 

willocqwillocq

«Il nostro festival nasce dalla volontà di diffondere la cultura fotografica nel nostro Paese», spiega Enrico Stefanelli, fondatore e direttore artistico del Festival, «facciamo vedere come un tema - in questo caso "Sacro e profano" - possa essere sviluppato in diversi linguaggi espressivi».
 

Come è noto, uno di questi (una foto di Andres Serrano dell' 87) è stato giudicato blasfemo o comunque offensivo della sensibilità dei cristiani e non sarà esposto. «Dell' autore però ci saranno gli altri lavori, compresi gli ultimi "Holy works", da cui verrà fuori come si esprima sul sacro con pietà».
 

still lifestill life

Di certo il tema è delicato, urgente e merita di essere osservato, come le mostre tutte, oltre la logica della contrapposizione e dello choc.
 

L' attualità drammatica

Uno dei lavori più interessanti in questo senso è quello della fotografa francese France Keyser, che nella rassegna «Nous sommes français et musulmans» presenta la stessa realtà in due parti: prima e dopo Charlie Hebdo.

 

Nel 2010 infatti aveva incontrato parigini che desideravano conciliare l' essere francesi con il credo religioso islamico e li ha fotografati, a colori, nella loro vita quotidiana. Poi, dopo la strage del 7 gennaio 2015, la fotografa è tornata dalle stesse persone e ha realizzato una nuova serie di ritratti in bianco e nero.
 

la nuova evala nuova eva

Dalla Francia all' Italia, negli ultimi cinque anni Nicolò Degiorgis ha esplorato e fotografato i musulmani del Nordest nei loro luoghi di preghiera improvvisati: garage, palestre, negozi, vecchie fabbriche. «Un lavoro che ha vinto un importante premio a Arles e recensito da Martin Parr», spiega Enrico Stefanelli, che ci tiene a ricordare come questa Biennale internazionale di fotografia sia unica per il suo «mix fra reportage e arte».
 

L' italiano Michele Borzoni invece ha viaggiato in Medio Oriente per tre anni, per fotografare la vita delle comunità cristiane là dove il cristianesimo è nato.
 

L' ospite d' onore

Ma come, si è detto, non c' è solo reportage. C' è, innanzitutto, la retrospettiva dell' ospite d' onore del festival, l' americano Joel-Peter Witkin. Famoso per le sue «nature morte» contemporanee, diversamente da quelle fiamminghe in cui il «memento mori» era per i vivi, qui il servizio viene reso ai morti.

 

Morti in carne e ossa, parti di cadaveri fotografate in elaboratissime messe in scena, per restituire loro dignità. «Perché faccio queste opere? Per la gloria di Dio e per infiammare le anime dell' Uomo. Questo è ciò per cui vivo», dice l' artista.
 

islam nascosto degiorgisislam nascosto degiorgis

Ci sono poi mostre più giocose e bizzarre, come quella di Patrick Willock che riprende un rito d' iniziazione diffuso tra i pigmei Ekonda della Repubblica del Congo, o quella di Toni Meneguzzo con i ritratti delle sue «Divine Bovine», vacche sacre decorate con le quali è stato subito colpo di fulmine.

 

«Non ho potuto resistere al loro fascino», racconta, «mi ha incantato l' utilizzo dei colori sul manto della vacca, un' espressione d' arte pittorica su una tela ambulante». Ha così iniziato la lunga esplorazione della tradizione Hindu di adornare le vacche sacre, un percorso di studi e viaggi durato 5 anni, per ottenere il più vasto repertorio possibile di un' arte che sta scomparendo.
 

Non solo mostre

gerusalemmegerusalemme

Il Festival, che si svolge in 11 luoghi all' interno delle mura di Lucca ("nell' arborato cerchio", come diceva il Vate), inaugura oggi con la presentazione del libro di Aurelio Amendola «La Basilica di San Pietro», edito da FMR. Comprende dibattiti con vincitori del World Press Photo, eventi come i Leica Talk, la premiazione del concorso Sunday Photographers (il 28/11) organizzato con La Stampa. Il 7 dicembre, serata di fotografia e musica: il jazz di Paolo Fresu e Dino Rubino, le foto di Pino Ninfa. Il programma completo è su www.photoluxfestival.it.

divine bovinedivine bovine

 

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