ARRIVA! ARRIVA! MA QUANDO ARRIVA? - SONO GIORNI CHE SI PARLA DELLA FANTOMATICA “LETTERA DI ETIHAD” PER ALITALIA. CHE NON SARÀ COMUNQUE L’OFFERTA DEFINITIVA

Gianni Dragoni per “Il Sole 24 Ore

Etihad Livery big Etihad Livery big

La trattativa di Alitalia con Etihad Airways sta per affrontare il passaggio più delicato. Ma forse non è ancora il momento della svolta nel difficile negoziato tra Roma e Abu Dhabi.

Fonti vicine alla compagnia presieduta da Roberto Colaninno e ad ambienti ministeriali da qualche giorno danno come imminente l'arrivo da Abu Dhabi della lettera di risposta di Etihad all'ultima proposta inviata da Alitalia il 15 maggio.

Ieri si era sparsa la voce che «tra ieri e oggi» sarebbe potuta o potrebbe arrivare l'agognata lettera, così hanno riferito quasi tutte le agenzie di stampa citando anonime «fonti di governo». Lettere però fino a ieri sera all'Alitalia non ne erano arrivate. E nessuna fonte attendibile ha confermato che il postino suonerà oggi. Anzi, è possibile che trascorra ancora qualche giorno.

alitalia etihad alitalia etihad

Il punto chiave però, come fanno notare fonti autorevoli, non è tanto la data di eventuali missive, ma quale sarà il contenuto dell'ipotizzata lettera di Etihad.

GABRIELE DEL TORCHIOGABRIELE DEL TORCHIO

Nella migliore delle ipotesi, se cioè gli arabi accettassero quanto prospettato dall'Alitalia nell'ultima replica alle loro condizioni, ma restava una divergenza sui debiti finanziari (Etihad aveva chiesto la cancellazione di 560 milioni di debiti, le banche rinuncerebbero a un terzo di questa somma, mentre vorrebbero convertire in capitale gli altri due terzi), invierebbero una lettera d'intenti, una sorta di offerta preliminare: questo documento consentirebbe alle parti di sedersi al tavolo per la trattativa finale in esclusiva per stendere il contratto che dovrebbe portare all'ingresso di Etihad in Alitalia con poco meno del 50%, un lavoro complesso che richiedebbe ancora almeno un mese.

Ma il vettore degli Emirati Arabi potrebbe anche non essere soddisfatto in pieno delle risposte di Alitalia. Fonti in contatto con Etihad hanno riferito al Sole 24 Ore che non vi sarebbero ancora le condizioni per un sì del vettore emiratino. In questo caso, il contenuto dell'eventuale lettera attesa a Roma non sarebbe rassicurante per Alitalia. Oppure sarebbe solo un documento intermedio, tipo una bozza di lettera d'intenti.

james hogan james hogan

Ieri sera molti degli entusiasmi che si erano accesi durante la giornata apparivano ridimensionati. «Sono trattative molto delicate, aspettiamo, vediamo», ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio. «Siamo in attesa di una comunicazione formale, ci sono diverse voci per cui ci sarebbe una decisione positiva ma non abbiamo ricevuto ancora alcuna comunicazione», aveva detto ieri mattina Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, la banca che è il terzo azionista di Alitalia (con il 12,99%) e la seconda per volume di crediti, dopo Intesa Sanpaolo che è il primo azionista (con il 20,59%). Carlo Messina, a.d. di Intesa, era apparso più prudente: «Non ho evidenza del ricevimento di una lettera da Etihad per Alitalia». Alla domanda se si sia alla stretta finale, Messina ha risposto: «Siamo nella fase in cui Etihad dichiarerà le sue aspettative».

FEDERICO GHIZZONI FEDERICO GHIZZONI

I tempi si fanno stringenti per Alitalia, che ha rimandato l'approvazione del bilancio 2013 alla fine di giugno, ma non può aspettare ancora più di qualche settimana. Nel bilancio è già stimata una perdita gestionale di oltre 300 milioni. Ma potrebbero esserci ulteriori oneri straordinari e svalutazioni legati alla tecnica dell'accordo ipotizzato con Etihad, se si dovesse creare una nuova compagnia per separare il contenzioso del passato dei Capitani coraggiosi dal futuro targato Etihad. Il cda di bilancio è previsto intorno a metà giugno. Quello sembra l'ultimo termine per la sofferente Alitalia per aspettare le mosse degli emiratini.

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…