SANZIONI & MILIONI - GLI USA COLPISCONO IL PATRIMONIO DI IGOR SECHIN, NUMERO UNO DEL COLOSSO PETROLIFERO ROSNEFT - I SOCI ITALIANI MORATTI E DI TRONCHETTI SONO PERPLESSI E ACCELERANO SUGLI ACCORDI

1. SANZIONI, COLPITO LO ZAR DEL PETROLIO RUSSO
Ivo Caizzi per ‘Il Corriere della Sera'

Stati Uniti e Unione Europea estendono le sanzioni orientate a colpire il sistema di potere politico-finanziario del presidente russo Vladimir Putin, considerato responsabile del clima destabilizzante provocato dal massiccio dispiegamento di militari di Mosca ai confini con l'Ucraina.

Nel mirino Usa stavolta è finito il numero uno del colosso petrolifero Rosneft, Igor Sechin, uno dei più potenti fedelissimi di Putin. Più prudente - come al solito - appare l'azione dell'Ue, che ha ben altro da perdere rispetto agli Stati Uniti in un confronto destinato a condizionare tanto, dalle forniture energetiche fino all'interscambio commerciale. Nella riunione a Bruxelles degli ambasciatori dei 28 Paesi membri è stato trovato l'accordo sul congelamento dei beni e sul blocco dei visti per 15 persone da rendere note sulla Gazzetta Ufficiale Ue oggi, che fa salire a 48 i nomi della «lista nera» dell'Europa.

Il Cremlino ha annunciato ritorsioni «dolorose» per Washington, criticando la politica delle sanzioni promossa dagli Usa perché basata su valutazioni «assolutamente distorte» di quanto è accaduto in Ucraina dall'annessione della Crimea alla Russia. Mosca ha anche giudicato «irresponsabile» l'invio della missione esplorativa dell'Osce nell'Ucraina dell'Est, che è stata presa in ostaggio dalle forze filorusse in un'area dove continuano atti violenti e tensioni. Ieri colpi d'arma da fuoco hanno ferito il sindaco di Kharkiv Gennadi Kernes.

Contemporaneamente la Nato sta dispiegando la sua azione militare di controllo nei Paesi Baltici, dove è forte la preoccupazione per le possibili conseguenze di una mancata composizione della crisi Ucraina tra Ue/Usa e Mosca. Caccia militari britannici hanno iniziato a sorvolare lo spazio aereo tra Lituania, Lettonia ed Estonia.

Forze Usa, dopo le prime esercitazioni in Polonia, ora operano anche sul territorio estone. La Russia ha comunque ribadito di non aver intenzione di invadere l'Ucraina. Lo afferma il Pentagono riferendo di una conversazione telefonica fra il ministro della Difesa americano, Chuck Hagel, e il suo omologo russo Sergei Shoigu. Hagel durante il colloquio ha tuttavia messo in evidenza come la situazione resti «pericolosa».

Inizialmente c'era l'aspettativa che le sanzioni del presidente Usa Barack Obama potessero colpire Alexei Miller, il numero uno del colosso del gas russo Gazprom, molto vicino a Putin. Poi sono spuntati Sechin, Vyacheslav Volodin, considerato lo statega delle campagne elettorali di Putin, Sergei Chemezov, che controlla imprese di alta tecnologia, il generale Eugheny Murov, responsabile della sicurezza del presidente, Oleg Belavencev, inviato del Cremlino in Crimea, Dimitri Kozak, vicepresidente della Federazione russa, e il deputato Alexei Pushkov.

Nella «lista nera»sono state incluse 17 società considerate importanti nell'apparato di sostegno finanziario a Putin e con diramazioni in paradisi fiscali come Lussemburgo o Cipro. Alcune apparterrebbero a Gennadi Timchenko, al banchiere Yuri Kovalchuk e ai fratelli Boris e Arkadi Rotenberg, inseriti nelle precedenti azioni sanzionatorie Usa.
Gli Stati Uniti si sono offerti di sostituire con il loro gas di scisto l'eventuale blocco delle forniture russe.

Ma a Bruxelles preoccupa una possibile interruzione degli approvvigionamenti energetici all'Ucraina. L'Europa procede con prudenza anche per favorire una dilazione nel debito miliardario accumulato dal governo di Kiev con Gazprom, che altrimenti dovrebbe essere pagato con i fondi Ue promessi per risollevare un Paese vicino al collasso. Gli effetti economici delle tensioni esplose dall'annessione della Crimea iniziano a farsi sentire perfino in Germania e in altri Paesi membri, dove si registra una flessione dell'export verso partner russi. Per l'economista Nouriel Roubini, un blocco delle forniture energetiche potrebbe colpire la fragile ripresa della zona euro e portare verso la recessione.

2. MA I SOCI ITALIANI SONO PERPLESSI E ACCELERANO SUGLI ACCORDI
Federico De Rosa per ‘Il Corriere della Sera'

Così, a caldo, non hanno molto da dire. Serpeggia qualche dubbio, questo sì, sull'opportunità della mossa, ma su cosa comporterà l'ampliamento delle sanzioni alla Russia per le società che con Mosca hanno rapporti al momento nessuno ha idea. Il più esplicito, Dario Scaffardi, avrebbe certamente evitato. «L'Europa - dice il direttore generale della Saras, il gruppo petrolifero della famiglia Moratti partecipato da Rosneft - si sta sparando su un piede, proprio mentre le società russe si affacciano sul nostro mercato».

Guardando ai numeri, nella logica del business, è difficile dargli torto: l'interscambio tra Europa e Russia vale 400 miliardi di euro l'anno. Non deve quindi stupire la posizione (non isolata) della britannica Bp, che senza mezzi termini ha detto che ignorerà le sanzioni e manterrà la quota in Rosneft.

Sulla stessa linea anche Siemens, il cui ceo, Joe Kaeser, sfidando le ire di Berlino è andato a far visita a Vladimir Putin. In Italia al momento solo la Saras dovrà tenere conto delle sanzioni. Igor Sechin, il potente numero uno di Rosneft, finito nell'elenco diffuso ieri da Washington, siede nel consiglio del gruppo milanese di cui il colosso russo ha il 20,9%. Le sanzioni colpiscono i beni personali di Sechin e dunque le quote in Saras non dovrebbero essere congelate.

Anche i colloqui per la joint-venture tra Saras e Rosneft proseguiranno. Scaffardi ha messo in conto solo un possibile ritardo: se non si chiuderà entro l'estate «slitterà all'inverno». Le nuove sanzioni sfiorano anche la Pirelli. Il gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera sta negoziando l'ingresso di Rosneft nell'azionariato e ieri ci sono stati contatti tra Milano e Mosca da cui sarebbe emersa l'intenzione di velocizzare lo scambio di documenti per arrivare rapidamente alla firma.

Il 12 giugno il gruppo della Bicocca dovrà rinnovare il consiglio d'amministrazione e per quella data vorrebbe aver chiuso il riassetto e poter aprire ai russi la stanza dei bottoni. In cui non potrà entrare Sechin, il quale dovrà comunque indicare dei nomi (a prova di sanzioni) per il board. Sullo sfondo resta l'incognita sulle possibili nuove mosse di Onu e Ue, che dopo aver colpito «gli uomini del presidente» potrebbero passare alle loro conglomerate e alle migliaia di ramificazioni in tutto il mondo.

Per ora si sono limitati a sanzionare alcune società russe vicine a Putin. Non le big. «Temo che potrebbero esserci sanzioni che colpiscono gli scambi energetici tra Russia e Ue» ha avvertito ieri l'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni. Di certo la Russia resta un partner importante, «i rapporti con Gazprom sono una cosa importante - ha detto Scaroni -. Li abbiamo da più di 50 anni».

 

 

Igor Sechin di rosneft IGOR SECHIN Vladislav Surkov e Vladimir Putin Viktor Yanukovych fa l occhiolino a Vladimir Putin GAZPROM Il segretario della difesa Chuck Hagel con sua figlia ROSNEFT rmint57 moratti famigliaMARCO TRONCHETTI PROVERA E MASSIMO MORATTI SERATA CALENDARIO PIRELLI Paolo Scaroni

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...