1. LA COMMOVENTE E RIVOLUZIONARIA STORIA DELL’HACKER/INGEGNERE ROBOTICO SALVATORE IACONESI CHE HA VINTO IL TUMORE METTENDO ONLINE LA SUA CARTELLA CLINICA IN MODO DA POTERLA CONDIVIDERE CON I MEDICI E AGLI UTENTI DI TUTTO IL MONDO 2. “OGNI PERSONA, OGNI MEDICO, MI HA FORNITO LA SUA CURA, NON SOLO CON LA MEDICINA” 3. IL SUO È UN MODO INNOVATIVO DI VEDERE LA MEDICINA CHE DIVENTA COSÌ ‘’OPEN SOURCE’’. MA SOPRATTUTTO È UN METODO CHE FUNZIONA, VISTO CHE ADESSO È GUARITO 4. “CI SONO UN SACCO DI MALATTIE SCOMPARIREBBERO SE SI RILASCIASSERO BREVETTI”

CURA OPEN SOURCE - SALVATORE IACONESI
http://www.youtube.com/watch?v=y8VnnmuayzE

OPEN SOURCE CURE, SALVATORE IACONESI AT THE INTERNET FESTIVAL
http://www.youtube.com/watch?v=JvOxxf51d5A


Da "Wired.it"

La storia di Salvatore Iaconesi, designer, ingegnere robotico, artista e hacker, è commovente e rivoluzionaria. Aveva scoperto di avere un tumore al cervello, ma i risultati dei suoi esami gli sono stati consegnati in formato sì aperto, non accessibili e usabili. Salvatore li ha craccati e resi disponibili sulla pagina La Cura in modo da condividere la sua cartella clinica ai medici e agli utenti di tutto il mondo. Il suo è un modo innovativo di vedere la medicina che diventa così Open Source. Ma soprattutto è un metodo che funziona, visto che adesso è guarito.

La Cura è proprio il tema del suo intervento Medicina, Hacking, Riappropriazione, Rivoluzione, che ha tenuto oggi al Wired Next Fest, che comincia proprio con due immagini del suo cancro. La prima è la radiografia del suo cervello. La seconda è invece una diagramma che mostra il suo tumore condiviso sui social network. "Ogni persona mi ha fornito la sua cura, quello che poteva, non solo con la medicina, ma anche attraverso l'arte o il design. Alcuni mi hanno consigliato un viaggio in Argentina, altri di fumare Cannabis. Addirittura c'era chi stampava la foto del mio cancro e la portava dal suo medico e poi mi inviavano ciò che gli aveva detto", racconta Iaconesi.

Le implicazioni di questa storia, secondo Iaconesi, sono diverse. Prima di tutto, la complessità. "La gran parte delle organizzazioni, siano esse ospedali, aziende globali o governi, vivono di una cultura che non prevede di prendere in considerazione la complessità, la diversità, la polifonia delle città. In La Cura siamo stati costretti a farlo. Era una questione di vita o di morte", scherza.

Un altro tema importante che emerge da questa vicenda riguarda il welfare e i diritti. Iaconesi ricorda: "Quando raccontavo agli statunitensi che la mia operazione chirurgica è costata 15 euro, rimanevano scioccati. Parliamo di persone in cui la dimensione pubblica non c'è". Per questo, su questo fronte, non bisogna essere pigri: "La Cura ha dimostrato questo. La società sta male se sta male anche solo uno dei suoi rappresentanti e tutti dovrebbero sforzarsi per dare il loro contributo", prosegue Iaconesi.

L'ultimo tema è la conoscenza aperta. "Ci sono un sacco di malattie che scomparirebbero se si aprissero cassetti e si rilasciassero brevetti. Chiediamoci se questi modelli sono qualcosa da vendere oppure rappresentano un desiderio di riappropriarsi delle proprie informazioni e non delegarle ad altri", dice Iaconesi. Questa è una performance globale, una cura open source, per tutti noi.

 

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