Tommaso Rodano per "Il Fatto Quotidiano"
Gli Stati Uniti hanno alzato l'asticella nella definizione di "candidato impresentabile". È vero che nessuno è colpevole fino alla sentenza definitiva, ma la decisione del Partito Repubblicano di accettare la candidatura alle primarie di un uomo accusato dell'omicidio della moglie - peraltro brillantemente vinte dal carcere - rappresenta un'interpretazione un filo radicale del principio garantista. "Andrew Wilhoite è stato accusato a marzo di aver ucciso sua moglie Nikki, 41 anni", scrive il Washington Post.
La donna peraltro "aveva completato il suo ultimo trattamento chemioterapico per il cancro al seno e aveva chiesto il divorzio dopo aver scoperto che suo marito aveva una relazione". Wilhoite è accusata di averla colpita alla testa con un vaso di cemento e di aver scaricato il suo cadavere in un torrente vicino. Nonostante questo, il dolce consorte ha vinto le primarie repubblicane per uno dei tre seggi vacanti nel consiglio comunale di Clinton Township. Bravo lui e gli elettori. Se non sarà condannato, a novembre andrà al ballottaggio.
andrew wilhoite e la moglie nikki andrew wilhoite e la moglie nikki nikki wilhoite andrew wilhoite e la moglie nikki