visco monti napolitano

IL “FATTO” SPARA LA BOMBA: IL GOVERNATORE DI BANKITALIA, IGNAZIO VISCO, SAREBBE INDAGATO DA SETTEMBRE INSIEME A SETTE AMMINISTRATORI E VIGILANTI DELLA BANCA POPOLARE DI SPOLETO PER REATI PESANTI: SI VA DALLA CORRUZIONE ALLA TRUFFA

ignazio viscoignazio visco

DAGONEWS

Dopo lo scoop del Fatto Quotidiano sulla Pop di Spoleto, gira già qualche nuovo pissi pissi su un altro filone di indagine che starebbe segretissimamente per partire. Argomento: l'intervento del buon Ignazio Visco e del presidente (non ancora emerito) Giorgio Napolitano, ai tempi del governo Monti, per sbloccare una tranche dei cosiddetti bond salva-Mps...

 

1 - INCHIESTA BPS: BANKITALIA, NON A CONOSCENZA INDAGINE

(ANSA) - ''Con riferimento alla notizia comparsa oggi sulla stampa relativa alle vicende della Banca Popolare di Spoleto, la Banca d'Italia non è a conoscenza di alcuna iniziativa dell'autorità giudiziaria''. Lo riferiscono fonti della stessa Banca d'Italia.

 

2 - POPOLARE DI SPOLETO: VISCO SOTTO INCHIESTA PER TRUFFA

Marco Palombi per il “Fatto Quotidiano”

 

IGNAZIO VISCOIGNAZIO VISCO

Certe volte i grandi sconvolgimenti arrivano da dove meno te lo aspetti. Questo, per dire, arriva da Spoleto. La notizia è clamorosa in sé. Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco da settembre è indagato, insieme a sette amministratori e vigilanti della Popolare di Spoleto, dalla Procura di quella città per reati pesantissimi: si va dalla “corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio” alla “truffa”, dal solito “abuso d’ufficio” alla “infedeltà a seguito di dazione o promessa di utilità”. Queste le imputazioni, ma qual è il contesto?

banca popolare di spoleto bps facciata  1 banca popolare di spoleto bps facciata 1

 

Il contesto è un’inchiesta sul passaggio della Banca Popolare di Spoleto (Bps) al Banco di Desio e della Brianza , deciso durante un commissariamento voluto da Bankitalia poi giudicato “illegittimo” dal Consiglio di Stato. Ovviamente i soci di Pop Spoleto, che si sono visti azzerare il valore della loro partecipazione, non hanno gradito la cosa: la ritengono una “svendita” e, a decine, hanno presentato alla Procura un dettagliato esposto firmato dall’avvocato Riziero Angeletti.

banca popolare di spoleto  brochurebanca popolare di spoleto brochure

 

A leggere le ipotesi di reato, il pm di Spoleto, Gennaro Iannarone, sembra voler approfondire questa ricostruzione: oltre a Visco, infatti, sono indagati i commissari nominati da Bankitalia (Giovanni Boccolini, Gianluca Brancadoro e Nicola Stabile), i componenti del comitato di Sorveglianza (Silvano Corbella, Giovanni Domenichini e Giuliana Scognamiglio) e pure l’attuale presidente di Bps, Stefano Lado, che è il vicepresidente di Banco Desio. Mps, la coop rossa e l’inizio della fine Per capire, bisogna tornare al 2010, quando tutto inizia. Popolare Spoleto in quel momento è una banca locale con una raccolta di 2,5 miliardi, sofferenze contenute (152 milioni) e una capacità di reddito del 10,6%.

giorgio e clio napolitano tornano a casa a monti  4giorgio e clio napolitano tornano a casa a monti 4

 

Dati lusinghieri che provengono dall’ispezione di Banca d’Italia durata da giugno a dicembre del 2010. Bps era la classica banca di territorio: controllata al 51% dai 21mila soci della cooperativa Spoleto Credito e Servizi (al 26% c’era Monte dei Paschi di Siena), era cresciuta abbastanza negli anni Duemila ed era persino quotata in Borsa, ma continuava in una politica di “piccoli” prestiti (i clienti sopra i 5 milioni non arrivavano a dieci). Un gioiello che finisce sotto l’occhio di uno dei soci di minoranza - la Coop Centro Italia, titolare del 2% delle azioni - e quello non benevolo di Palazzo Koch.

 

Monti NapolitanoMonti Napolitano

L’ispezione del 2010 si conclude a gennaio 2011 con l’invito perentorio (“condizione ineludibile”) di Bankitalia a far fuori il presidente di Bps, Antonio Giovannini, assicuratore spoletino piuttosto pittoresco e, sia detto en passant, non proprio “rosso” come la regione. La sua colpa? Troppo accentratore, dicono. Giovannini si dimette insieme al cda, ma i 21mila della Spoleto Credito e Servizi (Scs) lo eleggono presidente della cooperativa. L’offerta della coop rossa non viene accettata. Arrivano i commissari: la spoliazione Nell’estate del 2012 la situazione precipita.

 

È come una tempesta: parte una nuova ispezione di Bankitalia; la Procura di Spoleto apre un’inchiesta sui vecchi vertici di Bps per reati gravissimi; Palazzo Koch congela un aumento di capitale necessario a sanare la situazione dei conti (un rosso da 30 milioni dovuto alla riqualificazione di alcuni crediti); Mps decide di uscire e chiede per le sue azioni 73 milioni di euro (un mese dopo si dirà disposta a venderle a Clitumnus, una cordata con dentro Coop Centro Italia, a meno di 20); alla fine Banca d’Italia decide di commissariare sia la Banca che la Scs.

mps logomps logo

 

Qui, però, la situazione cambia: nel 2014 i commissari di Bankitalia decidono di vendere a Banco Desio, ignorando peraltro - denunciano i vecchi soci - un’offerta più vantaggiosa. La quota dei 21mila di Spoleto Credito e Servizi passa, attraverso una sorta di aumento di capitale riservato a Desio e altre operazioni, dal 51% a circa il 10 per un controvalore attualmente pari a “0 euro”. A Spoleto sono disperati, ma a febbraio c’è il colpo di scena: il Consiglio di Stato annulla sia il commissariamento della banca che quello della Scs.

 

BANKITALIABANKITALIA

Quel provvedimento è illegittimo e dunque, ragionano i soci, anche le decisioni successive. Partono i ricorsi: o ci ridate la banca o ci indennizzate. Il 1 dicembre un tribunale dovrà dare una prima risposta. Intanto, però, la Procura di Spoleto - nel frattempo sono cambiati i vertici e della vecchia inchiesta su Antonini e soci si sono perse le tracce - ha fatto il suo passo, decidendo che Visco e gli altri vanno messi sotto inchiesta. Il destino delle accuse penali si vedrà, ma in ballo in questo caso è anche e soprattutto un modus operandi di Bankitalia di questi ultimi anni, in cui spesso è sembrata più attenta a fare politica industriale nel settore del credito che vigilanza.

 

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